La struttura nell’edificio della biblioteca è stata inaugurata lo scorso 4 Novembre. Il sindaco ha ricordato i caduti che «difesero i valori di libertà»

Una nuova casa per i combattenti

16/11/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Il 4 Novem­bre è sta­ta inau­gu­ra­ta a Moni­ga del Gar­da la nuo­va sede dei com­bat­ten­ti, nel­la strut­tura del­la comu­nale in via Dante 45, alla pre­sen­za delle mas­sime autorità. Il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni, dopo avere salu­ta­to i pre­sen­ti, nel suo appas­sion­a­to dis­cor­so ha ricorda­to «l’anno d’inizio del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale, il 1914, ed il 1918, anno del­la fine delle ostil­ità. Ven­nero fir­mati i trat­tati di pace. Per l’Italia la fir­ma avvenne a Vil­la Giusti, il 3 novem­bre 1918, e le armi furono deposte il giorno dopo, cioè il 4 novem­bre, divenu­to fes­ta nazionale». «La guer­ra ha por­ta­to 8.529 mila mor­ti, 21.189 mila fer­i­ti, e 7.751.000 dis­per­si solo fra i mil­i­tari — ha ricorda­to Polli­ni -. Le perdite civili, sicu­ra­mente altissime, non sono note. E’ questo il prez­zo paga­to per la lib­ertà del popo­lo ital­iano. Un prez­zo altissi­mo, ter­ri­bile, angos­ciante. Non solo è servi­to alla unifi­cazione degli ani­mi, un sen­ti­men­to che ha resis­ti­to anche alla improvvi­da parte­ci­pazione dell’Italia alla sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Ma sare­mo oggi un popo­lo libero, sen­za il som­mo sac­ri­fi­cio del­la guer­ra 1915/1918? Pen­so di no! Allo­ra è doveroso ricor­dare i Cadu­ti, che han­no dato la loro vita in frangen­ti tragi­ci ed han­no com­pi­u­to un sac­ri­fi­cio supre­mo. E come non ricor­dare i fer­i­ti in guer­ra, i muti­lati, i dis­per­si, i com­bat­ten­ti tut­ti che han­no vis­su­to anni tristi e bui, espe­rien­ze dram­matiche, che han­no las­ci­a­to trac­ce incan­cella­bili nel­la loro mente». «Nè si può dimen­ti­care, in ques­ta ricor­ren­za — ha con­tin­u­a­to Polli­ni — l’opera di tante madri, che durante la guer­ra, con i mar­i­ti al fronte, han­no dovu­to far fronte da sole alle esi­gen­ze dei loro bam­bi­ni e degli anziani; esi­gen­ze che incom­in­ci­a­vano dal­la fame, vera e sof­fer­ta, per finire ai med­i­c­i­nali che non si trova­vano». «Mi sia con­ces­sa una per­son­ale rif­les­sione — ha pros­e­gui­to Polli­ni — , sul­la pri­ma guer­ra mon­di­ale e su un’evento recente ad essa col­le­ga­to. Tra gli anni 1914 e 1919, pri­ma ricor­dati, ci sono nel mez­zo due avven­i­men­ti bel­li­ci, di seg­no oppos­to, che han­no con­no­ta­to l’Italia. Un Paese capace di pas­sare dal­la dis­fat­ta di Caporet­to al tri­on­fo di Vit­to­rio Vene­to è un paese che ha val­ori, qual­ità, cuore ed ide­ali. Quest’anno ricorre il 50° anniver­sario del­la ricon­giun­zione di Tri­este all’Italia. L’evento va in ques­ta occa­sione ricorda­to poichè Tri­este divenne ital­iana dopo Vit­to­rio Vene­to, divenne Ital­iana col sac­ri­fi­cio di 500.000 ital­iani e fu riper­du­ta con la sec­on­da guer­ra mon­di­ale. La nuo­va reden­zione di Tri­este è coin­cisa con il nos­tro riscat­to nazionale, con il diradar­si del buio oltre il con­fine. La ver­ità inconfutabile del­la sto­ria dice che il 25 mar­zo 1957 a Roma, in Campi­doglio, è sta­to fir­ma­to, dai rap­p­re­sen­tan­ti di sei pae­si, il trat­ta­to isti­tu­ti­vo del­la Comu­nità eco­nom­i­ca euro­pea e che nel medes­i­mo luo­go, il 29 otto­bre 2004, 25 pae­si han­no dato vita alla Cos­ti­tuzione euro­pea. Sono even­ti che ono­ra­no l’Italia. Con questo tesoro di mem­o­rie, di sen­ti­men­ti e di emozioni oggi inau­guri­amo la nuo­va sede dei com­bat­ten­ti di Moni­ga. Una sede sobria, ma ric­ca di sig­ni­fi­cati, por­ta­trice di tut­ta la grat­i­tu­dine che dob­bi­amo a chi ha com­bat­tuto, a chi, nel pro­gredire degli anni, ha lavo­ra­to per donare a noi la lib­ertà dei cit­ta­di­ni e la dig­nità di uomi­ni».

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