La Serit ha investito 500mila euro per realizzare un impianto in grado di valorizzare soprattutto plastica e carta. Sarà inaugurata sabato e raccoglierà la spazzatura di 51 Comuni veronesi

Una nuova «casa» per i rifiuti

19/10/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La Ser.i.t. (Soci­età di servizi per l’igiene del ter­ri­to­rio), la più grossa azien­da del­la Provin­cia di Verona, che rac­coglie e trasporta rifiu­ti per con­to di 51 comu­ni, ha aper­to da poco più di un mese una nuo­va sede ammin­is­tra­ti­va ed oper­a­ti­va a Cavaion nel­la zona indus­tri­ale, in via Mon­tean 9. La nuo­va strut­tura sarà inau­gu­ra­ta uffi­cial­mente alla pre­sen­za di tut­ti i sin­daci dei comu­ni servi­ti e delle autorità di set­tore saba­to alle 11. La Ser.i.t, è una soci­età a cap­i­tale mis­to (pub­bli­co e pri­va­to) ed è una parte­ci­pa­ta dell’Amia, la munic­i­pal­iz­za­ta di Verona. La nuo­va sede per la rac­col­ta dei rifiu­ti, copre un’area di oltre 20mila metri qua­drati, con una super­fi­cie cop­er­ta di 6mila metri. La soci­età di servizi per l’igiene del ter­ri­to­rio a Cavaion ha amplia­to la sua attiv­ità con l’acquisto di un impianto nuo­vo di zec­ca per la selezione e la val­oriz­zazione del­la plas­ti­ca e del­la car­ta. Un impianto, in questi giorni defin­i­ti­va­mente autor­iz­za­to, che inizierà con il prossi­mo mese la lavo­razione per il trat­ta­men­to e lo stoccag­gio del­la plas­ti­ca. Il mate­ri­ale rici­cla­to ver­rà depu­ra­to da tutte le impu­rità e poi smis­ta­to. Questo trat­ta­men­to, di fat­to, trasfor­ma la plas­ti­ca in prodot­to di qual­ità supe­ri­ore, facen­dola rien­trare nel­la pri­ma fas­cia di qual­ità per le impu­rità pre­sen­ti nel mate­ri­ale, otte­nen­do così il con­trib­u­to di 242euro a ton­nel­la­ta, rispet­to ai prece­den­ti 170,5 che veni­vano cor­risposti nel­la sec­on­da fas­cia di qual­ità dal­la Core­pla, il Con­sorzio nazionale per la rac­col­ta, il rici­clag­gio ed il recu­pero dei rifiu­ti di imbal­lag­gi di plastica.L’investimento affronta­to per real­iz­zare la nuo­va sede ammon­ta a 500mila euro e va ad aggiunger­si al «sac­ri­fi­cio» fat­to dall’azienda negli ulti­mi anni per aumentare i mezzi per il trasporto e la logis­ti­ca: oggi la Ser.i.t. dispone di 160 mezzi. «Con questi due nuovi inves­ti­men­ti», spie­ga Domeni­co Bon­gio­van­ni, pres­i­dente del­la soci­età di rac­col­ta, «pos­si­amo dare mag­giori servizi ai comu­ni e soprat­tut­to dar­li a costi infe­ri­ori. La Ser.i.t. è in costante crescita,sono i numeri a dir­lo: dai 10 mil­ioni di euro di fat­tura­to del 2003 ha infat­ti rag­giun­to i 14 mil­ioni e 100mila nel 2004 ed è in cor­sa per i 15 mil­ioni nel 2005, con una cresci­ta com­p­lessi­va del 10 per cen­to». «La scelta del­la nuo­va sede a Cavaion», pros­egue Bon­gio­van­ni, «è sta­ta moti­va­ta soprat­tut­to dal­la posizione strate­gi­ca del luo­go: è vic­i­na all’autostrada e alla super­stra­da, con gli inser­i­men­ti a pet­tine nei comu­ni servi­ti». «L’azienda inoltre»,prosegue Bon­gio­van­ni, «insieme ad un’altra soci­età parte­ci­pa­ta dell’Amia, la Transeco, sta real­iz­zan­do anche un’altra sede a Zevio, anche ques­ta col­lo­ca­ta strate­gi­ca­mente per la . Le due aziende potran­no così avere col­lega­men­ti veloci e facili tra loro. È cam­bi­a­ta la log­i­ca degli inves­ti­men­ti: pri­ma la Ser.i.t., che mantiene anche un’altra sede nell’Est veronese a Caz­zano di Tramigna, ave­va tante pic­cole sedi sparse per tut­ta la provin­cia; ora, invece, l’obiettivo che ci siamo posti è quel­lo di con­cen­trare tut­ti i mezzi e le risorse in un uni­co pun­to». Nel cor­so del 2004 la soci­età ha rac­colto oltre 129mila ton­nel­late di rifiu­ti nel­la provin­cia, invian­do al recu­pero e ad impianti di rici­clag­gio, cir­ca la metà del mate­ri­ale rac­colto. Svolge un servizio gior­naliero a 400mila uten­ti sud­di­vi su un ter­ri­to­rio di cir­ca 1600 chilometri qua­drati. L’intervento dell’azienda nei comu­ni è diver­si­fi­ca­to a sec­on­da delle dimen­sioni e delle carat­ter­is­tiche socio-eco­nomiche del ter­ri­to­rio. Le modal­ità del­la rac­col­ta spaziano dal­la clas­si­ca for­ma di servizio con il cas­sonet­to stradale, alla con doppio cas­sonet­to per la frazione sec­ca e umi­da, fino al servizio por­ta a por­ta. Meto­do di rac­col­ta quest’ultimo sem­pre più get­to­na­to dalle ammin­is­trazioni comu­nali per la mag­gior quan­tità di rifi­u­to dif­feren­zi­a­to prodot­to e di con­seguen­za per il minor cos­to di con­fer­i­men­to agli impianti di recu­pero. «L’innovazione del servizio», con­clude Bon­gio­van­ni, «è il nos­tro cav­al­lo di battaglia per la con­cor­ren­za del mer­ca­to. Men­tre Amia ha l’affidamento in house dal comune di Verona, la nos­tra azien­da non ha questo van­tag­gio, poichè opera in provin­cia e non ha un suo comune diret­to che le affi­da il servizio, ma tan­ti comu­ni, così deve con­frontar­si con la con­cor­ren­za attra­ver­so gare d’appalto. È chiaro che è più dif­fi­cile, ma alza il liv­el­lo di pro­fes­sion­al­ità e se si opera bene, viene asseg­na­ta o con­fer­ma­ta l’assegnazione del servizio. Da qui la neces­sità del­la con­tin­ua ricer­ca e innovazione».

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