Poco meno di 21.700 posti letto, dei quali 1350 distribuiti in 32 alberghi e gli altri suddivisi tra 12 campeggi e 53 tra residences e alloggi privati.

Una nuova guida illustra il paese alle migliaia di turisti

05/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Poco meno di 21.700 posti let­to, dei quali 1350 dis­tribuiti in 32 alberghi e gli altri sud­di­visi tra 12 campeg­gi e 53 tra res­i­dences e allog­gi pri­vati. È a gran­di linee l’offerta ricetti­va di un paese che con­ta all’incirca sei mila abi­tan­ti e che lo scor­so anno ha vis­to gli arrivi dei tur­isti salire a oltre 312 mila, total­iz­zan­do com­p­lessi­va­mente qualche cosa come poco meno di due mil­ioni di pre­sen­ze tur­is­tiche. Se a queste poi assom­mi­amo quelle con­su­mate dai pro­pri­etari di ville e appar­ta­men­ti, la media gior­naliera del movi­men­to tur­is­ti­co nei mesi da aprile a otto­bre si aggi­ra sulle 12/15 mila pre­sen­ze con pic­chi nei mesi di mag­gior afflus­so di 50/60 mila. Una capac­ità ricetti­va notev­ole sin­te­tiz­za­ta in una venti­na di paginette del­la nuo­va gui­da tur­is­ti­ca stam­pa­ta a cura dell’Associazione alber­ga­tori in col­lab­o­razione con l’Associazione ris­tora­tori, dell’Azienda di pro­mozione tur­is­ti­ca Riv­iera degli olivi e dell’assessorato comu­nale al Tur­is­mo. L’opuscolo a col­ori, pre­sen­ta­to alla Tav­er­na da Oreste «è frut­to», come ha pre­cisato il sin­da­co Luca Sebas­tiano «del­la coop­er­azione tra le varie asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, rap­p­re­sen­ta e pone in luce la poten­zial­ità delle risorse locali. Nel­lo stes­so tem­po la gui­da viene a essere un mes­sag­gio ben pre­ciso dell’immagine che vogliamo dare al nos­tro paese, fat­ta anche di attiv­ità musi­cali, sfi­late di moda e man­i­fes­tazioni di richi­amo e intrat­ten­i­men­to tur­is­ti­co in con­cor­so con i vari oper­a­tori e il volon­tari­a­to». Una gui­da che rap­p­re­sen­ta un pri­mo sfor­zo, ha sot­to­lin­eato il pres­i­dente degli alber­ga­tori lacisien­si Pino Gre­co, di un pro­gram­ma più ampio con coin­volte le asso­ci­azioni: dagli alber­ga­tori ai campeg­gi, del­la ris­torazione e del com­mer­cio. «Sicu­ra­mente un modo per far par­tire e arrivare a creare», ha det­to il pres­i­dente dell’Azienda di pro­mozione Enri­co Meren­da «pro­gram­mi in sin­er­gia con gli altri comu­ni garde­sani al fine di miglio­rare l’offerta e di rif­lesso ottenere una sem­pre migliore qual­i­fi­cazione del movi­men­to tur­is­ti­co». Giuseppe Loren­zi­ni pres­i­dente dell’Unione garde­sana alber­ga­tori verone­si (Ugav) ha invece ril­e­va­to come dei cir­ca due mil­ioni di pre­sen­ze tur­is­tiche solo il 9 per cen­to ven­ga dal set­tore alberghiero lacisiense: «un’anomalia rispet­to alla mag­gio­ran­za dei comu­ni tur­is­ti­ci lacus­tri». Osser­vazione che ha dato spun­to e spazio al dibat­ti­to in mer­i­to alla nec­ces­sità o meno di real­iz­zare sul lago nuove strut­ture ricettive. Indis­pens­abili, è sta­to ril­e­va­to, per Lazise che tra l’altro ha in pro­gram­ma, dopo l’avvenuta approvazione del­la vari­ante gen­erale al piano rego­la­tore, la costruzione di cinque nuovi alberghi per com­p­lessivi all’incirca 650 posti let­to. «Impor­tante», ha det­to Loren­zi­ni, «che ven­ga sal­va­guar­da­ta quell’identità tur­is­ti­ca del Gar­da fat­ta al 75 per cen­to da pic­cole aziende». Quel­lo che man­ca è uno stu­dio appro­fon­di­to che indi­vidui il lim­ite di sat­u­razione del­la capac­ità ricetti­va per non arrivare «a morire di tur­is­mo».