La Giunta ha già appaltato i lavori per marciapiedi e piste ciclabili. Gli ippocastani saranno gradualmente sostituiti

Una ricetta per viale Roma

29/06/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

E’ uno dei sim­boli di Lona­to, insieme alla Roc­ca, alla basil­i­ca di San Gio­van­ni Bat­tista o alla ciminiera del­la ex filan­da. Sti­amo par­lan­do di viale Roma, la splen­di­da prospet­ti­va alber­a­ta che si allarga appe­na fuori dal cen­tro, in direzione di Bres­cia. Il vialone, ormai è sicuro, sarà presto sis­tem­ato. Anche la Giun­ta dell’Ulivo dunque, come le prece­den­ti ammin­is­trazioni, vuol met­ter­ci mano. I lavori non riguarder­an­no però solo gli ippocas­tani, da tem­po in cura; il prog­et­to prevede anche un nuo­vo arredo urbano. Insom­ma, una nuo­va immag­ine per il viale sec­o­lare. L’obiettivo è di far­lo tornare quel che era nei decen­ni pas­sati, pri­ma dell’esplosione del traf­fi­co veico­lare e dell’apertura delle fer­riere, ovvero un luo­go di passeg­gio, d’incontro e di social­iz­zazione per i lonate­si. «I lavori preve­dono la sis­temazione dei mar­ci­apie­di, la creazione di , la col­lo­cazione delle pan­chine, ecc. Si trat­ta di val­oriz­zare — spie­ga l’assessore ai Lavori pub­bli­ci Emilio Bare­si — questo per­cor­so molto ama­to dai lonate­si oltre che, ovvi­a­mente, dai tur­isti che si trovano ad attra­ver­sare la nos­tra cit­tad­i­na. I lavori per ques­ta pri­ma oper­azione sono già sta­ti appal­tati… Quin­di pen­so alla real­iz­zazione in tem­pi ravvi­c­i­nati». Più com­p­lesso si pre­sen­ta invece l’intervento sug­li ippocas­tani: «L’idea è di prevedere una grad­uale sos­ti­tuzione delle piante, non di tutte, ma a sec­on­da del loro sta­to di salute. Nat­u­ral­mente il ripo­sizion­a­men­to — con­tin­ua Bare­si — sarà fat­to diver­sa­mente, per esem­pio a una mag­giore dis­tan­za, tenen­do anche con­to dell’attuale situ­azione urbana, in par­ti­co­lare dei pas­si car­rai. Gli ingres­si e le uscite delle sin­gole pro­pri­età pri­vate che si affac­ciano lun­go il viale van­no adeguata­mente preser­vati». Per avere dunque la nuo­va, defin­i­ti­va alber­atu­ra, si pro­ced­erà per gra­di, si dovran­no atten­dere alcu­ni anni. Gli ippocas­tani malati ver­ran­no tagliati e sos­ti­tu­iti. In questo modo sarà garan­ti­to il colpo d’occhio per chi si pre­sen­ta all’uscita di cor­so Garibal­di in direzione di Bres­cia. Sul futuro di questo viale, come di altre aree ver­di pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio lonatese, han­no con­dot­to uno stu­dio anche gli stu­den­ti del­la scuo­la agraria, che a fine anno sco­las­ti­co han­no con­seg­na­to la loro ricer­ca alla Giun­ta comu­nale. Non pos­si­amo infine tralas­cia­re la descrizione stor­i­ca di questo viale, che ne fece Emilio Fac­chi­ni nel suo libro ded­i­ca­to a Lona­to, nel lon­tano 1928, in un man­uale stam­pa­to dal­la tipografia Fer­rari. «Le piante che fron­teggia­vano il viale, ret­ti­li­neo fino ai Muli­ni, messe a doppia fila da ambo le par­ti e che furono poste nel 1831, ven­nero abbat­tute nel 1859 dagli aus­triaci per ingom­brare la via e for­mare osta­co­lo all’esercito ital­iano che avan­za­va: delle vec­chie rimasero e sus­sistono tut­to­ra quelle del­la roton­da e poche altre a destra di chi esce dal bor­go (las­ci­ate per servire di vedet­ta); nel 1860 furono rimpiaz­zate, ma ad una sola fila per lato, a fian­co del mar­ci­apiede, ove ad inter­val­li qualche sedile invi­ta al riposo…».

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