la rotatoria alla porte della città intitolata al sindaco e fondatore della clinica che porta ancora il suo nome

Una rotonda per ricordare il Dott. Piero Pederzoli

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Di Luca Delpozzo

Peschiera del Gar­da ha volu­to ricor­dare uno dei suoi più oper­osi concit­ta­di­ni titolan­dogli “largo”, o meglio, la roton­da che, per chi proviene da Verona, si affac­cia sull’imbocco del fiume Min­cio e sul­la via che por­ta alla stazione fer­roviaria oltre che ver­so la clin­i­ca da lui volu­ta: la clin­i­ca Pederzoli.

Un “ricor­do” doveroso, anche se a 33 anni dal­la sua scom­parsa, per colui che, nel lon­tano ma non trop­po 1946, arrivan­do in quel di Peschiera dal nati­vo Poz­zolen­go aprì con la moglie e un paio di col­lab­o­ra­tori la prim­i­ti­va clin­i­ca di fronte alla stazione ferroviaria.

Nel­la mente del dot­tor Piero Ped­er­zoli, ricorda­to nel­la cer­i­mo­nia dal sin­da­co aril­i­cense alla pre­sen­za dei figli e di molte autorità civili e mil­i­tari oltre che del­la Ban­da cit­tad­i­na, frulla­va già la volon­tà di allargare sia la ricettiv­ità che le spe­cial­iz­zazioni mediche da offrire ai pazi­en­ti. Nasce­va così la Casa di Cura pri­va­ta  “Dot­tor Ped­er­zoli”, a ind­i­riz­zo preva­len­te­mente chirurgico.

La strut­tura diven­tò subito un pun­to di rifer­i­men­to per le popo­lazioni locali e nel 1952 si trasferì nell’attuale sede, in via Monte Bal­do: il sog­no del suo fonda­tore si era realizzato.

Nel cor­so degli anni fu la cres­cente richi­es­ta di servizi a sug­gerirne la trasfor­mazione in ter­mi­ni polispe­cial­is­ti­ci; con l’ampliamento delle sue dimen­sioni, anche dal pun­to di vista edilizio, l’azienda si trasfor­mò da ges­tione famil­iare in soci­età per azioni, otte­nen­do anche il riconosci­men­to da parte del­la Regione Vene­to di “pre­sidio ospedaliero”, tito­lo indis­pens­abile nell’assistenza san­i­taria pub­bli­ca sul territorio.

Con il pas­sare del tem­po, la par­ti­co­lare col­lo­cazione geografi­ca del lago di Gar­da, il forte svilup­po delle popo­lazioni res­i­den­ti e tur­is­tiche, la caren­za di strut­ture pub­bliche nel com­pren­so­rio e la con­tes­tuale pro­gres­si­va qual­i­fi­cazione dei servizi offer­ti han­no fat­to del­la Casa di Cura Ped­er­zoli un luo­go di rispos­ta ai bisog­ni di salute del­la popolazione.

Qualche dato per rias­sumere l’attività annua del­la strut­tura: 24.000 pazi­en­ti ricoverati, 38.000 accolti in Pron­to Soc­cor­so, oltre 1.000.000 di prestazioni ambu­la­to­ri­ali, 15.000 inter­ven­ti chirur­gi­ci, cir­ca 1000 nascite all’anno, con il 35% dei pazi­en­ti prove­ni­en­ti da fuori regione.

A fronte di una doman­da di salute sem­pre più sofisti­ca­ta, di un con­tin­uo pro­gres­so tec­ni­co-sci­en­tifi­co e coer­ente con una tradizione di con­tin­ua evoluzione nell’aggiornamento dei pro­pri servizi, la Casa di Cura “Dott. Ped­er­zoli” sta attuan­do un nuo­vo ampli­a­men­to strut­turale e tec­no­logi­co che porterà a real­iz­zare: una nuo­va ala dell’ospedale per la razion­al­iz­zazione dei posti let­to a favore di una migliore qual­ità del­la degen­za e dei servizi, il rifaci­men­to dei repar­ti di degen­za dell’area chirur­gi­ca, il rifaci­men­to e l’ampliamento del bloc­co oper­a­to­rio, una nuo­va pias­tra angiografi­ca con emod­i­nam­i­ca e tre sale ded­i­cate per la Car­di­olo­gia e Chirur­gia vas­co­lare diag­nos­ti­co-inter­ven­tis­ti­ca, nuove Rian­i­mazione e Unità di ter­apia inten­si­va coro­nar­i­ca e un nuo­vo Cen­tro poliambu­la­to­ri­ale con una sala con­veg­ni dota­ta delle più mod­erne tecnologie.

Ma il futuro del­la Casa di Cura è anche pen­sato per far fronte alla cres­cente richi­es­ta di strut­ture in gra­do di garan­tire con­ti­nu­ità assis­ten­ziale, dopo le dimis­sioni dall’ospedale, e di dare rispos­ta ai sem­pre mag­giori bisog­ni dei malati di patolo­gie croniche e onco­logiche e delle loro famiglie. Situ­azioni per cui oggi non esistono in quest’area geografi­ca strut­ture specializzate.

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