Nella struttura si pratica la fecondazione artificiale

Una «sala parto» per lucci e coregoni

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Di Luca Delpozzo
v.r.

Il è tor­na­to a pot­er con­tare sul­la sua «Fab­bri­ca dei Pesci»: l’incubatoio che ver­rà uffi­cial­mente inau­gu­ra­to domani è di fat­to già fun­zio­nante da fine dicem­bre, e ha com­in­ci­a­to la ripro­duzione «in lab­o­ra­to­rio» dei core­go­ni e dei preziosi, raris­si­mi car­pi­oni. Appe­na in tem­po per l’ultima «fre­ga» di questo inver­no. Per i pesci del lago è una «sala par­to» su scala indus­tri­ale dove, a regime, si dis­chi­ud­er­an­no centi­na­ia di mil­ioni di uova, dan­do alla luce avan­not­ti che ver­ran­no poi immes­si nel lago: saran­no car­pi­oni, luc­ci, core­go­ni, bar­bi, carpe, tinche e persi­no i salmeri­ni. Il ten­ta­ti­vo è quel­lo di un riequi­lib­rio fau­nis­ti­co in un eco­sis­tema ormai forte­mente squili­bra­to. I pesci orig­i­nari del Gar­da si stan­no estinguen­do, quel­li «impor­tati» pro­lif­er­a­no. Ma il guaio è che parec­chie specie «aliene» sono voracis­si­mi preda­tori, che nei decen­ni han­no scon­quas­sato la nat­u­rale cate­na ali­menta­re e ripro­dut­ti­va. Qui la clon­azione non c’entra, sia chiaro: le uova e il seme da far incubare si otten­gono spre­men­do il ven­tre di esem­plari pescati durante il peri­o­do del­la fre­ga, ven­gono mesco­lati e poi fat­ti svilup­pare in cam­pane di vetro, sec­on­do i validis­si­mi meto­di di ripro­duzione arti­fi­ciale attuati ormai da anni dall’amministrazione provin­ciale, come avviene nell’incubatoio di Clu­sane, sul lago d’Iseo. La novità è che, con il nuo­vo impianto di Desen­zano, è ricom­in­ci­a­to un lavoro speci­fi­co sui pesci del Gar­da, sospe­so ormai da tre anni in segui­to alla chiusura dell’incubatoio di Peschiera. Si prevede di svilup­pare a regime solo 50 mila uova di all’anno, per­ché è bas­so il numero di ripro­dut­tori adul­ti che potran­no essere pescati. Poche uova, dunque, in rap­por­to alle altre specie: le pre­vi­sioni dell’incubatoio sono di ben 100 mil­ioni di uova all’anno per il core­gone, 500 mila per il luc­cio, 100 mila per il salmeri­no (altro salmonide molto comune nel lago d’Iseo, la cui intro­duzione ver­rà sper­i­men­ta­ta nel Gar­da per la pri­ma vol­ta). In par­ti­co­lare per il car­pi­one e per il salmeri­no si applicher­an­no tec­niche di accresci­men­to in vas­ca: nel lago non ver­ran­no immes­si avan­not­ti di queste due specie, ma pesci già cresciu­ti che saran­no liberati appe­na rag­giun­ta la misura di 6–9 cen­timetri. La tabel­la di lavoro segue i cicli nat­u­rali: quan­do l’impianto fun­zion­erà a pieno regime tra dicem­bre e mar­zo si pro­dur­ran­no avan­not­ti di core­gone, tra novem­bre e dicem­bre il salmeri­no e il car­pi­one (con accresci­men­to fino a luglio), tra feb­braio e aprile il luc­cio, tra agos­to e otto­bre i ciprini­di, ovvero bar­bo, tin­ca e carpa. La natu­ra det­ta i tem­pi, l’uomo farà il resto.

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