È stata ultimata la raccolta delle domande di risarcimento per i danni del sisma. In ginocchio il patrimonio pubblico. Lento ritorno alla normalità. I vigili annunciano: «Ora riprendiamo i controlli»

Una «sberla» da settanta milioni

18/01/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Salò il con­to dei dan­ni provo­cati dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre si avvic­i­na ai 70 mil­iar­di. Ieri lo staff di Flavio Casali, il fun­zionario del Comune incar­i­ca­to di rac­cogliere i dati, ha ulti­ma­to l’inserimento delle domande pre­sen­tate dai cit­ta­di­ni. I pri­vati ne han­no pre­sen­tate 1.293, di cui 1.197 su mod­el­lo C2 (lesioni a edi­fi­ci), per una cifra di 50 mil­ioni e 646 mila euro, e 96 su sche­da C2 (attiv­ità com­mer­ciali, imp­rese, eccetera), per un impor­to di due mil­ioni e 867 mila. Nel com­p­lesso i cit­ta­di­ni chiedono un ris­arci­men­to per 53 mil­ioni e mez­zo. Vis­to che il ter­mine sta­bil­i­to dall’ordinanza min­is­te­ri­ale è il 23 gen­naio, saran­no accettate anche le richi­este tar­dive, invi­ate ad esem­pio per rac­co­man­da­ta nei prossi­mi giorni dai pro­pri­etari di sec­onde case, res­i­den­ti in local­ità lon­tane. Un bilan­cio dei dan­ni che potrebbe quin­di diventare ancor più pesante. A questo pun­to è più che prob­a­bile che i dan­ni del sis­ma superi­no i 200 mil­ioni di euro. C’è poi il dis­cor­so degli edi­fi­ci pub­bli­ci, con 12 mil­ioni e 400 mila euro. Ecco il det­taglio. Quat­tro mil­ioni di euro per il Palaz­zo munic­i­pale sul lun­go­la­go. Poi 924 mila per l’immobile di viale Lan­di, affit­ta­to all’Asl. Sette mil­ioni e mez­zo riguardano i fab­bri­cati di pub­bli­co inter­esse, come l’ospedale, la nuo­va casa di riposo, il palaz­zo dell’Ateneo uti­liz­za­to dal­la Cam­era di com­mer­cio, quel­lo dell’Arsenale, che ospi­ta l’Agenzia delle entrate e la , il con­ven­to dei frati Capuc­ci­ni a Bar­bara­no, le due mater­ne autonome (la «Trivero» di Vil­la e la Pao­la di Rosa delle suore). Bisogna quin­di aggiun­gere i 700 mila euro delle chiese (Duo­mo, S.Bernardino, Ancelle in Fos­sa, Cam­pov­erde, Vil­la, ecc., alcune delle quali anco­ra chiuse, poichè dichiarate inag­i­bili) e dei beni par­roc­chiali. Vale a dire: ora­to­rio, canon­i­ca e Sant’Jago. Da ulti­mo i due mil­ioni e 100 mila euro per l’emergenza, così sud­di­visi: un mil­ione e 390 mila per gli immo­bili (la sis­temazione imme­di­a­ta delle scuole), 374 mila per la , 344 mila per gli alberghi e l’alloggio degli sfol­lati. Spese effet­tua­ta dal comune. Ieri mat­ti­na le ele­men­tari statali «Tere­sio Oliv­el­li» di Salò sono tor­nate alla nor­mal­ità. I lavori nel­la parte vec­chia del­l’ed­i­fi­cio ave­vano costret­to la diret­trice didat­ti­ca Luigiana Ghi­rar­di Lan­franchi a orga­niz­zare i doppi turni, a rotazione (alcune clas­si al mat­ti­no, altre al pomerig­gio). Gli imp­ie­gati han­no invece uti­liz­za­to un pre­fab­bri­ca­to col­lo­ca­to nel cor­tile. Ora, a dis­tan­za di qua­si due mesi dal ter­re­mo­to del 24 novem­bre, le cose han­no ripreso l’a­bit­uale anda­men­to. Ma c’è una novità. Dato che la men­sa del­la scuo­la non è anco­ra fun­zio­nante, i bam­bi­ni sono andati a man­gia­re dai…nonni. Divisi in due turni (il pri­mo di 150, il sec­on­do di 130), han­no pre­so la stra­da del­la vic­i­na casa di riposo, accom­pa­g­nati dalle maestre. E le cuoche sono tor­nate a lavo­rare doppio, pro­prio come in dicem­bre, quan­do ave­vano sfor­na­to pasti per i cit­ta­di­ni sfol­lati. La casa di riposo, che pure ha avu­to i suoi guai, nonos­tante sia sta­ta costru­i­ta recen­te­mente, è diven­ta­ta un polo di ospi­tal­ità, facen­do fronte alle neces­sità. I bam­bi­ni, alle­gri e diver­ti­ti («Pec­ca­to — ha det­to una inseg­nante — che le fotografie non ren­dano l’idea del chi­as­so»), rimar­ran­no qui l’in­tera set­ti­mana. Spaz­zo­la­to il ran­cio, alle 14.30 sono rien­trati nelle aule. Ma di sicuro avran­no un argo­men­to di con­ver­sazione in più con i loro gen­i­tori. Intan­to il coman­dante del­la Polizia urbana San­dro Moran­di ha annun­ci­a­to il ritorno alla «toller­an­za zero». «Dal giorno suc­ces­si­vo al sis­ma ?dice Moran­di — abbi­amo deciso di non effet­tuare con­trol­li sui par­cometri e sul paga­men­to dei tick­et, di dare la mas­si­ma disponi­bil­ità, di tenere sem­pre giù i pilo­mat, eccetera». I vig­ili urbani han­no chiu­so un occhio anche per quan­to riguar­da le con­travven­zioni, evi­tan­do di affib­biare multe per ogni infrazione e facen­do opera di per­sua­sione nei con­fron­ti degli auto­mo­bilisti. Da ques­ta set­ti­mana ripren­dono l’attività nor­male e ricom­in­ciano a girare col bloc­chet­to delle multe. «Abbi­amo for­ni­to il nos­tro con­trib­u­to imme­di­ata­mente ? aggiunge il coman­dante -, entran­do in azione cinque, sei minu­ti dopo il sis­ma. Poichè conos­ci­amo il ter­ri­to­rio, ci siamo mes­si a dis­po­sizione delle squadre dei vig­ili del fuo­co, rius­cen­do a evitare la chiusura di due strade fon­da­men­tali: le cen­tralis­sime via Brunati e via Garibal­di». «Gli — ha con­tin­u­a­to Moran­di — disponi­bili per ogni tipo di inter­ven­to, han­no dato un grande aiu­to. Bisog­na­va con­sen­tire alle per­sone di entrare nelle case peri­colan­ti a pren­dere i vesti­ti o le med­i­cine, di accom­pa­gnare gli anziani all’ospedale o in uffi­cio, e così via. Non sono man­cati gli episo­di com­moven­ti. Ricor­do la don­na marocchi­na, abban­do­na­ta dal mar­i­to, con due figli, costret­ta a las­cia­re l’appartamentino di via Fan­toni. Dispone solo di una vec­chia bici, per andare a fare le pulizie nelle case. In mez­za gior­na­ta le abbi­amo trova­to un allog­gio a Bar­bara­no, col­le­gan­do il gas e l’energia elet­tri­ca. Giorni fa è pas­sa­ta dal nos­tro uffi­cio. Tene­va il mano il Cora­no. Mi ha det­to: ho pre­ga­to Allah, il mio Dio. Per voi, e ringraziarvi di tut­to quan­to avete fat­to. Parole che non dimen­ticherò mai».

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