Approvato l’accordo di programma con la Provincia: sorgerà vicino al palazzetto dello sport. Adesso si fa lezione alle elementari, in canonica e all’oratorio

Una sede per l’alberghiero

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

L’accordo di pro­gram­ma con il comune di Valeg­gio approva­to dal con­siglio provin­ciale seg­na una svol­ta nell’annosa ques­tione del­la nuo­va sede dell’istituto alberghiero che, nato nel 1992, ha ormai super­a­to i 400 iscrit­ti, spar­ti­ti tra il sem­i­nter­ra­to delle scuole ele­men­tari (la sede iniziale), la canon­i­ca e l’oratorio, per il con­tin­uo riman­do di una soluzione defin­i­ti­va. La palestra, poi, è a due chilometri e gli stu­den­ti la devono rag­giun­gere a pie­di. Gra­zie all’accordo si potrà pro­cedere con la fase uno e la fase due: il prog­et­to defin­i­ti­vo dell’istituto e l’esproprio dell’area dove sarà edi­fi­ca­to. La scuo­la sorg­erà sul ter­reno di un pri­va­to, vici­no al palazzet­to del­lo sport, alle scuole medie e all’ospedale. Il prog­et­to defin­i­ti­vo sarà real­iz­za­to a breve, men­tre per l’esproprio si dovrà atten­dere alcu­ni mesi: i 500mila euro nec­es­sari sono infat­ti sta­ti inser­i­ti nel bilan­cio comu­nale del 2006. Sod­dis­fat­to il sin­da­co Albi­no Pezzi­ni, che ha annun­ci­a­to l’accordo ai rap­p­re­sen­tan­ti dell’istituto alberghiero. «Con­ti­amo di iniziare i lavori entro il 2006, per poi com­ple­tar­li nel 2007–2008. La scuo­la sarà anche dota­ta di un palazzet­to. Infine, qualo­ra rimangano spazi inuti­liz­za­ti, potremo uti­liz­zarli per le nos­tre scuole». Una sol­lecitazione ad ottenere degli spazi per even­tu­ali cor­si delle supe­ri­ori era arriva­ta dal con­sigliere Cesare Ghe­di­ni, che ave­va sot­to­lin­eato come la rifor­ma del­la scuo­la stia cam­bian­do il panora­ma sco­las­ti­co e sia quin­di nec­es­sario ten­er­si aperte diverse pos­si­bil­ità. Per l’assessore all’istruzione, Fran­ca Beni­ni, l’accordo era già scrit­to nel pro­gram­ma elet­torale di Mose­le: «L’alberghiero di Valeg­gio era l’unica nuo­va real­iz­zazione cita­ta», ha sot­to­lin­eato. Ma non è sta­to sem­plice, come con­fer­ma Faus­to Sachet­to, ex-sin­da­co e ora con­sigliere provin­ciale. «Altri comu­ni vol­e­vano scuole supe­ri­ori sul loro ter­ri­to­rio», ha det­to. «Poi un mio emen­da­men­to al piano delle opere del­la Provin­cia per antic­i­pare al 2006 la real­iz­zazione dell’alberghiero è sta­to vota­to all’unanimità. Come sin­da­co ave­vo redat­to una let­tera d’intenti in cui il Comune s’impegnava a met­tere a dis­po­sizione il ter­reno. Mi piac­erebbe, alla chiusura del manda­to provin­ciale, vedere la scuo­la real­iz­za­ta». Molto ha con­ta­to la visi­ta effet­tua­ta a fine 2004 dalle due com­mis­sioni provin­ciali, pat­ri­mo­nio e istruzione, gui­date da Ser­gio Ruzzenente e Davide Bendinel­li. «Una vol­ta vista la situ­azione», ha dichiara­to Ruzzenente, «era chiaro a tut­ti che l’intervento di Valeg­gio dove­va avere la pri­or­ità. Ora, vista la pecu­liare attiv­ità enogas­tro­nom­i­ca del ter­ri­to­rio, sarebbe utile chiedere anche una lau­rea breve su materie affi­ni». «Tro­vo però ingius­to», ha pros­e­gui­to, «che Valeg­gio si accol­li tante spese per­ché toc­ca alla Provin­cia occu­par­si delle scuole supe­ri­ori e i comu­ni han­no già grossi prob­le­mi a man­tenere i servizi di loro com­pe­ten­za». Con­tenta anche la mino­ran­za di «Un prog­et­to per Valeg­gio» che ave­va con­vo­ca­to il 30 dicem­bre scor­so un con­siglio comu­nale con all’ordine del giorno pro­prio la ques­tione dell’accordo di pro­gram­ma. Il con­siglio comu­nale era sta­to inval­ida­to dall’assenza del­la mag­gio­ran­za che non ritene­va quel­la la sede com­pe­tente. «La nos­tra era una pro­pos­ta di ind­i­riz­zo politi­co», ha det­to il con­sigliere di mino­ran­za Nico­la Cor­di­oli, «in lin­ea con la pres­sione fat­ta dalle mino­ranze negli ulti­mi anni e per sti­mo­lare l’Amministrazione che ave­va inizial­mente scel­to di ottenere l’area dell’alberghiero con la nuo­va vari­ante al piano rego­la­tore gen­erale che avrà tem­pi più lunghi». Ora par­tirà la prog­et­tazione defin­i­ti­va e poi l’esproprio, segui­to dal­la Provin­cia ma paga­to dal Comune. Con­tento anche Quai­ni, pres­i­dente del comi­ta­to di gen­i­tori: «Da qua­si due anni abbi­amo fat­to sen­tire con forza le nos­tre ragioni, tessendo una serie di con­tat­ti isti­tuzion­ali. Reg­is­tri­amo ques­ta novità come un pri­mo impor­tante pas­sag­gio, ma vig­ilere­mo fino alla fine per­chè i tem­pi siano rispet­tati e, se pos­si­bile, accelerati».

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