Presentata ieri l’apparecchiatura, riparata dopo il guasto di due mesi fa. In funzione un rilevatore micro-sismico, il primo in Lombardia

Una sentinella avverte i terremoti

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Di Luca Delpozzo
Michela Moretti

Ha ril­e­va­to un’attività micro­sis­mi­ca con due ore di anticipo, preve­den­do di fat­to la scos­sa di ter­re­mo­to avver­ti­ta nel Bres­ciano il 22 luglio scor­so, con epi­cen­tro a Vil­la Carci­na. Un seg­no del buon fun­zion­a­men­to del­la nuo­va stazione sis­mi­ca di Desen­zano, che ave­va desta­to qualche pre­oc­cu­pazione dopo i prob­le­mi che due mesi fa, quan­do fu posizion­a­ta, costrin­gen­do i tec­ni­ci addet­ti a rispedirla alla dit­ta pro­dut­trice tedesca che accertò un guas­to. Questo ril­e­va­tore micro­sis­mi­co è il pri­mo dei 5 pre­visti in Lom­bar­dia; dopo la riparazione è atti­vo da qualche set­ti­mana. Stru­men­to utile, anzi indis­pens­abile per gli stu­diosi, che potran­no tenere mon­i­torati, giorno per giorno, i movi­men­ti del sot­to­suo­lo impercettibili per l’uomo, in tut­to il Bas­so Gar­da. Giun­ti sul­la col­li­na di Desen­zano, in un ter­reno pri­va­to, dove la stazione è sta­ta posizion­a­ta, il pro­fes­sor Gian­fran­co Bertazzi dell’Osservatorio micro­sis­mi­co di Desen­zano ha avver­ti­to che i pas­si sareb­bero sta­ti reg­is­trati dai sen­sori istal­lati a un metro di pro­fon­dità e in pochi istan­ti inviati a Desen­zano, infine al cen­tro rac­col­ta dati del­la Facoltà di Matem­at­i­ca e fisi­ca dell’ Cat­toli­ca di Bres­cia. «Il ril­e­va­tore reg­is­tra tut­to — ha sot­to­lin­eato Bertazzi — anche i sis­mi che le stazioni nor­mali non ril­e­vano, per­ché la ban­da di ricezione è bassis­si­ma; si lavo­ra con 0,5 Htz». Ma con quan­to anticipo è pos­si­bile sapere se, o quan­do, si ver­i­ficherà un sis­ma? «Non sem­pre i sis­mi ven­gono pre­ce­du­ti da pic­cole scosse, siamo nell’ordine del 75–80 per cen­to dei casi, e si può prevedere una set­ti­mana come, d’altro can­to, solo qualche ora pri­ma». Tut­to­ra non si conosce anco­ra il ris­chio effet­ti­vo del­la zona, o meglio, lo si conosce dal pun­to di vista sta­tis­ti­co. I rilievi che la stazione sis­mi­ca di Desen­zano sta effet­tuan­do per­me­t­ter­an­no di ricostru­ire, in ter­mi­ni sci­en­tifi­ci, il pro­fi­lo sis­mo-tet­ton­i­co di tut­ta la parte ori­en­tale del­la provin­cia di Bres­cia; insieme a quel­li che in futuro ver­ran­no rac­colti dalle altre 4 stazioni che nascer­an­no a Bres­cia, in Mad­dale­na, a Zone, sul monte Gugliel­mo, sulle colline di Gargnano e a Cas­to, in Val Sab­bia, con­tribuiran­no a trac­cia­re l’effettiva map­pa di ris­chio sis­mi­co, sen­za ricor­rere a dati stori­ci. Un aspet­to impor­tante di pre­ven­zione questo, che sarà pos­si­bile gra­zie all’impegno di chi ha cre­du­to in questo prog­et­to, dai respon­s­abili dell’Osservatorio, fra cui il pres­i­dente Orlan­do Farinel­li, al comune di Desen­zano, alla Provin­cia, alla Regione, al comune di Bres­cia stes­so, che ha già dato disponi­bil­ità per la real­iz­zazione del­la stazione sis­mi­ca sul monte Mad­dale­na. «Vogliamo rilan­cia­re l’istituto di Desen­zano — ha affer­ma­to il vicesin­da­co del­la cit­tà garde­sana Rodol­fo Bertoni — ora ha un nuo­vo statu­to e il ruo­lo che merita».

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