Un percorso per adesso forestale ma che potrebbe divenire il collegamento verso Ferrara

Una strada per unirela Val d’Adige al Baldo

17/09/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Oltre il Gar­da Bal­do e ver­so l’Adige-Baldo. Col­le­gare la Val d’Adige al Monte Bal­do e lib­er­are così dall’isolamento il pic­co­lo cen­tro di Fer­rara di Monte Bal­do, «avvic­i­nan­do­lo» in qualche misura alla pia­nu­ra. È lo scopo che si pre­figge la nuo­va stra­da, per ora anco­ra di impianto sil­vo pas­torale, che la Comu­nità mon­tana del Bal­do ha però già finanzi­a­to, su pro­pos­ta dell’assessore Vir­gilio Asilep­pi, il quale è anche sin­da­co di Brenti­no Bel­luno, l’unico paese comu­ni­tario ad affac­cia­r­si sulle rive atesine.«Nell’ambito delle inizia­tive rel­a­tive alla via­bil­ità agro-sil­vo-pas­torale», spie­ga Asilep­pi, «abbi­amo finanzi­a­to la “stra­da Pas­so Cro­cetta-Pian di Fes­ta” che met­terà in diret­ta comu­ni­cazione queste due frazioni, che si trovano, rispet­ti­va­mente, nei Comu­ni di Fer­rara di Monte Bal­do e di Brenti­no Bel­luno. E’ vero che inizial­mente si trat­terà solo di una stra­da aper­ta tra i boschi, con una banchi­na larga tre metri e mez­zo e per­cor­ri­bile esclu­si­va­mente da fuoristra­da, ma non è det­to che il trac­cia­to non pos­sa avere svilup­pi in futuro».«Potrebbe», con­tin­ua infat­ti Asilep­pi, «rap­p­re­sentare la pre­mes­sa per una futu­ra stra­da tran­sitabile anche da auto. Si real­izzerebbe dunque l’auspicato col­lega­men­to tra Fer­rara e il traf­fi­ca­to fon­do valle, garan­ten­do un più inten­so e facile acces­so tur­is­ti­co ver­so il Bal­do e dan­do anche nuove prospet­tive di lavoro ai gio­vani che abi­tano in mon­tagna, attual­mente spes­so costret­ti all’esodo ver­so la pianura».Ma non solo. «Per noi», aggiunge infat­ti, «ques­ta nuo­va via rap­p­re­sen­terebbe un impor­tante col­lega­men­to con la mon­tagna baldense, poiché ci per­me­t­terebbe di arric­chire ulte­ri­or­mente la nos­tra offer­ta tur­is­ti­ca, i cui pun­ti for­ti sono al momen­to l’alpinismo sul monte Cimo, il trekking, la prat­i­ca del tor­ren­tismo nel vajo Dell’Orsa, per non par­lare dei numero­sis­si­mi pel­le­gri­nag­gi devozion­ali che da Brenti­no sal­go­no al San­tu­ario Madon­na del­la Corona».Il finanzi­a­men­to del­la Comu­nità mon­tana del Bal­do è di 300mila euro: «È sta­to inser­i­to nel bilan­cio del 2007 e pure nelle mis­ure dei piani di svilup­po rurale», pre­cisa Asilep­pi, pre­cisan­do anche come i lavori dovreb­bero iniziare a fine anno. La nuo­va stra­da pro­l­ungherà di cir­ca due chilometri il trat­to «fon­dovalle-Pian di Fes­ta», che è già per­cor­ri­bile con pic­cole auto, trat­tori e fuoristra­da e che rende facil­mente rag­giun­gi­bile il vec­chio nucleo abi­ta­to omon­i­mo, che si era anda­to, nel tem­po, spopolandosi.«Oggi stan­no sor­gen­do annes­si rus­ti­ci, si stan­no ristrut­turan­do vec­chi fab­bri­cati, sono sta­ti piantati vigneti», fa sapere Asilep­pi. «Questo pianoro, che si tro­va a 700 metri di lat­i­tu­dine sul liv­el­lo del mare, è servi­to dall’energia elet­tri­ca e, recen­te­mente, è sta­ta scop­er­ta anche una sor­gente di acqua che, sep­pure dà sola­mente due litri al sec­on­do, si riv­ela impor­tante. C’è insom­ma tut­to quan­to bas­ta a garan­tire gli inse­di­a­men­ti umani e l’agricoltura che aus­pichi­amo vi si svilup­pino in futuro. La nuo­va via aprirebbe ulte­ri­ori oriz­zon­ti anche per questo pic­co­lo centro».Per adesso è una pic­co­la stra­da, ma potrebbe non restare tale nel prossi­mo futuro.

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