Monsignor Fraccari

Una strada ricorda l’angelo che entrò nei lager

01/02/2004 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Una via inti­to­la­ta a mon­sign­or Lui­gi Frac­cari nel­la natia Paz­zon rende omag­gio all’angelo dei lager, il sac­er­dote che in 35 anni di apos­to­la­to in Ger­ma­nia (1944–1979) ha dato un nome, un volto e una sepoltura a centi­na­ia di salme di mil­i­tari ital­iani inter­nati nei lager nazisti, sve­lando tra l’altro l’identità del mil­itare Leonar­do Dal­lasega, ucciso il 27 aprile del 1945 con il par­ro­co di Giaz­za, don Mer­cante, per­ché si rifi­utò all’ordine delle Ss di sparare al sac­er­dote. La man­i­fes­tazione si è svol­ta a Paz­zon in con­comi­tan­za con l’anniversario del­la data sia del­la nasci­ta, 24 gen­naio 1909, che del­la morte nel 2002, del sac­er­dote, avvenu­ta nell’ultimo luo­go di res­i­den­za, nel­la sua casa di Sant’Ambrogio di Valpo­li­cel­la. La cer­i­mo­nia è sta­ta molto segui­ta dagli abi­tan­ti del­la zona con pre­sen­ti, assieme al sin­da­co di Capri­no Maria Tere­sa Girar­di ed altri ammin­is­tra­tori pub­bli­ci, Giuseppe Mac­cac­aro in rap­p­re­sen­tan­za del Comune di San’Ambrogio, Mir­co Franceschet­ti pres­i­dente del comi­ta­to mon­sign­or Frac­cari, il par­ro­co di Paz­zon don Giuseppe Marchi, del­egazioni del grup­po di Lubiara e Sant’Ambrogio e i par­en­ti del sac­er­dote, che han­no dona­to al sin­da­co capri­nese la medaglia d’oro «stel­la del­la sol­i­da­ri­età ital­iana», che era sta­ta con­feri­ta nel 1957 dall’allora pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, a don Lui­gi. «Dopo aver svolto l’attività di cura­to in alcune par­roc­chie del Veronese», ha mes­so in risalto il sin­da­co Girar­di nel ricor­dare i dati salien­ti del­la vita di don Lui­gi e le moti­vazioni che han­no indot­to il Comune a ren­der­gli duraturo omag­gio, «il sac­er­dote fece una scelta cor­ag­giosa e con­tro cor­rente: decise, nel 1944, di andare in Ger­ma­nia ad assis­tere i mil­i­tari e i civili ital­iani inter­nati nei campi di con­cen­tra­men­to». A Berli­no si prodigò in tut­ti i modi per quan­ti ave­vano bisog­no; iden­ti­ficò migli­a­ia di cadu­ti dan­done notizia alle famiglie che nul­la sape­vano; isti­tuì un ospizio e una casa di assis­ten­za per bam­bi­ni tut­to­ra fun­zio­nante; durante il peri­o­do bel­li­co si recò nei lager a ris­chio del­la pro­pria vita mer­i­tan­dosi l’appellativo di «Ange­lo di Berli­no», orga­niz­zò il rien­tro in Italia di molte per­sone; fu ambas­ci­a­tore del­la Croce Rossa e per breve peri­o­do anche con­sole d’Italia in Ger­ma­nia; rac­colse una messe enorme di mate­ri­ale stori­co ora cus­todi­ta in Vat­i­cano; chiarì con ricerche accu­rate la posizione mil­itare di Dal­lasega, che si rifi­utò di sparare con­tro don Domeni­co Mer­cante e per questo fu ucciso assieme a lui dai nazisti. «Per la sua instan­ca­bile, fecon­da e stra­or­di­nar­ia attiv­ità di prete e oper­a­tore sociale a mon­sign­or Lui­gi», ha ricorda­to il sin­da­co di Capri­no, «già anco­ra in vita furono con­ferite varie e numerose ben­e­meren­ze, ma è cer­to che di ques­ta poliedri­ca per­son­al­ità si dovran­no sco­prire altri aspet­ti e che la stes­sa sarà ricor­da­ta anco­ra per molto tempo».

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