Fallita l’impresa edile: slittano i tempi, restano i disagi

Una tegola per l’Istituto agrario: la ristrutturazione rimane al palo

25/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lonato

Sarà un altro anno sco­las­ti­co in trasfer­ta per l’istituto pro­fes­sion­ale di Sta­to per l’agricoltura e l’ambiente di San Toma­so di Lona­to. L’impresa che tene­va il cantiere per l’ampliamento del vec­chio edi­fi­cio sco­las­ti­co è fal­li­ta, per cui oltre cen­to stu­den­ti devono con­tin­uare a fre­quentare le aule del cen­tro gio­vanile Pao­lo VI. Edi­fi­cio che, sec­on­do un accor­do con la par­roc­chia, darà loro ospi­tal­ità fin­tan­to che il cantiere non si sarà esauri­to. A comu­ni­care la brut­ta notizia è il sin­da­co Moran­do Peri­ni, che in quest’ultimo peri­o­do deve prestare par­ti­co­lare atten­zione alle diverse opere pub­bliche in cor­so per­ché i «ritar­di rien­tri­no in una dimen­sione per così dire accetta­bile». In questo caso la situ­azione è però decisa­mente grave, essendo tut­to bloc­ca­to. Bisogn­erà svol­gere una ric­og­nizione di quan­to delle opere pro­gram­mate sia sta­to già real­iz­za­to, e quan­to rimane da fare. Con­tabi­liz­zare, sen­tire la disponi­bil­ità dell’impresa arriva­ta alle spalle del­la vincitrice, eccetera: una lun­ga serie di pro­ce­dure imposte al fal­li­men­to che porter­an­no ad una dilatazione enorme nei tem­pi pro­gram­mati. «La vicen­da ci inter­es­sa da vici­no in quan­to il Comune di Lona­to con­corre diret­ta­mente con 600 mil­ioni di vec­chie lire alla spe­sa glob­ale di rifaci­men­to dell’edificio». Una spe­sa che era sti­ma­ta in 1.400 mil­ioni (800 a cari­co dell’amministrazione provin­ciale) des­ti­na­ta inesora­bil­mente a gon­fi­ar­si, se non altro per l’affitto che la Provin­cia dovrà con­tin­uare a pagare alla par­roc­chia fin­tan­to che l’istituto agrario ne sarà ospite. Il prog­et­to prevede­va un inter­ven­to rad­i­cale nel vec­chio immo­bile di San Toma­so (una vol­ta scuo­la ele­mentare del­la pic­co­la frazione) cre­an­do spazio per nuove aule e lab­o­ra­tori. Ricor­diamo che l’istituto è un dis­tac­ca­men­to dell’Ipsaa con sede cen­trale a Bargnano di Corzano. L’iter del­la richi­es­ta di ampli­a­men­to era sta­to avvi­a­to nel 1999, con un accor­do quadro con la Provin­cia di Bres­cia, approva­to nell’ultimo Con­siglio comu­nale del­la Giun­ta leghista gui­da­ta dal sin­da­co Man­to­vani, pri­ma dell’arrivo del com­mis­sario prefet­tizio. Con questi inter­ven­ti il numero delle aule dell’agraria sarà por­ta­to a dieci, i lab­o­ra­tori saran­no poten­ziati, sarà cre­a­ta una sala men­sa con cuci­na ed una di degus­tazione e pre­sen­tazione di prodot­ti del­la ter­ra che sarà anche a dis­po­sizione delle aziende. Attual­mente l’indirizzo agri­t­ur­is­ti­co dopo tre anni rilas­cia agli stu­den­ti il tito­lo di oper­a­tore e dopo cinque il diplo­ma di agrotec­ni­co. In trasfer­ta, si va avanti.