Il primo squillo arriverà da New York. Componendo un particolare numero bolle d’aria emergono dai fondali di Peschiera. L’elettronica sposa l’arte nella Natività realizzata dal club subacqueo a ponte San Giovanni

Una telefonata per accendere il presepe

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Di Luca Delpozzo
Massimo Zuccotti

Fra tut­ti i pre­sepi real­iz­za­ti sul , quel­lo del sub club di Peschiera bril­la per sin­go­lar­ità e tec­nolo­gia. All’arte è sta­ta uni­ta l’elettronica: è il pri­mo esem­pio di mul­ti­me­di­ale sub­ac­queo, pilota­to da un microchip e inter­fac­cia­to ad una lin­ea tele­fon­i­ca gra­zie alla quale i vis­i­ta­tori pos­sono inter­a­gire. Quan­do si è din­nanzi al pre­sepe, com­po­nen­do con il cel­lu­lare un par­ti­co­lare numero tele­fon­i­co, si atti­va una cen­trali­na elet­tron­i­ca che aziona un eroga­tore di aria com­pres­sa. L’effetto è quel­lo di una scenografi­ca nube di bolle d’aria che si alza dal fon­dale per migrare ver­so la super­fi­cie del lago. Tele­foni­ca­mente par­lan­do, non si ha nes­sun cos­to: è infat­ti suf­fi­ciente un solo squil­lo sen­za rispos­ta e il sis­tema si aziona auto­mati­ca­mente per una quar­an­ti­na di sec­on­di. «Il sig­ni­fi­ca­to è sim­bol­i­co», illus­tra Rena­to Sig­norel­li, ex coman­dante e attuale pres­i­dente dei sub lacus­tri, «le bolle d’aria sono un modo per rap­p­re­sentare in acqua un momen­to di gioia a fes­teggia­re la nasci­ta del bam­bin Gesù». Il tele­co­man­do tele­fon­i­co sarà uffi­cial­mente atti­va­to alle 23 di domani con una sin­go­lare inau­gu­razione: il via alla pri­ma vam­pa­ta di bolle sarà dato da Time Square in New York, l’area di Man­hat­tan che ospi­ta il gigan­tesco albero di del­la Grande Mela. Michele Per­inel­li di Peschiera, oltre­o­ceano per motivi di lavoro, dal­la sug­ges­ti­va piaz­za azion­erà il pri­mo squil­lo, con tan­to di foto sot­to l’albero. In con­tem­po­ranea, a Peschiera, alle bolle del pre­sepe faran­no segui­to le bol­licine del­lo spumante che sarà stap­pa­to per fes­teggia­re l’evento. Dopo due anni di assen­za, i som­moz­za­tori aril­i­cen­si, sono infat­ti tor­nati alla rib­al­ta con ques­ta par­ti­co­lare real­iz­zazione. La Sacra Famiglia, pas­tori e pecorelle, sono sta­ti real­iz­za­ti in met­al­lo scol­pi­to a fiamma ossidri­ca e suc­ces­si­va­mente dip­in­ti con uno spe­ciale col­ore bian­co rifrangente. Le sagome sono state poi ada­giate sui fon­dali del ponte San Gio­van­ni. Il pun­to è strate­gi­co, in quan­to per­fet­ta­mente vis­i­bile da tut­ti i pas­san­ti che entra­no in Peschiera. Ques­ta carat­ter­is­ti­ca lo rende uno dei pochi pre­sepi som­mer­si, vis­i­bile da ter­ra con una sug­ges­ti­va panoram­i­ca a volo radente. Tec­ni­ca­mente l’impianto è sta­to real­iz­za­to da Gian­car­lo Simon­cel­li, sub aril­i­cense nonché esper­to di radioelet­tron­i­ca affil­ia­to all’Ari, ovvero l’associazione radioam­a­tori di Verona con sede a Forte San Mat­tia sulle Tor­ri­celle. Va infine anno­ta­ta una curiosità: il pre­sepe è sta­to costru­ito su un’ampia rete, nec­es­saria per rac­cogliere tutte le mon­e­tine che i pas­san­ti lan­ciano dal ponte, nel rispet­to del tradizionale rito propizia­to­rio dell’offerta in acqua. La con­sue­tu­dine nasce a Roma con la Fontana di Tre­vi dove, sec­on­do la tradizione, il lan­cio del­la mon­eti­na in acqua assi­cur­erebbe al pas­sante la pos­si­bil­ità di rivedere la cit­tà eter­na. Nel caso di Peschiera, come spie­ga­to nel­la perga­me­na che accom­pa­gna il pre­sepe, il rito propizia­to­rio avrebbe anche un fine di sol­i­da­ri­età: i denari rac­colti saran­no infat­ti donati ad un isti­tu­to per bam­bi­ni disabili.

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