A pochi giorni dalla decisione del Consiglio con cui dava il via libera all’acquisizione da parte del Comune di terreni e abitazioni del borgo abbandonato. Dalla Regione 633mila euro per creare una strada. L’assessore: «Non sarà invasiva»

Una via per rilanciare Campo

29/01/2009 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Dal­la Regione sol­di in arri­vo per la via­bil­ità di Cam­po. A pochi giorni dal­la sedu­ta in cui il Con­siglio di Bren­zone ha approva­to il pre­lim­inare che farà diventare di pro­pri­età del Comune ter­reni e abitazioni del bor­go diroc­ca­to, da Venezia arrivano già buone notizie. E soprat­tut­to un pri­mo aiu­to concreto.Su pro­pos­ta dell’assessore al bilan­cio, Maria Luisa Cop­po­la, la giun­ta ha stanzi­a­to infat­ti pochi giorni fa 633mila euro per sis­temare la via­bil­ità d’accesso alla pic­co­la frazione medievale.Sospeso a metà tra il blu del «Bena­cus mar­i­nus» di vir­giliana memo­ria e quel­lo del cielo del Bal­do, e immer­so nel verde degli oliveti e del­la mac­chia mediter­ranea pede­mon­tana, oggi Cam­po è acces­si­bile soltan­to attra­ver­so una strad­i­na in parte carra­bile. Ben presto, la stes­sa, si trasfor­ma in una anti­ca e stret­ta mulat­tiera che dà acces­so, esclu­si­va­mente a pie­di, all’abitato.Sulla mulat­tiera, però, l’amministrazione non intende affat­to inter­venire, pro­prio per sal­va­guardala e val­oriz­zarla anche in prospet­ti­va futu­ra. Come fare, quin­di, per creare una via d’accesso per i mezzi che dovran­no portare il mate­ri­ale e il nec­es­sario a ristrut­turare com­ple­ta­mente ciò che anco­ra è in pie­di nel­la frazione e sal­va­guardare il territorio?«Realizzeremo una via di acces­so min­i­ma», antic­i­pa l’assessore ai lavori pub­bli­ci, Davide Benedet­ti. «Non avrebbe sen­so par­lare di recu­pero e val­oriz­zazione se già si com­in­ci­asse col dis­trug­gere ciò che di buono anco­ra c’è».A fronte di un prog­et­to via­bilis­ti­co da 760 mila euro pre­sen­ta­to dal Comune a Venezia, la Regione ha dunque allarga­to i cor­doni del­la bor­sa. Tan­to che man­cano ora «solo» poco meno di 130 mila euro per avere quan­to nec­es­sario per dare segui­to alle idee con la nec­es­saria cop­er­tu­ra finanziaria.Interessanti le moti­vazioni esposte nelle pre­messe del­la delib­era «por­ta­ta in giun­ta dall’assessore Cop­po­la con l’interessamento dell’assessore scaligero ai lavori pub­bli­ci, Mas­si­mo Gior­get­ti, dato che la Regione ha già ader­i­to alla Fon­dazione Cam­po», come pre­cisano dal Comune dell’alto lago.La Regione ha finanzi­a­to solo 19 dei 73 prog­et­ti giun­ti in lagu­na. Tra questi, appun­to, quel­lo di Brenzone.Sono state dichiarate ammis­si­bili al finanzi­a­men­to «opere e infra­strut­ture pub­bliche strate­giche nei set­tori del­lo svilup­po locale, tur­is­ti­co, pro­mozione e dif­fu­sione di , beni cul­tur­ali, val­oriz­zazione delle risorse pae­sag­gis­tiche, prog­et­ti inte­grati di riqual­i­fi­cazione urbana con l’obiettivo di miglio­ra­men­to del­la com­pet­i­tiv­ità eco­nom­i­ca dei sin­goli cen­tri urbani».Insomma: un riconosci­men­to indi­ret­to del fat­to che lo stori­co bor­go, da decen­ni diroc­ca­to, abbia un val­ore stori­co-cul­tur­ale ele­vatis­si­mo e un poten­ziale di svilup­po di impat­to ril­e­vante per il Comune di Brenzone.«Campo», pros­egue infat­ti il sin­da­co, Gia­co­mo Simonel­li, «funge da pun­to nodale attra­ver­so cui sarà pos­si­bile creare una inter­con­nes­sione tra la cos­ta e l’entroterra, fino alla frazione di Pra­da. L’ambizione è di val­oriz­zare in chi­ave tur­is­ti­ca il pat­ri­mo­nio esistente, che è cos­ti­tu­ito da mulat­tiere sec­o­lari, muri a sec­co e “calchere” (cioè pic­cole costruzioni tipiche in cui, con una par­ti­co­lare e anti­ca tec­ni­ca, si pro­duce­va la calce, ndr), sal­va­guardan­do comunque il ter­ri­to­rio gra­zie a mod­erne tec­niche di ingeg­ne­r­ia nat­u­ral­is­ti­ca a bas­so impat­to ambientale».«Vogliamo offrire la pos­si­bil­ità di apprez­zare l’identità del nos­tro ter­ri­to­rio con una rete di per­cor­si, come ad esem­pio quel­lo Marni­ga- Cam­po- Pra­da, che con­sen­ta al vis­i­ta­tore di par­tire dal lago, pas­sare attra­ver­so l’oliveto, quin­di il bosco ceduo, il castag­ne­to e, in ulti­mo, rag­giun­gere le cime del Baldo».La sfi­da per sal­vare Cam­po, insom­ma, va avan­ti. E sem­bra acquistare in dinam­ic­ità, dopo anni di dis­cus­sioni e polemiche. Trat­tan­dosi di via­bil­ità, sta­vol­ta più che mai, l’amministrazione ha la pos­si­bil­ità conc­re­ta di muo­vere il pri­mo pas­so. Ver­so la salvez­za di uno dei luoghi più sug­ges­tivi del Gar­da veronese e dell’intera provin­cia.

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