Grazie all’interessamento di amici, parenti e sponsor trovati i 90mila euro per l’acquisto Sarà consegnata oggi alla Croce Bianca dagli amici del giovane scomparso

Un’ambulanza in ricordo di Jeje

28/09/2003 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Arri­va una nuo­va ambu­lan­za per la Croce Bian­ca. La si inau­gu­ra oggi alle 10 nel­la piaz­za del por­to. Ed ha una ded­i­ca­ta tut­ta spe­ciale: «L’abbiamo volu­ta acquistare in ricor­do di Jeje, un caris­si­mo ami­co che non c’è più», dice il pres­i­dente Fabio Raguzzi. Jeje era Ric­car­do Danese, di Bus­solen­go. «Vol­e­va­mo ricor­dar­lo con un nuo­vo mez­zo. La moglie, il figlio e il fratel­lo», rac­con­ta Raguzzi, «han­no subito accolto l’idea. Insieme, abbi­amo mes­so insieme novan­tami­la euro, frut­to anche dell’impegno dei nos­tri volon­tari, degli spon­sor che ci sono sta­ti vici­ni, dei Comu­ni di Gar­da, Mal­ce­sine e Tor­ri. È una cifra notev­ole, per­ché abbi­amo volu­to scegliere un mez­zo d’avanguardia». L’ambulanza nuo­va di zec­ca è un Mer­cedes 316 tur­bod­iesel. L’allestimento è del­la Binz Italia, azien­da altoatesina leader nel set­tore. È dota­ta di una barel­la attrez­za­ta con uno spe­ciale sis­tema idrauli­co capace di ammor­tiz­zare gli scos­soni. «La scelta del mez­zo cre­di­amo sia un’ulteriore pro­va del­la pro­fes­sion­al­ità che met­ti­amo a dis­po­sizione del com­pren­so­rio del -Gar­da», sot­to­lin­ea il pres­i­dente dei volon­tari tor­re­sani, che aggiunge: «Con questo nuo­vo automez­zo, abbi­amo con­clu­so il rin­no­vo com­ple­to del par­co mac­chine. Nel giro di cinque anni, abbi­amo cam­bi­a­to tutte le vet­ture in servizio nelle sedi di Tor­ri e di Gar­da. Esat­ta­mente un anno fa, l’8 set­tem­bre del 2002, ave­va­mo inau­gu­ra­to il pul­mi­no per il trasporto dei dis­abili». E le mac­chine sono in con­tin­uo movi­men­to: nel 2002 la Croce Bian­ca è sta­ta impeg­na­ta in 1.050 chia­mate d’emergenza e 1.890 trasporti di ammalati. Nei pri­mi sei mesi del 2003 le emer­gen­ze sono state 497. «L’importante», rib­adisce Raguzzi, «è che per le emer­gen­ze ci si abi­tui a chia­mare sem­pre e soltan­to il 118. È il servizio di pron­to inter­ven­to che atti­va la nos­tra sede di Gar­da, ded­i­ca­ta agli inter­ven­ti di questo genere». Quel­la del 118 è una costante fra le pre­oc­cu­pazioni del pres­i­dente Raguzzi. «Purtrop­po», dice, «sul nos­tro ter­ri­to­rio l’utilizzo del numero delle chia­mate di soc­cor­so non è sem­pre cor­ret­to. Ci vor­rebbe una cam­pagna di infor­mazione più cap­il­lare da parte delle ammin­is­trazioni locali e degli stes­si oper­a­tori tur­is­ti­ci. C’è gente che invece di com­porre il 118 car­i­ca in macchi­na l’ammalato e gli fa rischiare la vita. È suc­ces­so più volte». Sem­mai, il prob­le­ma è di natu­ra logis­ti­ca: quan­do si chia­ma il 118 dall’Alto Gar­da, risponde il cen­tro oper­a­ti­vo di Bres­cia, che poi deve smistare la richi­es­ta d’intervento su Verona. È l’eterno prob­le­ma delle comu­ni­cazioni nel trat­to set­ten­tri­onale di riv­iera bena­cense: qui, ad esem­pio, si con­tin­ua a vedere Rai 3 Lom­bar­dia. «Prob­a­bil­mente anche questi mec­ca­n­is­mi potran­no essere miglio­rati, ma è nec­es­sario che comunque la gente si abi­tui ad usare questo tipo di chia­ma­ta, a com­porre il 118», rimar­ca per l’ennesima vol­ta Raguzzi. Intan­to, la Croce Bian­ca sta alles­ten­do i nuovi cor­si per volon­tari del soc­cor­so, svolti da medici e infer­mieri pro­fes­sion­ali del com­par­to san­i­tario di urgen­za ed emer­gen­za. Si incom­in­cia il 6 otto­bre a Gar­da.

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