Casa Menghin: dal barone al Comitato della Notte di Fiaba

Un’atmosfera magica c’è

15/09/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Palaz­zo Mengh­in Brezburg deve il suo nome ad un pic­co­lo paese del­la Val di Non, Brez, luo­go che diede i natali al barone Lui­gi Mengh­in, il quale si trasferì a Riva, acquistò il palaz­zo e vi morì nel 1930. Cas­tel (Burg, in tedesco) Brez, per la pre­ci­sione, ame­na local­ità none­sa si legò, così, a Riva del Gar­da, dove il barone Lui­gi, Cav­a­liere d’onore e devo­to all’or­dine mil­itare di Mal­ta, Cav­a­liere di cap­pa e spa­da, cit­tadi­no ono­rario di Brez, patrizio tirolese e dot­tore in legge sposò nel 1895 la con­tes­sa Bian­ca Tere­sa Mar­ti­ni, figlia di Achille e Maria. Dal­l’u­nione non nac­quero figli, e così alla loro morte il casato si estinse. Orig­i­nar­i­a­mente al piano ter­ra entra­vano le car­rozze degli ospi­ti del Barone, trova­vano riparo i cav­al­li nel­la stal­la, men­tre nel­l’at­tigua caset­ta dormi­vano servitù e postiglioni. Sopra le numerose stanze ris­er­vate alla famiglia ed agli ospi­ti che il barone e con­sorte invi­ta­vano. C’è anco­ra la pic­co­la cap­pel­la di famiglia, oggi scon­sacra­ta, nel­la quale è mura­ta la lapi­de che ricor­da Lui­gi Mengh­in e la dinas­tia fino ai non­ni pater­ni. Nel 1968 al piano ter­ra si inse­dia Vale­rio Beni­ni, com­pianto rivano scom­par­so due anni fa men­tre rien­tra­va da una vacan­za all’es­tero, col­pi­to da infar­to in volo. Oggi l’at­tiv­ità è por­ta­ta avan­ti dai tre figli, i quali recen­te­mente han­no ristrut­tura­to il locale man­te­nen­done invari­ate le carat­ter­is­tiche orig­i­nali. Il palaz­zo, infat­ti, è sot­to il vin­co­lo dei Beni cul­tur­ali. Il fan­tas­ma, se c’è, aleg­gia al sec­on­do piano, nei locali adi­a­cen­ti gli uffi­ci del Comi­ta­to Man­i­fes­tazioni Rivane. Tra Fiaba…e magia.(Cl.C.)TENNO. Ancor più che l’asses­sore provin­ciale Grisen­ti potè un non meglio identificato…amico di goliar­date. Sul pri­mo tor­nante che da Ten­no sale ver­so Ville, ieri il cor­teo nuziale s’è imbat­tuto in un inaspet­ta­to cartel­lo: «Jacque­line, per­chè lo hai fat­to? Ti amo anco­ra. Bruno». E al tor­nante suc­ces­si­vo, un nuo­vo acco­ra­to ammon­i­men­to: «Gian­mar­co, per­chè lo hai fat­to? Ti amo anco­ra. Bruno».A Ten­no, come in tut­ti i sani comunel­li del Trenti­no, quan­do ci si sposa, è fes­ta aut­en­ti­ca e cal­da. E i ruoli pub­bli­ci, l’uf­fi­cial­ità, «l’im­pac­ca­ment», las­ciano doverosa­mente il pos­to alla tradizione (e al gus­to) di pren­dere ama­bil­mente per i fondel­li, con affet­to, ed anche con un brici­o­lo di rimpianto (per certe com­bric­cole di cui si avverte il diradare…), tan­to lo sposo che la sua compagna.Non ha fat­to eccezione, ieri, il mat­ri­mo­nio tra il sin­da­co di Ten­no — Gian­mar­co Maroc­chi, 34 anni, pro­fes­sion­al­mente geome­tra per l’U­nione dei Comu­ni ledren­si — e la graziosa Jacque­line Cala­co­ci — 30 anni, imp­ie­ga­ta pres­so il Munici­pio di Arco — che si sono rec­i­p­ro­ca­mente det­ti il mem­o­ra­bile sì nel­la chieset­ta roman­i­ca e roman­ti­ca di San Loren­zo, nel bel mez­zo del­la bor­ga­ta medievale di Tenno.Centosettanta invi­tati, fol­ta rap­p­re­sen­tan­za isti­tuzionale (il già cita­to Grisen­ti, sin­daci e ammin­is­tra­tori di quel­la «Margheri­ta» che è la casa madre di Maroc­chi: anche se lui s’è spin­to a gov­ernare con una sor­ta di cen­trode­stra), il mat­ri­mo­nio è sta­to, nonos­tante gli inevitabili doveri legati al Palaz­zo, una bel­la fes­ta di famiglia, di ami­cizia (politi­ca­mente trasver­sale) e di gen­uinità qua­si campagnola.L’impronta alle­gra e scan­zona­ta ha com­in­ci­a­to a dar­la il cel­e­brante (un don Fran­co in vena di bat­tute augu­rali che ha accolto sul­l’altare gli sposi accom­pa­g­nati dalle mamme); è pros­e­gui­ta con il pic­chet­to d’onore dei pom­pieri tra i muri di Frap­por­ta e nelle scritte sul­la stra­da ver­so il laghet­to; è infine giun­ta all’apo­teosi nel Club Hotel Lago di Ten­no, dove la fol­ta com­pag­nia ha banchet­ta­to fino a tar­da sera. Tra i mat­ta­tori di quest’ul­ti­ma fase Gian­lu­ca Frizzi, ieri barzel­let­tiere incon­teni­bile e da domani, come vicesin­da­co, reg­gi­tore tem­po­ra­neo delle sor­ti di Ten­no, men­tre gli sposi si guarder­an­no dol­cemente negli occhi sug­li oriz­zon­ti scon­fi­nati del­la Cal­i­for­nia: ter­ra prescelta per il viag­gio di nozze.Auguri a Maroc­chi e alla sua con­sorte di una bel­la vacan­za e di tan­ta felicità.