Raggiante il quarantaquattrenne atleta di Mosca davanti alla sede della gloriosa Canottieri dopo la cavalcata di dodici chilometri «Adesso voglio vincere la gara che organizza la mia azienda»

«Un’idea nata quasi per scherzo»

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Vadir Kon­akov cam­mi­na sul molo anti­s­tante la sede del­la glo­riosa soci­età Can­ot­tieri Salò. E’appena risal­i­to dall’acqua dopo una «fat­i­cac­cia» di oltre cinque ore tra le acque del lago e non ha prob­le­mi a con­ced­er­si alle domande dei cro­nisti giun­ti per reg­is­trare la sua impre­sa. La sua cal­ma e la stes­sa con­dizione psi­cofisi­ca che dimostra non fan­no cer­to pen­sare ai dod­i­ci chilometri cir­ca appe­na per­cor­si a nuo­to in poco più di cinque ore dal­la Baia delle Sirene di Pun­ta San Vig­ilio alla riva di Salò in un «coast to coast» davvero deg­no di pri­ma­to. Com’è anda­ta e come si sente? «Mi sen­to bene e, a dire la ver­ità, è sta­ta meno dura del pre­vis­to; i pri­mi cinque chilometri sono scivolati via e solo dopo l’ottavo ho avver­ti­to un po’ di affati­ca­men­to. Ma è sta­to super­a­to in fret­ta e quan­do ho com­in­ci­a­to a intravedere la riva davan­ti a me ho trova­to nuove energie e forza per con­clud­ere la tra­ver­sa­ta». Ha segui­to una preparazione speci­fi­ca? «Da un anno e mez­zo fre­quen­to, a Mosca, un cir­co­lo per per­fezionare pro­prio il nuo­to, lo sport che preferisco, e qui ho incon­tra­to Daria Kuznetso­va, la mia allena­trice, che mi ha segui­to in ques­ta impre­sa. Quan­do gliene ho par­la­to, poco più di un mese fa, ha imposta­to un pro­gram­ma per lavo­rare soprat­tut­to sul­la resisten­za, anche quel­la men­tale. Nat­u­ral­mente ho anche segui­to una dieta, che in questi ulti­mi giorni si è basa­ta soprat­tut­to sui car­boidrati». Da dove è nata ques­ta idea? «E’ sta­to qua­si per scher­zo; ven­go spes­so in Italia per motivi di lavoro e amo molto questo lago dove ero abit­u­a­to a nuotare ma per non più di un’ora; poi, con i miei ami­ci di qui, è sta­ta lan­ci­a­ta ques­ta idea che, all’inizio, sem­bra­va più uno scher­zo. Invece abbi­amo pen­sato che, dopo tut­to, si pote­va provare e così? ecco­mi qua». Kon­akov con­cede l’intervista dopo il con­trol­lo medico, che riscon­tra (sem­mai ce ne fos­se bisog­no) un otti­mo sta­to fisi­co. Lo affi­an­ca l’allenatrice, ex com­po­nente del­la nazionale rus­sa di nuo­to e oggi allena­trice e istrut­trice di ques­ta dis­ci­plina, che ammette che ad un cer­to pun­to avrebbe volu­to but­tar­si in acqua, lei che non ha mai nuo­ta­to nel Gar­da, per far­lo a fian­co del suo atle­ta. Dopo un tale risul­ta­to, il Gar­da rien­tra anco­ra, e come, nei suoi obi­et­tivi nata­tori? «Nem­meno ques­ta gara è sta­ta, tut­to som­ma­to, pro­gram­ma­ta con largo anticipo e, allo stes­so modo, non so dire, adesso, se e quan­do ten­terò nuo­va­mente qualche impre­sa sul Gar­da. Pos­so dire, però, che c’è un prossi­mo obi­et­ti­vo. Vor­rei vin­cere, final­mente, la prossi­ma edi­zione del­la gara di nuo­to orga­niz­za­ta ogni anno dal­la mia azien­da e nel­la quale sono sem­pre arriva­to solo sec­on­do. E dopo ques­ta impre­sa sulle acque del vostro lago, pen­so pro­prio che ques­ta sarà la vol­ta buona. Sono stan­co dei sec­on­di posti. Adesso è arriva­to il momen­to di salire sul podio più alto». ( g.b .) La gior­na­ta si pre­sen­ta delle migliori e sot­to tut­ti i pun­ti di vista: il cielo è cop­er­to ma non minac­cia acqua, non fa trop­po cal­do e l’acqua è par­ti­co­lar­mente fer­ma per essere quel­la del Gar­da. Com­in­cia così, nelle acque anti­s­tan­ti Baia delle Sirene, l’avventura di Vadir Kon­akov, imp­ie­ga­to moscovi­ta di 44 anni, grande appas­sion­a­to di nuo­to e del lago di Gar­da, che ha deciso di tentare la tra­ver­sa­ta del baci­no dal­la Baia di Pun­ta San Vig­ilio sino alla riva di Salò. Lo accom­pa­g­nano, e scor­tano insieme, tre imbar­cazioni: un moto­scafo (di pro­pri­età del Grup­po Fon­di­tal con i cui respon­s­abili Kon­akov ha rap­por­ti di lavoro e di ami­cizia tan­to che han­no deciso di sostenere eco­nomi­ca­mente l’impresa) su cui pren­dono pos­to l’allenatrice Daria Kuznetso­va e altri conoscen­ti dell’atleta; un goz­zo e un gom­mone mes­si a dis­po­sizione dal­la Can­ot­tieri Salò, la stor­i­ca soci­età che si è resa disponi­bile a sup­port­are tec­ni­ca­mente l’impresa: il goz­zo, con a bor­do Fran­co Berther, Attilio Maroni e Alessan­dro Sal­vadori, fa da bat­tistra­da indi­can­do la rot­ta da seguire; sul gom­mone siedono Bruno Marel­li, diret­tore sporti­vo del­la Can­ot­tieri, Pao­lo Sor­ci­na, del grup­po Volon­tari del Gar­da e il medico San­dro Spadon. Il cronometro del via scat­ta alle 11,11; la brac­cia­ta di Kon­akov è flu­i­da e ben rit­ma­ta; dal gom­mone si con­tano 60 brac­ciate al min­u­to, a stile libero, rego­lari e ripetute qua­si fos­se un movi­men­to com­pi­u­to da una macchi­na. Il pro­gram­ma pro­cede lis­cio, qua­si come l’acqua, e persi­no il ven­to pare abbia deciso di lim­i­tar­si a fare da spet­ta­tore pas­si­vo all’im­pre­sa. All’ora di pran­zo gli uomi­ni sul gom­mone con­tin­u­ano, ligi alla con­seg­na, la sorveg­lian­za; a bor­do si fan­no pre­vi­sioni e scommesse ma bas­ta uno sguar­do a quel­la sago­ma nel­la muta che con­tin­ua, impert­er­ri­ta, la sua mar­cia per far emerg­ere, comunque, solo l’ottimismo. La tabel­la di mar­cia prevede lo stile libero per tre ore e, dopo una specie di sos­ta riforn­i­men­to a base di inte­gra­tori fat­ta sem­pre dal­l’ac­qua, si inizierà con lo stile a rana che è quel­lo con cui si dovrebbe arrivare sino a Salò. L’oriz­zonte res­ta con­fu­so e neb­u­loso ma, final­mente, si rag­giunge l’ che viene super­a­ta costeggian­do il suo lato nord. Vadir Kon­akov con­tin­ua il suo viag­gio e pare più che luci­do e cosciente tan­to da rispon­dere pronta­mente ogni qual­vol­ta dal­la bar­ca gli si fa notare che si sta allon­tanan­do dal­la rot­ta. Il dot­tor Spadon non risparmia com­men­ti e stu­pore per la tenu­ta e l’atteggiamento dell’atleta che non mostra seg­ni di ced­i­men­to; la sor­pre­sa vale anche per il riforn­i­men­to, per i liq­ui­di inger­i­ti che sono infe­ri­ori a quan­to il medico si aspet­ta­va. Final­mente ecco­la, la riva di Salò è davan­ti a noi e, soprat­tut­to, a questo nuo­ta­tore stra­or­di­nario che a rana viag­gia anco­ra con una media di 27 brac­ciate al min­u­to; viste le sue con­dizioni si decide di far­lo arrivare alla spi­ag­gia del­la Can­ot­tieri, facen­dogli fare così qualche metro in più! Sono esat­ta­mente le 16,48–50 quan­do il cronometro si fer­ma per­ché l’atleta rus­so ha toc­ca­to riva, salu­ta­to dall’applauso di ami­ci, degli ospi­ti del­la Can­ot­tieri e dalle sirene di alcune imbar­cazioni. Ter­ra! E con grande facil­ità Kon­akov sale sul pon­tile e, indos­sato l’ac­cap­pa­toio, si prepara al breve con­trol­lo medico di rito; è fat­ta, sig­nori; alla prossima!

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