Lanciato un concorso per valorizzare l’edificio. Obiettivo: evitare speculazioni sulla «Società»

Un’idea per l’ex Oleificio

11/10/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Un con­cor­so di idee per val­oriz­zare un par­ti­co­lare e impor­tante ele­men­to del pat­ri­mo­nio garde­sano. L’inizia­ti­va è di Legam­bi­ente, che «denun­cia l’ab­ban­dono degli sta­bili del­l’ex Soci­età » di Gargnano e lan­cia il con­cor­so: «Diamole un volto futuro». L’inizia­ti­va è sta­ta pre­sen­ta­ta da Fed­er­i­ca Sac­co, respon­s­abile nazionale di «Sal­valarte» per Legam­bi­ente e da Cristi­na Milani, di Toscolano Mader­no, che han­no spie­ga­to come l’iniziativa pren­da, soli­ta­mente, le sue mosse in pri­mav­era. L’an­tic­i­pazione di qualche mese è dovu­ta al fat­to che si vogliono coin­vol­gere le scuole del ter­ri­to­rio da Salò a Limone. Il con­cor­so ver­rà for­mal­iz­za­to e comu­ni­ca­to agli isti­tu­ti sco­las­ti­ci entro un paio di set­ti­mane, per dare modo a inseg­nan­ti e stu­den­ti di parte­ci­pare al lavoro, che sarà con­clu­so e pre­mi­a­to la prossi­ma pri­mav­era. Legam­bi­ente «rifi­u­ta di immag­inare per la Soci­età Lago di Gar­da un futuro diver­so da quel­lo per il quale è sta­ta fon­da­ta, che era basato su un pro­gram­ma eco­nom­i­co a sfon­do sociale. L’ipote­si di inter­es­si immo­bil­iari all’in­ter­no dei locali del­l’Ex Soci­età ed una final­iz­zazione spec­u­la­ti­va dovreb­bero essere riget­tati in pri­mo luo­go pro­prio dai cit­ta­di­ni», dicono gli espo­nen­ti di Legam­bi­ente. L’ex oleifi­cio aprì i bat­ten­ti nel 1840, rac­coglien­do i limoni che veni­vano smis­ta­ti ver­so molte cap­i­tali europee. L’at­tiv­ità cessò nel 1989 e, da quel­l’an­no, l’u­ni­ca novità è sta­ta cos­ti­tui­ta, nel 1992, dal­l’aper­tu­ra di un uffi­cio ban­car­io, che occu­pa una pic­co­la porzione del­lo sta­bile. La pro­pri­età è pri­va­ta ed il mag­giore azion­ista detiene il 76 per cen­to del cap­i­tale, men­tre la parte restante è polver­iz­za­ta tra decine di pic­coli azion­isti, che non han­no mai abbas­sato la guardia e sono piut­tosto agguer­ri­ti. «Sap­pi­amo che la pro­pri­età è pri­va­ta, ma sap­pi­amo anche che sul­l’ed­i­fi­cio gra­vano vin­coli. La nos­tra inten­zione è final­iz­za­ta alla val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio stori­co-artis­ti­co, che potrebbe avere sboc­chi pro­mozion­ali ed occu­pazion­ali. Per questo edi­fi­cio sarebbe impor­tante creare qualche cosa di pub­bli­ca util­ità, per­ché ques­ta era l’iniziale des­ti­nazione del­l’im­mo­bile. Questo esem­pio di architet­tura indus­tri­ale non può rimanere abban­do­na­to e inuti­liz­za­to e un con­cor­so di idee potrebbe offrire degli spun­ti: saran­no gli stu­den­ti a dis­eg­nare il futuro delle strut­ture del­l’ex Soci­età Lago di Gar­da». Negli anni scor­si, «Sal­valarte» si è occu­pa­ta di val­oriz­zare il pat­ri­mo­nio locale ital­iano a Tori­no, Ter­amo, Ascoli Piceno, Siena, Ghi­bel­li­na ed in altre località.

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