Edizione record per la rassegna che ha confermato la sua valenza internazionale per il settore in espansione dell’apicoltura. Sono una cinquantina i prodotti caratteristici dell’Italia e l’esposizione forse diventerà annuale

Uno sciame di visitatori, in trentamila per il miele

09/10/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Edi­zione record per i «giorni del miele». La con­fer­ma dei req­ui­si­ti d’eccellenza che la tradizionale rasseg­na lacisiense van­ta a favore dell’apicoltura per l’agricoltura ital­iana, è venu­ta dal grande pub­bli­co appas­sion­a­to di mieli. Api­coltori in par­ti­co­lare arrivati sulle rive del Gar­da da tut­ta l’Italia e dai diver­si Pae­si europei con­fer­man­do così la valen­za inter­nazionale del­la man­i­fes­tazione vene­ta. Un totale di oltre 30 mila per­sone, come pru­den­zial­mente è sta­to dichiara­to dagli orga­niz­za­tori, che nelle tre gior­nate del­la Mostra-Mer­ca­to si sono susse­gui­ti nel­la visi­ta alla rasseg­na mer­can­tile e han­no parte­ci­pa­to agli incon­tri tec­ni­co-sci­en­tifi­ci svolti all’interno del Cen­tro con­gres­si La Merid­i­ana. La tutela del­la qual­ità di prodot­to, la fun­zione dell’associazionismo e l’ape genet­i­ca sono sta­ti i temi trat­tati nei tre diver­si incon­tri in pro­gram­ma. Il Piemonte, la Lom­bar­dia, l’Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giu­lia e la Toscana le regioni mag­gior­mente pre­sen­ti ma sono giun­ti pull­man anche dalle Marche, dall’Abruzzo e dal­la Lig­uria. La Sardeg­na e la Sicil­ia, due regioni leader per alcune specie di mieli defin­i­ti rar­ità, han­no reg­is­tra­to una pre­sen­za con­tenu­ta ma sig­ni­fica­ti­va di api­coltori, a con­fer­ma di ques­ta «anna­ta nera» per la pro­duzione ital­iana. Il rino­ma­to miele di Eucalip­to, del ricer­ca­to «miele amaro» e di Sul­la, quest’anno risul­terà per gli appas­sion­ati una vera e pro­pria «cac­cia al tesoro», come ha con­fer­ma­to anche l’assessore all’agricoltura e all’ambiente di Gus­pi­ni, Francesco San­na, che ha rap­p­re­sen­ta­to la cit­tad­i­na cagliar­i­tana divenu­ta in questi anni il cen­tro rap­p­re­sen­ta­ti­vo del­la pro­duzione di miele sar­da. Per ques­ta edi­zione, inoltre, Lazise si accinge­va a ospitare anche la pri­ma pre­sen­za dell’apicoltura africana pre­an­nun­ci­a­ta sino dal­lo scor­so mese di luglio. Ven­erdì scor­so una comu­ni­cazione uffi­ciale del­la North West Bee­farm­ers’ Asso­ci­a­tion del Camerum seg­nala­va alla Seg­rete­ria orga­niz­za­ti­va del­la rasseg­na, l’impossibilità di ottenere il vis­to da parte dell’ambasciata ital­iana a causa del­la situ­azione crit­i­ca inter­nazionale cre­atasi dopo gli attac­chi ter­ror­is­ti­ci su New York e Wash­ing­ton. La man­i­fes­tazione di Lazise ha sem­pre annover­a­to un grande afflus­so di vis­i­ta­tori nei suoi quat­tro lus­tri di attiv­ità, con una media con­sol­i­da­ta di pub­bli­co di 25 mila unità. Arriva­ta quest’anno a super­are quo­ta 30 mila pre­sen­ze, una cifra molto sig­ni­fica­ti­va per un set­tore di nic­chia quale è quel­lo dell’apicoltura e, soprat­tut­to del miele, la rasseg­na è diven­ta­ta, come sot­to­lin­eato da api­coltori e dal pub­bli­co degli esper­ti, «la più grande rasseg­na euro­pea del miele». La con­fer­ma del per­cor­so inizia­to ver­so la dimen­sione euro­pea è venu­to anche dal­la richi­es­ta for­mu­la­ta da alcu­ni api­coltori unghere­si che si sono preno­tati per la prossi­ma edi­zione del­la man­i­fes­tazione. Un paese l’Ungheria che è tra i mag­giori pro­dut­tori di miele a liv­el­lo mon­di­ale, con l’Argentina e la Cina. In questo con­testo, però, la pro­duzione ital­iana non teme cer­to il con­fron­to. Se altri pae­si emer­gono per quan­tità pro­dut­ti­va, l’Italia res­ta il paese con la migliore pro­duzione qual­i­ta­ti­va. Non a caso si è molto par­la­to del­la neces­sità di iniziare a par­lare più cor­ret­ta­mente di «mieli ital­iani» che sem­plice­mente di miele ital­iano, dato che annove­ri­amo la più alta vari­età, superan­do le 50 tipolo­gie. Il suc­ces­so di ques­ta edi­zione, l’evoluzione nat­u­rale di uno svilup­po perse­gui­to da tem­po e le numerose sol­lecitazioni degli espos­i­tori stan­no deter­mi­nan­do per la Giun­ta comu­nale lacisiense la scelta di ren­dere annuale la man­i­fes­tazione. Una deci­sione che da diver­so tem­po era sul tavo­lo delle probabilità.