Il grande edificio accanto al cimitero fu fatto costruire nel 1484 per ospitarvi gli appestati

Uno spettacolo teatralefa riaprire il Lazzaretto

01/08/2008 in Spettacoli
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

L’antico laz­zaret­to di San Roc­co, uno dei tre mon­u­men­ti nazion­ali di Salò, al pari del Duo­mo e di , in local­ità Bro­lo, aprirà per la pri­ma vol­ta al pub­bli­co. L’occasione è rap­p­re­sen­ta­ta dal­lo spet­ta­co­lo teatrale inti­to­la­to «I 22 volti dell’amore», diret­to da Mon­i­ca Anto­nioli, dell’Associazione cul­tur­ale «La via di casa», e orga­niz­za­to da «Il melan­go­lo» di Salò, che andrà in sce­na domani sera alle ore 20.30. Pro­tag­o­nisti del­lo spet­ta­co­lo saran­no Daniela Var­al­li, Fab­rizio Lam­pug­nani, Nadia Scampi­ni, Ornel­la Vanoni, Samuele Mirko Cro­ci, Mia e Mon­i­ca Antonioli.LA PERFORMANCE, affasci­nante per la sem­plic­ità e la del­i­catez­za del tema trat­ta­to, e insoli­ta per il coin­vol­gi­men­to diret­to del pub­bli­co, e acquista un carat­tere di par­ti­co­lare eccezion­al­ità gra­zie al luo­go in cui sarà rappresentata.Il laz­zaret­to, edi­fi­cio rimas­to fino­ra sem­pre chiu­so al pub­bli­co, e poco conosci­u­to benchè intriso di sto­ria e di ricor­di legati al pas­sato, sarà aper­to in via del tut­to straordinaria.La costruzione, inter­es­sante sia dal pun­to di vista architet­ton­i­co che come luo­go assur­to a tes­ti­mo­ni­an­za di un triste peri­o­do, fu volu­ta e real­iz­za­ta dal Comune a par­tire dal 1484. L’importanza attribui­ta a quest’opera fu tale che tut­ti i salo­di­ani ven­nero chia­mati a con­tribuirvi con denaro e lavoro gra­tu­ito, nell’intento di tute­lare la gente dall’incubo del­la peste, che imper­ver­sa­va dopo guerre e carestie. Divenne presto il per­no del­la strate­gia di dife­sa san­i­taria del­la Comu­nità del­la Riv­iera, e, su impul­so del­la Repub­bli­ca di Venezia, antes­ig­nana nel pre­venire e fron­teggia­re le epidemie.DOPO PIÙ DI UN SECOLO di inat­tiv­ità, nel 1797 il fab­bri­ca­to fu trasfor­ma­to in una vetreria.Ma una notte scop­piò un incen­dio, che si propagò alla chieset­ta di S.Rocco, poi restau­ra­ta. Nel 1859 vi trovarono sepoltura i fer­i­ti delle battaglie di San Mar­ti­no e Solferi­no, che, ricoverati all’ospedale di Salò, non era­no rius­ci­ti a soprav­vi­vere. Ogni anno, il 16 agos­to, durante la dom­i­nazione aus­tri­a­ca, vi si tene­va una sagra, viva­ciz­za­ta da una grande fiera. Una con­sue­tu­dine venu­ta meno negli anni Trenta.IN QUESTO LUOGO soli­tario, appar­ta­to e sug­ges­ti­vo, pro­prio a fian­co del cimitero, debut­terà domani lo spet­ta­co­lo del teatro Viven­cial, un viag­gio tem­ati­co dell’amore tra coni­u­gi, gen­i­tori, figli, aman­ti e ami­ci, impronta­to ai prin­cipi dell’esperienza del­la bio­dan­za. Gli attori inter­caler­an­no il testo con momen­ti di coin­vol­gi­men­to del pubblico.L’esperienza sarà con­dot­ta anche con l’ aiu­to visi­vo degli «Arcani mag­giori dei taroc­chi», arche­tipi del­la quo­tid­i­an­ità dell’amore. Il cos­to del bigli­et­to è di 20 euro a per­sona, com­pren­si­vo di rin­fres­co e buf­fet. In caso di mal­tem­po ci si trasferirà nell’auditorium dell’Istituto tec­ni­co «Cesare Bat­tisti», in via Bezzecca.E’ gra­di­ta la preno­tazione, tele­fo­nan­do al numero 0365–448252 oppure 339–2185509.

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