La quinta commissione regionale a Malcesine e Caprino insinua dubbi nella maggioranza sulle chiusure. Scaravelli: «Dovremo riflettere bene sul centro per la poliomielite»

Uno spiraglio per gli ospedali

24/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Da Venezia al con­fine con il Trenti­no. Il teatri­no del­la polit­i­ca regionale cam­bia luo­go e palaz­zo ma non muta canovac­cio. O almeno per il momen­to. La lun­ga trasfer­ta del­la V com­mis­sione regionale san­ità, giun­ta nel­la pri­ma mat­ti­na­ta di ieri nell’alto lago per vistare l’ospedale di Mal­ce­sine, è servi­ta più per ascoltare che dare risposte sul futuro dell’ospedale garde­sano. Dif­fi­cile d’altronde chiedere e sper­are più di un gesto d’attenzione per una strut­tura che sec­on­do il vol­ere del­la Giun­ta di Gian­car­lo Galan dovrà chi­ud­ere i bat­ten­ti nel giug­no del 2004. Poco impor­ta se l’ospedale è basi­lare per il dirit­to alla salute dei cit­ta­di­ni dell’area e per le migli­a­ia di tur­isti che affol­lano le sponde del Bena­co. Ancor meno se risul­ta essere l’unico cen­tro in Italia per la cura del­la poliomielite e se, caso raro nel­la san­ità nazionale, ha il mer­i­to di essere eco­nomi­ca­mente in atti­vo. Notizie, numeri e con­sid­er­azioni ormai da mesi svis­cerati a turno dai sin­daci dell’alto Gar­da, medici dell’ospedale, cat­e­gorie sociali ed eco­nomiche, e dall’associazione dis­abili motori inter­re­gionale (Aidm). Infor­mazioni ampia­mente ripor­tate nelle sedi com­pe­ten­ti e sui mezzi d’informazioni. Dif­fi­cile quin­di non sor­rid­ere quan­do al ter­mine di due ore di dibat­ti­to, a volte acce­so, politi­ci nav­i­gati ammet­tono che «i dati snoc­ci­o­lati ques­ta mat­ti­na fan­no riflet­tere». «Non c’è dub­bio che sti­amo par­lan­do di un ospedale impor­tante ed è nec­es­saria una nuo­va anal­isi», ammette Gior­gio Ceri­oni. Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda il col­le­ga di An Pao­lo Scar­avel­li per la pri­ma vol­ta in visi­ta al cen­tro orto­pe­di­co-riabil­i­ta­ti­vo: «Ho una mia percezione per­son­ale e il dovere di fare una grossa, ripeto grossa, rif­les­sione su ques­ta strut­tura». «Non conosce­vo l’ospedale», pros­egue Scar­avel­li, «e in fon­do è pro­prio ques­ta l’utilità del sopral­lu­o­go del­la com­mis­sione: vision­are e recepire nuove infor­mazioni. Non cer­to fare dem­a­gogia come alcu­ni miei col­leghi». È chiaro il rifer­i­men­to a Nadir Welpon­er e Mau­r­izio Tosi, entram­bi pre­sen­ti alla pari del vicepres­i­dente regionale Gus­ta­vo Franchet­to, Mario Rossi, Clau­dio Riz­za­to e Maria Pia Mainar­di. Assente Leonar­do Padrin, il pres­i­dente del­la V com­mis­sione, è toc­ca­to al vice Margheri­ta Miot­to coor­dinare i lavori e speg­nere sul nascere le polemiche tra i con­siglieri d’opposti schiera­men­ti politi­ci. In mez­zo il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 Rena­to Pic­coli. «Inadegua­to al ruo­lo», taglia cor­to Welpon­er. Il diri­gente è sta­to inoltre accusato da Lucio Mala­vol­ta, capo dipar­ti­men­to d’ortopedia dell’Ulss 22 e per 14 anni pri­mario a Mal­ce­sine, di aver con­siglia­to gli infer­mieri dell’ospedale garde­sano di cer­car­si un altro ospedale. «Mi si attribuis­cono delle com­pe­ten­ze e fun­zioni che non possiedo», ha rib­a­di­to Pic­coli in tono paca­to a Welpon­er pri­ma di chiarire la vicen­da col­le­ga­ta all’incontro con il per­son­ale medico. «Nel rap­por­to di trasparen­za e cor­ret­tez­za con i dipen­den­ti ho solo det­to che sec­on­do le schede ospedaliere varate dal­la Regione Mal­ce­sine è des­ti­na­to a chi­ud­ere entro il 30 giug­no 2004». «Non esistono cri­teri ogget­tivi per chi­ud­ere l’ospedale e siamo di fronte solo ad una scelta polit­i­ca», ha rimar­ca­to Mau­r­izio Tosi (al pari di Clau­dio Riz­za­to) pron­to a chiedere la ria­per­tu­ra delle schede ospedaliere anche alla luce dell’incendio del Mag­a­li­ni di Vil­lafran­ca. Non del­lo stes­so parere Mario Rossi: «Se ciò avvenisse non sarem­mo più in gra­do di richi­ud­er­le», ha spie­ga­to l’esponente di Forza Italia invi­tan­do Pic­coli a far per­venire alla V com­mis­sione il prog­et­to di sper­i­men­tazione ges­tionale dell’ospedale redat­to dall’Associazione poliomieliti­ci. «Ma come. L’assessore Fabio Gava lo conosce da tem­po e anzi avrebbe dovu­to dar­ci come promes­so già una rispos­ta in mer­i­to. Adesso salta fuori che voi non sapete nul­la. Ma a che gio­co giochi­amo», ha repli­ca­to stizzi­to Rober­to Bassi pres­i­dente dell’Aidm. In prece­den­za ave­vano pre­so la paro­la il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di («Nuovi alberghi a Mal­ce­sine non ne vogliamo»), il dot­tor Fab­rizio Cortese («Si vuole chi­ud­ere un ospedale che fun­ziona»), il pres­i­dente dell’Ugav Giuseppe Loren­zi­ni, il pri­mario Giuseppe Danzi e Vit­to­rio Dapret­to, pres­i­dente dei com­mer­cianti di Malcesine.