Un progetto che ha ricevuto un finanziamento di 41mila euro e che sarà rivolto in particolare alle donne

Un’offensiva anti-alcoltra lago e montagna

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Inci­den­ti stradali con migli­a­ia di deces­si e ricov­eri, tumori, cir­rosi epat­i­ca, infar­to emor­ragi­co, sui­ci­di, abor­ti, omi­ci­di, infor­tu­ni sul lavoro e in casa. Il peso dell’alcol è enorme. Opprime bam­bi­ni, gio­vani, donne, anziani, veste a lut­to la realtà e cos­ta a tut­ti noi mil­ioni di euro. «Un ele­fante non è una rosa» è l’iniziativa che, per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo, l’Acat (Asso­ci­azione club alcol­isti in trat­ta­men­to) del -Gar­da sta facen­do scattare sul ter­ri­to­rio in questo mese. È finanzi­a­ta per 41 mila euro dal Comi­ta­to di ges­tione (Coge) del fon­do spe­ciale per il volon­tari­a­to ed approva­ta dal Cen­tro servizi volon­tari­a­to (Csv) del­la Provincia.Il pro­gram­ma for­ma­ti­vo, che si svolge sul­la base del prog­et­to ideato dal­la dot­tores­sa Mile­na Maia dell’Acat Dolomi­ti di Bel­luno, è real­iz­za­to nel­la nos­tra provin­cia dalle Acat ader­en­ti: Acat Bal­do Gar­da, Bas­so Veronese, Adi­ge Lessinia, Verona Chie­vo e Verona Sud. È sta­to stu­di­a­to per le scuole alco­logiche ter­ri­to­ri­ali ed è aper­to a tut­ta la comu­nità, riv­olto dunque a Comu­ni, asso­ci­azioni sportive, di volon­tari­a­to e par­roc­chiali. L’obiettivo è pre­venire e com­bat­tere i rischi derivan­ti dall’uso dell’alcol e la coscien­za crit­i­ca dei rischi che il suo con­sumo com­por­ta. Per­ché l’alcol, una sostan­za psi­co-atti­va, agisce nell’organismo in modo sub­do­lo e diver­so. Non è nem­meno pos­si­bile, in base alle conoscen­ze attuali, iden­ti­fi­care le dosi di con­sumo alcol­iche «sicure» per la salute.«Questa sostan­za, assor­bi­ta dal­lo stom­a­co tan­to più velo­ce­mente quan­to più quest’organo è vuo­to, pas­sa nel fega­to per essere digeri­ta e si dif­fonde nei vari organi pri­ma di essere elim­i­na­ta anche attra­ver­so uri­na, feci, respiro, lat­te mater­no, lacrime e sudore», spie­ga Ele­na Tom­masi, respon­s­abile dell’Acat Bal­do Gar­da, che in questi giorni sta pro­gram­man­do, dal­la sede di Gar­da, una serie di incon­tri a Brenti­no Bel­luno, Cavaion, Capri­no, Coster­mano, Riv­o­li e sul­la Riv­iera degli Olivi.Il cal­en­dario sta per essere mes­so a pun­to, intan­to chi è inter­es­sato (enti pub­bli­ci e pri­vati, asso­ci­azioni) può chia­mare al 338 6283966. L’anno scor­so «Un ele­fante non è una rosa» è sta­to pre­sen­ta­to in 120 scuole del Vene­to, tra cui una trenti­na nel Veronese. «Chiedi­amo di con­tattar­ci, siamo pron­ti ad andare ovunque, quest’anno ad esem­pio sti­amo pen­san­do di coin­vol­gere anche le case di riposo, per­ché il prob­le­ma non riguar­da solo alcol­isti, ma anche chi sem­plice­mente assume far­ma­ci che pos­sono risultare non com­pat­i­bili con l’alcol», dice Tom­masi. «Inoltre deside­ri­amo sen­si­bi­liz­zare le donne, poiché più dif­fi­cil­mente smaltiscono ques­ta sostan­za che pas­sa al feto in caso di gravidanza».L’attività prevede due incon­tri a cura dell’équipe di lavoro for­ma­ta ad hoc (i «servi­tori» cioè gli oper­a­tori Acat, inseg­nan­ti e famiglie del club) che lavo­ra­no sem­pre in rete, in con­tat­to anche a liv­el­lo inter­provin­ciale. Sono pre­visti due incon­tri di due ore cias­cuno per ogni grup­po. «Uti­lizzi­amo l’approccio teatrale», premette Tom­masi. «Un attore, attra­ver­so un breve monol­o­go e dei luci­di, pre­sen­ta il servizio. Si pro­cede con un lavoro di grup­po e c’è un sec­on­do monol­o­go». La sec­on­da ser­a­ta prevede anco­ra il monol­o­go, dis­cus­sione dei luci­di e il coin­vol­gi­men­to dei presenti.Generalmente l’effetto è che si dis­cute il prob­le­ma e spes­so emer­gono rif­les­sioni spon­ta­nee, casi per­son­ali di rilie­vo per tut­ti. Insom­ma la pesan­tez­za viene a gal­la e la si può, in questo modo, affrontare (www.arcatveneto.it).

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