Ingentissimi i danni. Chiesto lo stato di calamità naturale

Uragano sul Garda bresciano

04/08/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Valtenesi

Sta­to di calamità nat­u­rale” è ques­ta la richi­es­ta che sta­mani, lunedì, ver­rà avan­za­ta alla Prefet­tura dai comu­ni del­la Valte­n­e­si a segui­to del vero e pro­prio dis­as­tro ambi­en­tale abbat­tutosi sul gran parte del ter­ri­to­rio del­la Valte­n­e­si nel nubifra­gio alle prime opre di domeni­ca mat­ti­na. quel­lo che si è pre­sen­ta­to ai pri­mi soc­cor­ri­tori giun­ti sui luoghi più col­pi­ti è sta­to un vero e pro­prio sce­nario di dis­truzione. Dif­fi­cile capire da dove iniziare la cronaca in quan­to tut­to era, ed è dis­as­troso. Iniziamo dal seg­nalare che, per for­tu­na, nel­la cat­a­strofe no vi è sta­ta nes­suna vit­ti­ma e questo gra­zie anche alla pri­ma onda­ta di ven­to e gran­dine che ha antic­i­pa­to di cir­ca un ora la dev­as­tante trom­ba d’aria che ha dis­trut­to tut­to quan­to incon­tra­va sul suo per­cor­so. 7 per­sone, ospi­ti del campeg­gio Rio, sit­u­a­to nel gol­fo delle Roman­ti­ca. Sonio state trasportate pres­so l’ospedale di Desen­zano dove i san­i­tari ne han­no deciso il ricovero. Per una di esse, una tur­ista tedesca, i san­i­tari han­no dovu­to inter­venire per un improvvi­so infar­to molto prob­a­bil­mente deriva­to dal grande spaven­to. Questi tur­isti si trova­vano all’interno delle loro roulotte, roves­cian­dole, al momen­to in cui la trom­ba d’aria si è abbat­tuta sul­la zona. 13 tur­isti si sono riv­olti poi alla Polizie Munic­i­pale del Servizio Pron­to inter­ven­to 24 ore, per chiedere aiu­to e soprat­tut­to allog­gio in quan­to le loro tende era­no andate com­ple­ta­mente dis­trutte. Un cit­tadi­no manerbese, Alfre­do Dughi, orga­niz­za­tore con IT’S srl del­la rasseg­na musi­cale degli anni ‘60/70/’80 che ha vis­to andare dis­trut­ta l’intera strut­tura del­la man­i­fes­tazione, dal gran­dis­si­mo pal­co in met­al­lo alle cucine e a moltissime delle 3500 sedie col­lo­cate nel cam­po sporti­vo tan­to che la ser­a­ta finale con Edoar­do Vianel­lo e rel­a­tivi fuochi arti­fi­ciali sono è sta­ta annul­la­ta, questo sig­nore dice­va­mo ha mes­so a dis­po­sizione del­la col­let­tiv­ità ben 7 camere con tre let­ti cias­cu­na pre­sen­ti in una suo sta­bile di Maler­ba. Ovvi­a­mente e per for­tu­na, non tuta la zona di pro­duzione del Gar­da Clas­si­co e Riv­iera del Gar­da è anda­ta com­ple­ta­mente – e lo sot­to­lin­ea Diego Pasi­ni pre­siedente del Con­sorzio Gar­da Clas­si­co – molti i vigneti dis­trut­ti ma molti anco­ra in piena pro­duzione. Un altro dei luoghi in cui la furia dev­as­ta­trice si è abbat­tuta è sta­ta la fab­bri­ca di bir­ra dei Fratel­li Avanzi in prossim­ità del Cro­ciale di Maner­ba. Qui la strut­tura è anda­ta qua­si com­ple­ta­mente dis­trut­ta. Il tet­to in strut­tura lamentare è sta­to let­teral­mente dis­trut­to con pezzi di trave in leg­no di 12 metri di lunghez­za per un peso di 7/8 quin­tali fat­ti volare ad un centi­naio di metri di dis­tan­za. Gran parte del­la Valte­n­e­si è rimas­ta sen­za ener­gia elet­tri­ca fino ver­so le ore 13 e, di con­seguen­za anche sen­za acqua. Molti quin­di i dis­a­gi delle strut­ture ricettive, alberghi, ris­toran­ti a cen­tri res­i­den­ziali. Moltissime le abitazioni, prati­ca­mente tutte quelle con scant­i­nati sot­to il liv­el­lo del suo­lo, sono state alla­gate. Migli­a­ia infine le autovet­ture che han­no subito gravis­si­mi dan­ni causati dal­la tem­pes­ta che, dicono i tes­ti­moni, è dura­ta almeno ven­ti minu­ti ed i cui chic­chi ave­vano le dimen­sioni di una pesca. “Sem­bra­no mat­toni in quan­to la gran­dine, l’ho vista di per­sona – ci rac­con­ta la tito­lare del ris­tor­nate “Ser­adel” –, ave­va la for­ma addirit­tura ret­tan­go­lare come veri mat­toni”. Fra tutte queste note dolen­ti da seg­nalare il pron­to inter­ven­to delle forze dell’Ordine messe in allarme da quel­la ora­mai insos­ti­tu­ibile pre­sen­za sul ter­ri­to­rio che è la pat­tuglia di Valte­n­e­si Sicu­ra pre­sente ed oprante 24 ore su 24. “già dal­la pri­ma tremen­da onda­ta – ci rac­con­ta il coor­di­na­tore del servizio Gian­fran­co Rossi – ave­va­mo intu­ito il peri­co­lo ed ave­va­mo provve­du­to a met­tere in allarme ed a richiedere inter­ven­ti da parte dei Grup­pi di . Era­no cir­ca le 2 di notte. Un’ora dopo l’inenarrabile e il dis­as­tro vero e pro­prio. Per for­tu­na che il pri­mo nubifra­gio ha mes­so in allarme anche gran parte delle per­sone pre­sen­ti nelle roulotte e nelle tende facen­do­lo for­tu­nata­mente uscire all’aperto e met­ten­dole cosi indi­ret­ta­mente in sal­vo. Se la sec­on­da ondate delle ore 3 cir­ca, non fos­se sta­ta così pre­an­nun­ci­a­ta sicu­ra­mente avrem­mo potu­to trovar­ci di fronte a bilan­ci, e par­lo di vite umane, ben più gravi. “Gravi dan­ni all’agricoltura con­fer­ma Gian­fran­co Com­in­ciali sin­da­co di Pueg­na­go e colti­va­tore che ha vis­su­to in diret­ta la notte -. Molte piante di uli­vo sono state divelte e la gran­dine ha con­tribuito a dan­neg­gia­re seri­amente non sola­mente la pro­duzione attuale ma, per la vite anche quel­la del­la prossi­ma anna­ta e, per gli uli­vo, anche quelle dei prossi­mi anni. Il cen­tro di Pueg­na­go è rimas­to prati­ca­mente iso­la­to fino a tar­da mat­ti­na­ta in quan­to tutte le strade di acces­so era­no ostru­ite da alberi cadu­ti sulle strade”. A Moni­ga il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni lamen­ta­va invece la totale assen­za di repar­ti del­la Pro­tezione Civile e forse questo per­ché impeg­nati in altri luoghi dove vi era­no, come det­to, serie pre­oc­cu­pazioni per l’incolumità delle per­sone. Diverse anche le auto rimaste sot­to alberi cadu­ti in prossim­ità di parcheg­gi o ai lati di strade. Insom­ma qua­si un bol­let­ti­no di guer­ra, o meglio di dis­truzione che moltissi­mi tur­isti domeni­cali han­no potu­to vedere di per­sona men­tre in una lun­ga ed inter­minabile coda, ver­so el ore 13, atten­de­vano di pot­er arrivare sulle spi­agge per trascor­rere, per loro, una mez­za gior­na­ta di relax.

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