Particolare iniziativa all’alberghiero Carnacina per testare un nuovo modulo didattico. Dall’antipasto al dessert ispirandosi agli aztechi e al film Chocolat

Va in tavola «giramondo cioccolato»

25/02/2003 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Il cioc­co­la­to fa strani scherzi. Provo­ca una sot­tile o inten­sa sen­sazione di piacere, può agitare, è ener­geti­co e leg­ger­mente sti­molante, pun­go­la la memo­ria, viva­ciz­za l’attenzione, scac­cia la depres­sione, ma provo­ca pure inver­sioni di ruoli. Ques­ta reazione, a dif­feren­za delle prime che sono spes­so sogget­tive, si è riv­e­la­ta in tut­ta la sua ogget­tiv­ità ven­erdì 21 feb­braio all’istituto d’istruzione supe­ri­ore Lui­gi Car­naci­na di Bar­dolino. Per un’inedita eserci­tazione spe­ciale orga­niz­za­ta dagli inseg­nan­ti delle clas­si sec­on­da C ed E gli alun­ni non sono rimasti in classe, più o meno tran­quil­la­mente acco­mo­dati ai pro­pri posti, ma, parati come il bon ton del­la più rig­orosa “mise en place” coman­da, han­no fat­to sedere i pro­fes­sori ser­ven­doli dall’antipasto al dolce con i più pre­li­bati mani­caret­ti. Tut­to a base di cioc­co­la­to. Per l’occasione non pote­va man­care il pre­side Arman­do Gal­li­na. Entu­si­as­ta di «gira­mon­do cioc­co­la­ta», il mod­u­lo pro­pos­to dai suoi inseg­nan­ti, ha invi­ta­to a pran­zo un pool d’eccezione. Sono arrivati Romano Brus­co, asses­sore alla cul­tura di Bar­dolino, Gio­van­ni Varanel­li, provved­i­tore agli stu­di quan­do l’istituto, nel 1973, fu fonda­to, Sal­va­tore Fini, già pre­side al liceo clas­si­co Sci­p­i­one Maf­fei, Giuseppe Pimaz­zoni, sin­da­co di Gar­da quan­do fu cre­ato il liceo sci­en­tifi­co, sezione asso­ci­a­ta al Car­naci­na e Diana Seni­gal­lia, moglie del sin­da­co di Verona Pao­lo Zan­ot­to, qui in veste di ex pro­fes­sores­sa. I veri pro­tag­o­nisti sono sta­ti comunque stu­den­ti e inseg­nan­ti. L’idea del pran­zo a base di cioc­co­la­ta nacque qua­si per scher­zo, ad un con­siglio di classe. «In Ital­iano face­va­mo una relazione sulle sen­ten­ze del­la Corte di Gius­tizia Euro­pea in mate­ria di cioc­co­la­to nei con­fron­ti di Spagna e Italia, con­dan­nate per aver vieta­to la com­mer­cial­iz­zazione con la denom­i­nazione “cioc­co­la­to” di prodot­ti con­te­nen­ti sostanze grasse veg­e­tali diverse dal bur­ro di cacao», spie­ga l’insegnante Manuela Fusel­li. «I due pae­si avreb­bero volu­to che la pre­sen­za di tali sur­ro­gati fos­se seg­nala­ta, per­ché da essa dipende la gen­uinità del cioc­co­la­to». E Lucia Rossi, inseg­nante di ali­men­tazione: «Pen­sam­mo ad un mod­u­lo sul cioc­co­la­to che si pote­va trasfor­mare in un piacev­ole pran­zo e pro­va di degus­tazione a tema. Il nos­tro più grande spon­sor è sta­to il pre­side, i ragazzi han­no lavo­ra­to benis­si­mo». Sono sta­ti ai for­nel­li con Ciro De Maio, pro­fes­sore di lab­o­ra­to­rio di pro­duzione (cuci­na) e in sala, segui­ti da Faus­to Fani­ni, di lab­o­ra­to­rio di ven­di­ta (sala). Por­ta­ta per por­ta­ta, han­no introdot­to il menu. In ordine sono arrivati: for­mag­gi e pere con sal­sa al cioc­co­la­to; tagli­atelle di cacao veg­e­tar­i­ane; fesa di tacchi­no con sal­sa al cioc­co­la­to, patate di man­dor­le e zuc­chine Azteche e, pri­ma del caf­fè, un torti­no di Vianne, ispi­ra­to al film Choco­lat di Lasse Hall­strom. La fes­ta è sta­ta un tripu­dio. «I ragazzi han­no trova­to mate­ri­ale su lib­ri e Inter­net sco­pren­do una let­ter­atu­ra vastis­si­ma», com­men­ta Fani­ni, «siamo all’inizio, sul tema lavor­ere­mo anco­ra».