A Rivoltella del Garda la prima del musical rock “Nuovo Mondo”

18/12/2013 in Musica
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Di Luigi Del Pozzo

Va in sce­na ques­ta domeni­ca 22 dicem­bre alle ore 15 nel Teatro San Michele (Riv­oltel­la) la pri­ma del musi­cal rock “Nuo­vo Mon­do”, uno spet­ta­co­lo ined­i­to, con la com­pag­nia teatrale del­la Par­roc­chia di Riv­oltel­la “I 20 e le Men­ti”. Ingres­so libero.

Nuo­vo Mon­do – Il Musi­cal” è un’opera rock che ha vis­to impeg­nati per qua­si due anni oltre quar­an­ta artisti: autori, musicisti, can­tan­ti, core­ografi, scenografi, cos­tu­misti, tec­ni­ci luci-audio-video, attori-bal­leri­ni-can­tan­ti. Una sto­ria pen­sa­ta e scrit­ta per i ragazzi, ma adat­ta a qual­si­asi età, dove si par­la di temi impor­tan­ti: la lib­ertà, il cor­ag­gio, l’amicizia e l’amore, la forza di credere nei sog­ni e nel­la vita… tut­to in chi­ave rock. Un’idea che real­iz­za anche uno dei sog­ni del com­pianto don Luca Nic­o­cel­li, fonda­tore del Prog­et­to , lega­to sia alla com­pag­nia teatrale che alla par­roc­chia di Riv­oltel­la e che da anni sog­na­va un musi­cal ined­i­to, d’impronta rock.

Nuo­vo Mon­do, una sto­ria orig­i­nale, idea­ta e scrit­ta da Ste­fano Romani­ni, co-sceneg­gia­ta da Bar­bara Favaro e con­seg­na­ta alla regia di Marisa Binat­ti, alla direzione de “I 20 e le Men­ti”, la com­pag­nia teatrale dell’oratorio di San Michele di Riv­oltel­la del Gar­da. Musiche e liriche orig­i­nali scritte da Ste­fano Romani­ni ed ese­gui­te da un car­net di musicisti pro­fes­sion­isti.

La sto­ria è ambi­en­ta­ta nel 2150 su Nuo­vo Mon­do, un piane­ta che solo qualche anno pri­ma veni­va chiam­a­to Ter­ra. In questo nuo­vo ordi­na­men­to la Inspec­tio Cor­po­ra­tion, per il bene dell’umanità, ha il con­trol­lo su tut­to e tut­ti. Ogni for­ma d’arte viene manipo­la­ta affinché non risul­ti sovver­si­va, i sen­ti­men­ti sono defin­i­ti debolezze del genere umano e per­tan­to ven­gono dis­prez­za­ti e sop­pres­si. I ragazzi di Nuo­vo Mon­do ven­gono cresciu­ti e “ammaes­trati” per essere all’altezza delle aspet­ta­tive di una soci­età per­fet­ta, ma la per­fezione ha un prez­zo e non tut­ti sono dis­posti a pagar­lo, non se viene chiesto loro di sac­ri­fi­care la pro­pria lib­ertà.

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