L'associazione veronese "La voce dei conigli" denuncia l'emergenza: "troppi abbandoni e maltrattamenti".

Vacanze da incubo per i poveri conigli…

14/09/2013 in Attualità
Di Francesca Gardenato

Scuole iniziate, vacanze archivi­ate. Ma i ricor­di restano e pos­sono essere amari: per alcu­ni le ferie sono un sog­no, per altri si trasfor­mano in un incubo.

Non allu­di­amo a truffe del­la rete o a situ­azioni di crisi, ma a un prob­le­ma “di casa”, per chi in ferie non ci va e rischia di finire in mez­zo a un cam­po o a una stra­da. Quan­do arri­va il momen­to di fare la vali­gia, gli ami­ci a quat­tro zampe diven­tano sco­mo­di e rischi­ano l’abbandono. Per­ché non sem­pre è pre­vis­to un pos­to in aereo o in bat­tel­lo anche per loro: un po’ per pigrizia, un po’ per i costi e la sco­mod­ità di viag­gia­re con un trasporti­no al segui­to, sta di fat­to che l’animale da affezione finisce vit­ti­ma di una defezione. Se negli anni scor­si si parla­va soprat­tut­to di abban­doni di cani e gat­ti, quest’estate alla lista degli ‘espul­si’ si sono aggiun­ti i  conigli. Aumen­tati nelle case dei verone­si (e degli ital­iani in gen­erale) per sfizio, moda, capric­cio o sem­plice curiosità, i cuc­ci­oli dalle orec­chie lunghe sono spes­so pro­mossi dai com­mer­cianti come ani­malet­ti “low cost” e a “bas­sa manuten­zione”, che diven­tano sco­mo­di appe­na si sco­pre che invece han­no bisog­no di cure e un’alimentazione par­ti­co­lare, tem­pi sup­ple­men­tari e assis­ten­za non pre­vista.

L’innamoramento è breve. Da batuffoli mor­bi­di, sim­pati­ci e coc­colosi, di poco ingom­bro e pochi sol­di, finis­cono vit­time di brutte delu­sioni. «Non che gli abban­doni siano da meno negli altri mesi dell’anno, ma in estate è una vera emer­gen­za, per­ché sono un ‘impic­cio’», denun­cia Bet­ty Pace, ref­er­ente veronese dell’associazione “La voce dei conigli”, onlus nata nel 2007 per amore ver­so gli ani­mali e dei conigli in par­ti­co­lare. «Il fenom­e­no dei loro abban­doni è in cresci­ta e in qualche modo van­no recu­perati e affi­dati a famiglie in gra­do di pren­der­sene cura», chiosa la pres­i­dente Cinzia Sona, ideatrice del prog­et­to pri­ma tramite il sito web (cre­ato nel 2002), poi con l’azione di volon­tari­a­to conosci­u­ta in tut­to il Vene­to e nel Nord Italia.

La gente deve andare in vacan­za e «arri­va da noi per­ché non può portare il coniglio con sé, quin­di da qualche parte va las­ci­a­to. Le per­sone ci chia­mano e dicono: “Cosa me ne fac­cio?”, pre­tendono una soluzione in tem­pi bre­vi, un out out che las­cia sen­za scam­po. Il pet-sit­ter cos­ta trop­po, l’aereo è preno­ta­to, c’è un’improvvisa aller­gia… Tante scuse e, se non inter­ve­ni­amo, è facile che la besti­o­la fac­cia una brut­ta fine». E con­tin­ua la pres­i­dente: «Al momen­to abbi­amo in stal­lo 25 conigli che avreb­bero bisog­no di famiglie, per affi­di o adozioni. Non è solo l’estate: anche quan­do una cop­pia si divide, la sep­a­razione por­ta con sé un abban­dono dell’animale domes­ti­co, se non si arri­va a un accor­do, e anche li occorre inter­venire. Insom­ma l’e­mer­gen­za avan­za!»

Un appel­lo urgente, quel­lo lan­ci­a­to da Bet­ty Pace, che subito pre­cisa come il coniglio non sia un ani­male facile da gestire e, pro­prio per­ché “frain­te­so”, rischia di finire male. Com­plice il com­mer­ciante, aggiunge Bet­ty, «che lo vende come un gio­cat­toli­no a bas­sa manuten­zione. Ma quel­lo che si tro­va nel negozio non è un coniglio nano, è un cuc­ci­o­lo e crescerà. Anche se, stac­ca­to trop­po presto dal­la madre e sen­za le pro­tezioni che derivano dall’allattamento, nel giro di un mese rischia di morire. Se per i cani c’è una nor­ma­ti­va che vieta la ven­di­ta pri­ma di una cer­ta età, per il coniglio non esiste anco­ra nul­la».

Siamo di fronte a una situ­azione rel­a­ti­va­mente nuo­va, la gente è affas­ci­na­ta ma dis­in­for­ma­ta. «Il negoziante pro­pone un tipo di ali­men­tazione sbagli­a­ta: lo fa pas­sare per un graniv­o­ro, dicen­do che si accon­tenta di mais e granaglie pur di vender­lo, ma non è un uccel­lo né un pap­pa­gal­lo. L’idea è un retag­gio del mon­do con­tadi­no, quan­do il coniglio veni­va ingras­sato per finire in padel­la nel giro di pochi mesi».

Ma il coniglio domes­ti­co, se cor­ret­ta­mente gesti­to, può arrivare anche fino a 10 anni o anche oltre. «Deve man­gia­re erba, fieno (al  50–60%) ma anche insala­ta o sedano cru­di, carote poche per­ché trop­po dol­ci. Va ster­il­iz­za­to e vac­ci­na­to, come un cane o un gat­to. Ha purtrop­po un ele­va­to ris­chio di con­trarre tumori (le fem­mine fino all’80%), per­ché in natu­ra i conigli sono ‘pro­gram­mati’ per ripro­dur­si il più pos­si­bile. Se in natu­ra la vita media è di 2–3 anni per­ché ci sono preda­tori come la volpe, la faina, il lupo… in cat­tiv­ità l’età si estende fino ai dieci anni, ma dopo i tre anni l’organismo com­in­cia ad andare in tilt e a svilup­pare tumori. Ed è per questo che caldeg­giamo la ster­il­iz­zazione». Si può tenere in casa il coniglio? «Sì, l’importante è tenere in appar­ta­men­to una cas­set­ta per i bisog­ni, come un gat­to, e tenere sem­pre del­la ver­du­ra fres­ca in fri­go». Il coniglio è del­i­ca­to e va capi­to. È una pre­da, con una sua psi­colo­gia: «è fur­bo, anche ruf­fi­ano, impara velo­ce­mente per­ché gli serve per difend­er­si, sa essere molto sim­pati­co e affet­tu­oso, ma ha pau­ra di tut­to. Ha il ter­rore di viag­gia­re, si spaven­ta per ogni rumore e non è facile por­tar­lo in auto, sof­fre molto il cal­do e sopra i 27 gra­di rischia di star male».

La sede del­la Voce dei conigli è a Verona, in caso di abban­doni è pos­si­bile con­tattare i volon­tari tramite il sito www.lavocedeiconigli.it, dove si trovano rif­les­sioni, infor­mazioni e con­sigli utili, nom­i­na­tivi dei vet­eri­nari spe­cial­iz­za­ti e altre notizie su come trattare un coniglio appe­na adot­ta­to, acquis­ta­to o trova­to.