Ambiente & Economia . Una nuova iniziativa per la tutela del territorio e uno sviluppo ecocompatibile Lo chiedono gruppi e associazioni che promuovono una raccolta di firme

Valeggio e Peschiera nel parco del Mincio

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Ormai è tem­po che i Comu­ni di Valeg­gio e Peschiera entri­no nel Par­co del Min­cio, sia per fornire un’occasione di svilup­po ecososteni­bile al ter­ri­to­rio, sia per ridurre l’impatto di mil­ioni di vis­i­ta­tori sul che rischia di col­las­sare. Questo han­no sostenu­to a Borghet­to, da sem­pre pun­to di tran­si­to tra la spon­da veronese e quel­la man­to­vana, una serie di grup­pi e asso­ci­azioni, Italia Nos­tra, LegAm­bi­ente, Wwf, Comi­ta­to per il par­co delle , Grup­po eco­logi­co di Peschiera (Gep), Gente di Lago, Comi­ta­to di Salionze, che han­no lan­ci­a­to una petizione popo­lare per chiedere che i Comu­ni di Valeg­gio e Peschiera aderiscano al Par­co del Min­cio. Le firme, che ven­gono rac­colte a par­tire da oggi in vari pun­ti del­la (si inizia da Borghet­to), saran­no poi invi­ate al pres­i­dente del­la Repub­bli­ca, al min­istro per l’ambiente, ai par­la­men­tari elet­ti nei col­le­gi di com­pe­ten­za, ai pres­i­den­ti delle Regioni Vene­to e Lom­bar­dia, delle Province di Verona e Man­to­va, oltre ai sin­daci dei due Comu­ni. «È recente un pro­nun­ci­a­men­to degli alber­ga­tori garde­sani», dice Michele Bertuc­co, pres­i­dente provin­ciale di Legam­bi­ente, «che sot­to­lin­eano la neces­sità di bloc­care la cemen­tifi­cazione e di diluire in aree vicine i mil­ioni di vis­i­ta­tori che altri­men­ti rischiereb­bero di met­tere in crisi l’intero sis­tema. L’adesione di Valeg­gio e Peschiera al par­co man­to­vano del Min­cio potrebbe far sì che ques­ta, assieme a quel­la del , diven­ti un’area di rifer­i­men­to. Cer­to, bisognerebbe coni­u­gare la tutela del ter­ri­to­rio con lo spazio per attiv­ità eco­nomiche che non lo stravol­gano». Lo con­fer­ma Tatiana Fac­cin­cani, respon­s­abile del Wwf vil­lafranch­ese e mem­bro del diret­ti­vo dell’istituendo Par­co delle colline moreniche: «Per­ché rin­un­cia­re al mar­chio di un par­co, con gli effet­ti ben­efi­ci che avrebbe su vari aspet­ti, dall’enogastronomia all’agricoltura? In tut­ta Italia e anche da noi stan­no crescen­do ciclo­tur­is­mo ed eno­tur­is­mo, ma bisogna orga­niz­zare l’offerta tur­is­ti­ca per trarne van­tag­gi sen­za esserne schi­ac­ciati, vis­to che poi chi si muove cer­ca un ambi­ente nat­u­rale e vivi­bile». Che Valeg­gio e Peschiera pos­sano ampli­are l’offerta del Par­co del Min­cio per la loro par­ti­co­lare valen­za stori­co-cul­tur­ale, oltre che per la ric­ca enogas­trono­mia, è appar­so chiaro anche al con­siglio del Par­co del Min­cio man­to­vano. «L’impegno pri­or­i­tario di questo manda­to», dichiara Car­lo Salet­ta, mem­bro del con­siglio di ammin­is­trazione, «è pro­prio quel­lo di fare di tut­to per ottenere l’ade­sione dei comu­ni verone­si, con­siderati essen­ziali in un ter­ri­to­rio sostanzial­mente omo­ge­neo che com­prende Mon­zam­bano e Pon­ti sul Min­cio». Sull’adesione dei due Comu­ni verone­si s’è poi espres­so Man­lio Bom­pieri, del Gep, che ha por­ta­to l’appoggio al prog­et­to del sin­da­co di Peschiera, Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, anche se per il momen­to a liv­el­lo per­son­ale. Per l’ambientalista valeg­giana, Elisa Ram­bal­do, «i tem­pi sono maturi per un salto di qual­ità che vuol dire anche atti­vare servizi per le tante per­sone che affol­lano la cicla­bile e Borghet­to, pre­dispo­nen­do un noleg­gio di bici­clette, pun­ti infor­ma­tivi e così via. Perdere ulte­ri­or­mente tem­po vor­rebbe dire che ci sono altri inter­es­si for­ti e che la lob­by del cemen­to è più forte del­l’in­ter­esse del­la collettività».