Allerta del Servizio forestale, pronto un piano di interventi

Valli intasate verso il lagoRischio di inondazioni

03/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Ris­chio allaga­men­ti e frane sul­la Riv­iera degli Olivi, per­ché decine di val­li e val­lette di sco­lo dell’acqua pio­vana, sono state sof­fo­cate dall’uomo. Occu­pate da con­dot­ti del gas e cavi, quadri dell’energia elet­tri­ca, tubi di plas­ti­ca, persi­no dal col­let­tore. Altre, mascher­ate dal bitume, sono state tra­mu­tate in strade e han­no per­so la loro fun­zione idro­ge­o­log­i­ca drenante. Molti sboc­chi finali sono sta­ti «inqua­drati» in stret­ti tombi­ni di cemen­to, occu­pati da ter­rapi­eni e muri. Qual­cuno nel­la sua val­let­ta preferi­ta ha persi­no sis­tem­ato sedie, tavoli­ni e pianta­to gerani. Così questi scoli, ormai strette con­dotte, pos­sono in ogni momen­to strari­pare; un ris­chio che non è solo teorico.L’allarme arri­va dal Servizio fore­stale regionale che, sul­la spon­da occi­den­tale del , ha con­trol­la­to il trat­to da Pun­ta San Vig­ilio a Mal­ce­sine. Dopo i sopral­lu­oghi, il piano d’intervento. Ogni più pic­co­lo sot­toservizio o intral­cio «abu­si­vo» sarà indi­vid­u­a­to, poi si cercherà di sanare ques­ta situ­azione chieden­do anche la col­lab­o­razione degli enti ter­ri­to­ri­ali inter­es­sati, Comu­ni «in prim­is». Le val­lette dema­niali che sboc­cano a lago por­tan­do a valle l’acqua pio­vana dal­la mon­tagna, sono tan­tis­sime: cir­ca 150. Le zone «rosse», dove urge inter­venire, sono a Tor­ri, in par­ti­co­lare ad Albisano, dove questi scoli sono 62, a Bren­zone che ne con­ta 61 e a Mal­ce­sine che ne ha 36.«Quando le piogge sono improvvise e l’acqua scorre ritrovan­do tut­ta l’energia del cor­so a regime tor­ren­tizio, queste val­lette, ridotte nel tem­po a restring­i­men­ti appar­ente­mente inat­tivi, tor­nano ad avere la loro indis­pens­abile fun­zione di regi­mazione», dice Anna Pao­la Per­az­zo­lo, prog­et­tista e diret­tore ai lavori per l’area Monte Bal­do. «L’uomo, forse per­ché quest’attività è saltu­ar­ia, pare aver dimen­ti­ca­to tale loro scopo e il fat­to che l’acqua può essere rovi­nosa. Così le val­li sono state manomesse in modo dras­ti­co, inter­rompen­done spes­so la con­ti­nu­ità o costru­en­dovi infra­strut­ture». Ma l’acqua scende in ogni caso e, se un tem­po si incanala­va negli implu­vi nat­u­rali, ora si dis­perde dis­or­di­nata­mente sul ter­ri­to­rio traciman­do persi­no sulle strade.Il Sevizio ha redat­to un piano d’intervento, con­cen­tran­dosi in ques­ta fase sulle situ­azioni più a ris­chio, quelle dove la , com­p­lessa e arti­co­la­ta, ha aggra­va­to il prob­le­ma. Ecla­tante è la situ­azione lun­go la stra­da che da Tor­ri sale a tor­nan­ti ver­so Albisano, attra­ver­san­do in più pun­ti numerose val­lette dema­niali, come la Valle del­la Sorte, la Valle San Fausti­no, la Valle Qua­radel­la, la Colon­ga, la Valle San­ta Croce, la Valle del Cop. «Sono spes­so state inter­rate pro­prio nei pun­ti d’attraversamento viario, men­tre sarebbe sta­to oppor­tuno costru­ire man­u­fat­ti che avreb­bero favorito lo scorrimento».«La situ­azione è tal­mente alter­ata dal­la pre­sen­za in alveo di strade, fab­bri­cati, ter­rapi­eni e sot­toservizi che, per lavo­rare con effi­ca­cia, chiedi­amo l’impegno e la col­lab­o­razione di quan­ti, in qualche modo, han­no negli anni con­tribuito a ques­ta situ­azione», è l’appello di Perazzolo.[FIRMA]

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