Domani e martedì assemblee a Ca’ Montagna e Lumini per discutere del progetto edilizio. «Una scelta miope che riempie il paese di residence e non migliora i servizi»

Valmasson, albergatori contro

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il prog­et­to per Val­mas­son, il futuro cen­tro del paese, con­tin­ua a far dis­cutere, così dopo due assem­blee pub­bliche indette dal comi­ta­to di dife­sa di San Zeno ora è il turno dell’amministrazione comu­nale, che ha deciso di scen­dere in piaz­za con due incon­tri aper­ti ai cit­ta­di­ni: domani alle 20,45, in sala con­sil­iare a Palaz­zo Cà Mon­tagna e mart­edì, con lo stes­so orario, nel­la frazione di Lumi­ni, in sala par­roc­chiale. Assem­blee che, sec­on­do l’associazione degli alber­ga­tori, avreb­bero potu­to svol­ger­si pri­ma dell’approvazione del piano par­ti­co­lareg­gia­to, che la giun­ta ha vota­to il 2 dicem­bre scor­so. Lo scrivono in pre­mes­sa nelle osser­vazioni che han­no pre­sen­ta­to al piano, segui­te a quelle del comi­ta­to di dife­sa e delle asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste di Legam­bi­ente e Italia Nos­tra. Così anche gli alber­ga­tori scen­dono in cam­po diret­ta­mente con­tro il piano vota­to dal Comune, pre­cisan­do: «Dopo aver inutil­mente chiesto con let­tera del 16 aprile 2005 di avere un incon­tro aper­to con l’amministrazione nel mer­i­to degli inter­ven­ti per Val­mas­son, ora rite­ni­amo oppor­tuno pre­sentare queste osser­vazioni, essendo sta­ta evi­ta­ta la con­cer­tazione». Le osser­vazioni sono dis­tinte in tec­niche e politiche. Sostanzial­mente gli alber­ga­tori crit­i­cano le altezze degli edi­fi­ci e la vol­ume­tria pro­pos­ta per l’edificato, affer­man­do: «Non è nos­tra inten­zione oppor­ci alla real­iz­zazione del­la piaz­za, inten­den­do per essa un luo­go di aggregazione e di social­ità, che si può prog­ettare in molti modi, esclu­so quel­lo di creare uno spazio vuo­to intorno al quale orga­niz­zare un quartiere res­i­den­ziale». Gli alber­ga­tori ironiz­zano: «Ma è questo che ci man­ca? Una per­ife­ria in cen­tro? In realtà la nos­tra piaz­za dovrebbe diventare un luo­go dove spostare servizi per i cit­ta­di­ni, che ora sono per­iferi­ci». Gli alber­ga­tori inoltre entra­no nel det­taglio sot­to­lin­e­an­do come la real­iz­zazione delle opere pub­bliche avver­rà per ulti­ma, con la pro­ce­du­ra dei lavori per stral­ci. Pon­gono l’accento anche sull’auditorium: «Con­cepi­to in orig­ine come opera pub­bli­ca, che invece rimar­rà di pro­pri­età pri­va­ta, poiché sem­bra ovvio che alla con­ven­zione che ne prevede l’acquisto a prez­zo di mer­ca­to non ver­rà data attuazione, con­sid­er­a­to che l’amministrazione non sarà in gra­do di affrontare la spe­sa». L’associazione con­clude sot­to­lin­e­an­do l’aspetto politi­co: «Siamo pron­ti a dis­lo­care megas­trut­ture sul ter­ri­to­rio e gio­co­forza des­tinare ad usi diver­si le strut­ture esisten­ti, trasfor­man­doli in ulte­ri­ori res­i­dence? Siamo pron­ti a mod­i­fi­care la ges­tione delle nos­tre strut­ture, in mag­gior parte a ges­tione famil­iare, per far­le diventare ges­tioni di tipo indus­tri­ale? Cre­di­amo che gli ammin­is­tra­tori deb­bano ripen­sare allo svilup­po pos­si­bile del tur­is­mo». Nel frat­tem­po il comi­ta­to per la dife­sa di San Zeno ha pros­e­gui­to con la rac­col­ta di firme per indire un ref­er­en­dum con­sul­ti­vo, come pre­vis­to dal­lo statu­to comu­nale. Il 3 gen­naio ha con­seg­na­to al sin­da­co, Adri­ano Peretti, 317 firme di res­i­den­ti votan­ti, una pri­ma tor­na­ta di ade­sioni alle quali andran­no ad aggiunger­si quelle rac­colte nei giorni suces­sivi. I respon­s­abili del comi­ta­to, con un comu­ni­ca­to, pre­cisano: «Ringrazi­amo il sin­da­co per l’impegno assun­to nell’assemblea, da noi pro­mossa, di avviare la con­sul­tazione popo­lare per dare un futuro diver­so a Val­mas­son. Il comi­ta­to sarà pre­sente alle assem­blee pro­mosse dall’amministrazione, per rib­adire la neces­sità che il prog­et­to ven­ga riti­ra­to e si avvii una dis­cus­sione ampia per una sis­temazione che vada a riqual­i­fi­care piaz­za Schena». L’iter del prog­et­to, dopo la sca­den­za dell’ per la pre­sen­tazione delle osser­vazioni, ora prevede la con­vo­cazione del con­siglio comu­nale per l’esame delle osser­vazioni e per il voto d’adozione del piano par­ti­co­lareg­gia­to. Rimane l’interrogativo ref­er­en­dum: l’amministrazione accetterà la con­sul­tazione popo­lare, pri­ma o dopo il voto del con­siglio comu­nale? Il cli­ma in propos­i­to è teso; il sin­da­co non sem­bra più così sicuro delle promesse espresse in assem­blea di fronte ai cit­ta­di­ni e si ris­er­va di illus­trarne le moti­vazioni nell’incontro di domani.

Parole chiave: