La «Tourist coop» ha presentato in grande stile i programmi promozionali per il 2002

Valtenesi, tutto per le vacanze: fiere, guide e percorsi in bicicletta

20/09/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nei giorni scor­si, l’acqua del lago ave­va davvero un aspet­to minac­cioso. E la Baia del ven­to, tra il por­to di Portese e la pun­ta dei Grosti, urla­va la rab­bia di un tem­po­rale in arri­vo. Per pre­sentare i suoi pro­gram­mi, la «Tourist coop Valte­n­e­si», che rag­grup­pa gli oper­a­tori tur­is­ti­ci del­la zona, ave­va scel­to l’, di pro­pri­età del­la famiglia Cavaz­za (la madre, Char­lotte Chetwynd Tal­bot, inglese, e sette figli). Taglian­do le onde come nov­el­li Mosè, i Con­soli­ni han­no trasporta­to sui loro moto­scafi alber­ga­tori, campeg­gia­tori, tito­lari di vil­lag­gi tur­is­ti­ci, l’assessore provin­ciale , sin­daci (Ambro­gio Flo­ri­oli di San Felice, di Maner­ba, Mas­si­mo Polli­ni di Moni­ga) e quant’altri. Una visi­ta all’isola, poi la relazione del pres­i­dente del­la coop. «Da undi­ci anni ci occu­pi­amo del­la pro­mozione uni­taria delle nos­tre aziende e del­la Valte­n­e­si — ha ricorda­to -. Il nos­tro obi­et­ti­vo è di coin­vol­gere tutte le strut­ture ricettive (e non). Vogliamo innanz­i­tut­to diventare vis­i­bili, acqui­s­tan­do o affit­tan­do un uffi­cio al Cro­ciale di Maner­ba, con una imp­ie­ga­ta che lavor­erà per noi». Queste le attiv­ità pro­gram­mate per il 2002. «Inten­di­amo parte­ci­pare ad almeno dieci fiere. Alle prin­ci­pali (Mona­co, Stoc­car­da, Utrecht, Hern­ing) man­der­e­mo nos­tro per­son­ale. Poi Berna, Ambur­go, Berli­no, Friedrichshafen, Sal­is­bur­go, Anver­sa. La Provin­cia di Bres­cia acquista gli spazi nelle diverse man­i­fes­tazioni, las­cian­do la ges­tione a con­sorzi e coop­er­a­tive. Abbi­amo poi stanzi­a­to una venti­na di mil­ioni per il sito www.gardavaltenesi.com, con link sui prin­ci­pali siti ded­i­cati al lago». Inoltre, la coop ha già ristam­pa­to il vade­me­cum (con­tiene una descrizione in varie lingue dei sette comu­ni, con l’elenco di attrez­za­ture sportive, orari dei bus e man­i­fes­tazioni), «ora ripub­blicher­e­mo il cat­a­l­o­go in 30 mila copie, da dis­tribuire nelle fiere e negli uffi­ci Enit. Chi acquis­terà una pag­i­na intera ricev­erà in comoda­to gra­tu­ito due bel­lis­sime bici­clette da met­tere a dis­po­sizione dei suoi ospi­ti». Il prog­et­to due ruote è uno dei pun­ti carat­ter­is­ti­ci del pro­gram­ma. «Stam­per­e­mo una nuo­va pub­bli­cazione, con tut­ti i per­cor­si per moun­tain bike — ha pros­e­gui­to Righet­ti -. Seg­nalere­mo i per­cor­si con appo­site frec­ce, che installere­mo, e ci con­ven­zioner­e­mo con trat­to­rie, can­tine e agri­t­ur­is­mo per la sos­ta dei ciclisti. Ogni strut­tura avrà a dis­po­sizione le bici (200–300 in totale). E potrem­mo arrivare a una set­ti­mana sui ped­ali, come a Cese­n­ati­co, dove centi­na­ia di appas­sion­ati affol­lano il lun­go­mare e l’entroterra nel­la bas­sa sta­gione». All’incontro ha parte­ci­pa­to anche Pier Gior­gio Tog­ni, diret­tore gen­erale dell’Enit, arriva­to apposi­ta­mente da Roma. «Non conosce­vo nem­meno l’esistenza di ques­ta mer­av­igliosa iso­la, e sono con­tento di avere accetta­to il vostro invi­to — ha det­to Tog­ni, l’uomo forte dell’ente che, con i propri…tentacoli, pub­bli­ciz­za il tur­is­mo ital­iano in tut­to il mon­do -. Voglio lan­cia­re due mes­sag­gi. Gli even­ti di New York avran­no riper­cus­sioni sui bilan­ci di set­tem­bre, otto­bre e novem­bre. Ma è indis­pens­abile rialzarsi e con­tin­uare a muover­si. Non dob­bi­amo pianger­ci addos­so. Se pos­si­bile, pur nell’orrore di quan­to suc­ces­so, occorre far fin­ta di nul­la e tirare avan­ti. Altri­men­ti fare­mo il gio­co di chi intende fer­mare il pro­gres­so. Men­tre arriva­vo qui, ho sen­ti­to il nos­tro del­e­ga­to negli Sta­ti Uni­ti. E l’ho invi­ta­to a non can­cel­lare le gran­di inizia­tive già pro­gram­mate a New York». L’altra con­sid­er­azione: «Il tur­is­mo res­ta la pri­ma indus­tria al mon­do. Recen­te­mente abbi­amo aper­to uffi­ci anche in India, Cile, Corea e Brasile. Esistono poten­zial­ità sconosciute, soprat­tut­to nell’Europa dell’Est. Ma la qual­ità la potete garan­tire soltan­to voi, alles­ten­do per­cor­si pedonali, curan­do le inseg­ne, par­lan­do le lingue straniere, sal­va­guardan­do l’ambiente e il territorio».