Con 225 voti favorevoli su 415 elettori, i due comuni dell’alto Garda ottengono il quorum: è un primo passo per dire addio alla Lombardia

Valvestino e Magasa, sì al Trentino

23/09/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Pas­sare al Trenti­no? Si gra­zie. È sta­to favorev­ole il voto dei val­li­giani di Mag­a­sa e Valvesti­no, per intrapren­dere il cam­mi­no che potrà portare al ritorno del loro ter­ri­to­rio alla vic­i­na regione, alla quale appartenevano fino al 1934, quan­do un decre­to reale spostò la giuris­dizione di quelle terre sot­to la Lombardia.Il pri­mo pas­so è sta­to, quin­di, com­pi­u­to e, da ieri, Valvesti­no e Mag­a­sa san­no che la mag­gio­ran­za dei loro abi­tan­ti ha chiesto uffi­cial­mente il pas­sag­gio di regione. Mag­a­sa ha avu­to, in ter­mi­ni per­centu­ali, una mag­giore con­vinzione: su 174 elet­tori han­no vota­to in 119 e, tra questi, i voti favorevoli sono sta­ti 99. Da ricor­dare che una cinquan­ti­na di elet­tori risiede all’estero per cui, in sostan­za, ha vota­to qua­si l’intero paese. In Valvesti­no gli elet­tori sono 241. In 171 si sono recati alle urne e, tra questi, 126 han­no dato il loro assen­so al pas­sag­gio di regione. In prat­i­ca, il quo­rum nec­es­sario è sta­to super­a­to di sole 5 unità. Vale anche per questo comune la val­u­tazione sug­li elet­tori res­i­den­ti all’estero, tan­ti pure qui. Com­p­lessi­va­mente i no sono sta­ti 56. Nei giorni scor­si c’era un poco di appren­sione sul­la pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il quo­rum min­i­mo di voti favorevoli e i sosten­i­tori del sì con­ta­vano i voti che ogni sin­go­la famiglia pote­va portare. Che si trat­tasse di un con­fron­to sul filo di lana appari­va evi­dente, anche dal com­por­ta­men­to pru­dente di tut­ti. Alla base del­la richi­es­ta di tornare in Trenti­no stan­no almeno un paio di con­sid­er­azioni fon­da­men­tali. La pri­ma è di carat­tere eco­nom­i­co. Nes­suno è in gra­do di dare garanzie, ma la con­vinzione dif­fusa nel­la valle è che, comunque sia, appartenere al Trenti­no pos­sa portare ben­efi­ci che la Lom­bar­dia non garan­tisce. Quan­to alla costruzione di una nuo­va gal­le­ria tra la valle e il paese trenti­no di Bon­done (tun­nel che aprirebbe la pos­si­bil­ità di recar­si in una deci­na di minu­ti nelle Giu­di­carie tren­tine) un mem­bro del­la giun­ta del­la Provin­cia autono­ma lo ha assi­cu­ra­to nel cor­so di un incon­tro con la popo­lazione del­la valle avvenu­to una set­ti­mana pri­ma del ref­er­en­dum. Trop­po poco, sostiene chi non è con­vin­to del pas­sag­gio: con Bres­cia apparte­ni­amo al Par­co dell’Alto Gar­da, qui lavo­ra l’Ersaf e negli ulti­mi anni la stra­da è sta­ta in gran parte miglio­ra­ta. Da una parte si sot­to­lin­eano i pro­gres­si e dall’altra gli sprechi.Ora, però, tut­ti questi dis­cor­si fan­no parte del pas­sato e di fronte si apre uno spi­raglio stori­co che dovrà pas­sare attra­ver­so il pro­nun­ci­a­men­to delle due regioni e, soprat­tut­to, del­la deci­sione che ver­rà pre­sa a Roma. I due comu­ni bres­ciani van­no ad aggiunger­si a quel­lo vicenti­no di Pede­monte, che ha vota­to alcune set­ti­mane orsono. Anche in quel­la local­ità si era impos­to il voto favorev­ole, sep­pure di una deci­na di unità. Nel frat­tem­po c’è chi riapre i lib­ri di sto­ria e tor­na al 1934. Ma c’è anche chi si spos­ta anco­ra più indi­etro quan­do, pri­ma del­la Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale, l’Austria Unghe­ria con­sid­er­a­va fon­da­men­tale, per fare uscire la Valvesti­no dall’isolamento, la costruzione di una gal­le­ria che la col­le­gasse alle Giudicarie.