La quinta rassegna, che tra due giorni aprirà i battenti al pubblico in Santa Giulia, ha svelato ieri i suoi segreti agli operatori dei mezzi di informazione

«Van Gogh», la mostrache fa breccia nell’anima

16/10/2008 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
Natalia Danesi

Inti­ma e com­movente, ma allo stes­so tem­po maestosa ed esaus­ti­va. La nuo­va grande mostra «Van Gogh. Dis­eg­ni e dip­in­ti — Cap­ola­vori dal Kröller Müller Muse­um» ha sve­la­to ieri i suoi seg­reti in antepri­ma ai gior­nal­isti, in atte­sa dell’apertura al pub­bli­co fis­sa­ta per saba­to mattina.NON C’È TIMORE di sbagliare nel definir­la un vero e pro­prio «gioiel­lo», che seg­na un cam­bi­a­men­to di rot­ta rispet­to agli ulti­mi even­ti por­tati a Bres­cia da Mar­co Goldin.Almeno nelle dimen­sioni. In tut­to tra dis­eg­ni e dip­in­ti sono esposte «solo» 115 opere. Chi ha fret­ta, può vis­itare agevol­mente tutte le sale in poco tem­po, e sen­za stan­car­si trop­po. Il per­cor­so è piut­tosto breve, anche se non delude nell’intensità.A guardar bene, la nuo­va mostra di San­ta Giu­lia lan­cia ai vis­i­ta­tori e agli appas­sion­ati di Van Gogh la sfi­da oppos­ta. L’imperativo è affrontar­la con lentez­za, meglio se in soli­tu­dine. Bisogna pren­der­si tut­to il tem­po nec­es­sario per leg­gere i moltissi­mi pan­nel­li esplica­tivi, per ammi­rare le belle immag­i­ni in bian­co e nero degli interni del museo di Otter­lo — che ha presta­to tutte le opere esposte -, per stu­di­are i dis­eg­ni del mae­stro olandese.Guardarli da lon­tano, poi avvic­i­nar­si e sof­fer­mar­si sul trat­to, esplo­rare i det­tagli e sco­prire, ad ogni sguar­do, nuove sorprese.IL PERCORSO. L’itinerario espos­i­ti­vo è inver­so rispet­to a quel­lo di «Amer­i­ca!». Meglio por­tar­si una giac­ca, almeno in questi giorni: già al guardaro­ba si viene avver­ti­ti che per esi­gen­ze espos­i­tive la tem­per­atu­ra viene tenu­ta un po’più bas­sa del solito.Ad aprire la rasseg­na è un enorme scat­to del gio­vane Vin­cent Van Gogh, appe­na 18enne. Poi subito il vis­i­ta­tore viene cat­a­pul­ta­to nel magi­co mon­do di Helene Kröller Müller. Una a tut­ta parete di lei un po’ seria con il mar­i­to Anton e Sam Von Deven­ter con­duce al cor­ri­doio che nar­ra, attra­ver­so illus­trazioni crono­logiche e vec­chi cat­a­loghi di mostre, l’avvincente vicen­da dell’intuitiva collezion­ista. Nel­la sala suc­ces­si­va par­lano invece le opere di Helene, rac­con­tano le sue pas­sioni e la sua sto­ria: i Corot e i Fan­tin-Latour, i Signac e i Seu­rat fino agli ama­tis­si­mi Toorop e Mon­dri­an. La gius­ta dose di illu­mi­nazione invi­ta a con­cen­trar­si, a las­cia­r­si andare alle emozioni.COME SUGGERISCE Mar­co Goldin, sarebbe meglio pros­eguire il per­cor­so piano, in silen­zio. Per rimanere a boc­ca aper­ta davan­ti ai pri­mi cap­ola­vori di Vin­cent Van Gogh, i pri­mi dis­eg­ni mutuati da Mil­let: gli Zap­pa­tori e, soprat­tut­to, l’Angelus del­la sera. I «pro­fani» tro­ver­an­no un cer­to inter­esse anche nel leg­gere i mate­ri­ali con cui il mae­stro olan­dese real­iz­zò quei cap­ola­vori, nell’esaminare il toc­co più o meno mar­ca­to, nell’osservare quale uti­liz­zo face­va del col­ore nei pri­mi anni di attività.È UN ITINERARIO che ha un che di didat­ti­co, ma che ha soprat­tut­to molto di emo­ti­vo. I sogget­ti sono per­son­ag­gi mod­esti, umili, del­la quo­tid­i­an­ità e pro­prio per questo i loro volti e le pos­ture toc­cano il cuore del vis­i­ta­tore: sem­i­na­tori e tes­si­tori, donne che cuciono o pelano patate, un vec­chio che sof­fre, una figu­ra fem­minile sul let­to di morte. Dal peri­o­do nel­la regione del Bori­nage, a Brux­elles e poi Etten si giunge alle molte opere che ripor­tano al tem­po trascor­so all’Aia, così impor­tante per la for­mazione di Vin­cent. È qui che si rimane a boc­ca aper­ta davan­ti al vig­ore e al sen­ti­men­to che traspare dalle prime teste (dall’uomo con l’occhio benda­to al pesca­tore con cap­pel­lo) fino alla splen­di­da e famosa di don­na, data­ta Nue­nen 1884 — 1885.Di cap­ola­voro in cap­ola­voro, è il momen­to dell’ultima, grande sala: una vera e pro­pria «esplo­sione» che procu­ra un tuffo al cuore. Qui si pos­sono ammi­rare mer­av­iglie come «Il gia­rdi­no dell’ospedale a Saint — Remy» o il «Rose­to in fiore nel gia­rdi­no dell’ospedale», o anco­ra l’uliveto e i cipres­si che ren­dono ragione a Vin­cent Van Gogh del mae­stro che è.Marco Goldin l’aveva annun­ci­a­to: la mostra in San­ta Giu­lia è anco­ra una vol­ta una grande mostra.LA MACCHINA ORGANIZZATIVA. Il suc­ces­so è garan­ti­to se è vero che — come ha annun­ci­a­to ieri Goldin — sono già state rag­giunte le 110 mila preno­tazioni. Il per­cor­so espos­i­ti­vo è più breve, dunque quest’anno a lavo­rare al museo, tra guide, guardaro­ba, bigli­et­terie e sala saran­no solo 60 per­sone, preva­len­te­mente ragazzi.A propos­i­to di book­shop, in queste ore è in via di alles­ti­men­to e promette di riscuotere parec­chi con­sen­si. Oltre al cat­a­l­o­go — spie­ga la respon­s­abile, Mon­i­ca Braun — ci saran­no borse e astuc­ci, magli­ette, foulard e penne, mag­neti e poster.Dopo l’inaugurazione uffi­ciale pre­vista per ven­erdì (alle 17,30 al teatro Grande, a seguire è in pro­gram­ma la visi­ta ris­er­va­ta nel museo di San­ta Giu­lia), «Van Gogh. Dis­eg­ni e dip­in­ti» aprirà i bat­ten­ti a par­tire da saba­to mat­ti­na e resterà allesti­ta fino al 25 gen­naio 2009 con il seguente orario: da lunedì a giovedì e domeni­ca dalle 9 alle 19, ven­erdì e saba­to dalle 9 alle 20. Il bigli­et­to cos­ta 10 euro, 8 euro o 6 euro il ridot­to. Per preno­tazioni e infor­mazioni è suf­fi­ciente chia­mare il call cen­ter allo 0422429999 o vis­itare il sito www.lineadombra.it.

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