In programma un parco di 50 ettari, interventi in frazione Ronchi e nel centro storico di Cavalcaselle. Ridotti i volumi da costruire

Variante lago, firmato l’accordo

19/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

L’approvazione durante il con­siglio comu­nale delle ultime tre con­ven­zioni accor­do con la Ronchi Spa, Spa e Pietro Arve­di ha seg­na­to la con­clu­sione dell’iter del­la Vari­ante adot­ta­ta dall’amministrazione Bernar­di per la zona lago del comune castel­n­uovese. «Gra­zie a questi accor­di la vari­ante ha potu­to essere approva­ta defin­i­ti­va­mente», spie­ga l’assessore all’urbanistica, Faus­to Scap­i­ni. «Quan­do ci siamo inse­diati la zona lago è sta­ta una delle aree sulle quali si è mag­gior­mente con­cen­tra­ta la nos­tra atten­zione. Il Piano rego­la­tore gen­erale prevede­va inse­di­a­men­ti tur­is­ti­co ricettivi decisa­mente impor­tan­ti da parte di sogget­ti che era­no già in pos­ses­so di des­ti­nazione urban­is­ti­ca e, in un caso, di una con­ven­zione già sot­to­scrit­ta con la prece­dente ammin­is­trazione». «Si trat­ta­va di inter­ven­ti con una cubatu­ra di oltre 286mila metri, pari ad oltre 6.500 posti let­to. Noi abbi­amo sospe­so il tut­to», ricor­da l’assessore, «e inizia­to a rivedere le urban­iz­zazioni pre­viste facen­dole val­utare dal pun­to di vista dell’incidenza e del­la sosteni­bil­ità ambi­en­tale. Un atto, direi, dovu­to vis­to e con­sid­er­a­to che l’area del bas­so lago è sta­ta defini­ta sito di inter­esse comu­ni­tario». Lo stu­dio ha val­u­ta­to tut­to il ter­ri­to­rio, com­pre­so quel­lo lim­itro­fo all’area Sic, con­sideran­do le con­seguen­ze del­la pre­vista urban­iz­zazione e del con­seguente inquina­men­to causato dal­la pre­sen­za dell’uomo. Il risul­ta­to ha por­ta­to l’amministrazione Bernar­di a pro­porre, appun­to, la vari­ante per la zona a lago, che ha ora taglia­to il tra­guar­do con le ultime tre con­ven­zioni. Riprende l’assessore Scap­i­ni: «Cre­do si pos­sa dire, sen­za tema di essere smen­ti­ti, che con questi provved­i­men­ti il Comune ha rag­giun­to alcu­ni impor­tan­tis­si­mi obi­et­tivi». «Il pri­mo di questi», elen­ca dunque Scap­i­ni, «è senz’altro quel­lo di aver ridot­to dras­ti­ca­mente la vol­ume­tria pre­vista inizial­mente; quin­di vi è l’acquisizione, a tito­lo gra­tu­ito e oltre i nor­mali stan­dard urban­is­ti­ci, di 16 ettari di aree che con­cor­reran­no alla real­iz­zazione di un grande par­co urbano di 50 ettari». Gli accor­di rag­giun­ti han­no anche por­ta­to nelle casse dell’amministrazione di Castel­n­uo­vo oltre quat­tro mil­ioni e mez­zo di euro. «Saran­no uti­liz­za­ti per i lavori del par­co urbano, per la frazione di Ronchi lim­itro­fa alla zona lago e per la sis­temazione del cen­tro stori­co di Cav­al­caselle», spie­ga l’assessore all’urbanistica, pre­cisan­do che sono pre­visti la costruzione di un per­cor­so che dal­la piaz­za sal­ga sino al Monte Castel­lo con il parcheg­gio inter­ra­to e il com­ple­to rifaci­men­to del­la piaz­za. L’assessore Scap­i­ni ritor­na poi sull’aspetto eco­nom­i­co, pre­cisan­do: «Da questo pun­to di vista si può dire che il Comune ha rica­va­to anche più dei 4,5 mil­ioni, se si pen­sa che gli accor­di rag­giun­ti con i diver­si sogget­ti com­pren­dono anche la rin­un­cia, da parte di questi, a decine di ricor­si al Tar». In cam­bio di questi risul­tati il Comune ha con­ces­so «Una com­pen­sazione, tal­vol­ta solo parziale, delle cuba­ture tolte e sem­pre in aree esterne alla zona lago dove, invece, gli inter­ven­ti pre­visti sono sta­ti tut­ti ridot­ti. Nei casi di alcu­ni sogget­ti, inoltre, sem­pre nel­la zona lago le edi­fi­cazioni future sono state arretrate ver­so aree già urban­iz­zate, in modo da ottenere un’ampia fas­cia di rispet­to sen­za costruzioni e tale da tute­lare il cono visuale del lago». Capo­lin­ea, dunque, per la vari­ante alla zona lago, «Con l’eccezione di alcu­ni accor­di che, però, sono rimasti fuori per prob­le­mi non legati alla volon­tà o atteggia­men­to dell’amministrazione comu­nale. Sono situ­azioni meno ril­e­van­ti ma, non per questo, meno impor­tan­ti, tan­to che vi con­tinuiamo a lavo­rare. Basti pen­sare alla soci­età Saima, con la quale», con­clude Scap­i­ni, «pun­ti­amo a rag­giun­gere un accor­do che con­sen­ta di sal­vare defin­i­ti­va­mente l’attività pro­dut­ti­va rimas­ta e i rel­a­tivi posti di lavoro». Giu­dit­ta Bolognesi

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