Vasco Pratolini e Arco Il romanzo non scritto

12/12/2013 in Libri
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Di Luca Delpozzo

PratoliniIl 16 novem­bre scor­so al Cas­inò munic­i­pale di Arco è sta­to pre­sen­ta­to “Arco nel roman­zo non scrit­to di Vas­co Pra­toli­ni” (Ed. Museo Alto Gar­da, in col­lab­o­razione con Il e Grafica5, 2013).

La malat­tia al Vil­la delle Rose e al sana­to­rio Bel­lar­ia. Una vicen­da pun­tual­mente ricostru­i­ta da Mar­ta Mar­ri Tonel­li seguen­do le fasi di un per­cor­so let­ter­ario che tro­va la sua impor­tante mat­u­razione pro­prio nel­la “cit­tà dei sana­tori”. È qui che il gio­vane scrit­tore toscano appro­da nel mag­gio del 1935, con un viag­gio che lo sep­a­ra dal­l’in­fanzia e dalle vagabonde not­ti gio­vanili.

Il treno avan­za sul bor­do del­la stra­da come una tran­via per­ifer­i­ca… La loco­mo­ti­va è di quelle antiche, pic­co­la, a vapore col comigno­lo pan­ci­u­to”, scrive Pra­toli­ni. Poi la disce­sa e la vista del Gar­da scam­bi­a­to per mare. La neb­bia e la piog­gia che sem­bra­no evo­care l’au­tun­no, gli auguri del­la ragaz­za, ritrosa e for­tui­ta com­pagna di viag­gio, anch’es­sa mala­ta, sono i pro­dro­mi di un anno romi­to.

Nel­l’iso­la chiusa del sana­to­rio l’uo­mo fa i con­ti con se stes­so, inizia a guardare all’ester­no con occhi nuovi, per pas­sare dall’”io al noi”, dal­l’es­pe­rien­za per­son­ale a quel­la col­let­ti­va. Pra­toli­ni sente che ad Arco è inizia­to il suo per­cor­so di uomo e di scrit­tore (dal­l’in­tro­duzione al libro, a cura del­lo stori­co Mau­ro Grazi­oli, Il Som­mo­la­go).

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