Il sindaco Cipani rompe il silenzio sul destino della struttura

Vecchio ospedalenuove prospettive

09/05/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

L’ospedale di Salò, è «uno dei temi prin­ci­pali su cui bisogn­erà con­frontar­si. Sarà ogget­to di un dibat­ti­to forte e anche con­flit­tuale». Lo affer­ma il sin­da­co Giampiero Cipani apren­do la tavola roton­da sul­la cit­tà del futuro, orga­niz­za­ta dagli «Ami­ci del gol­fo», e svoltasi nel­la Sala dei Provveditori.«In questi anni ci siamo bat­tuti come leoni, sen­za rius­cire a cavare un rag­no dal buco — pros­egue Cipani -. Una battaglia per­sa, per­ché abbi­amo dovu­to scon­trar­ci con forze supe­ri­ori e strate­gie diverse. Ma occorre trovare una soluzione di com­pro­mes­so, inte­grando­ci con Gavar­do e Vil­la Bar­bara­no. La san­ità può essere eserci­ta­ta da strut­ture pub­bliche o pri­vate. L’importante è che ognuno pos­sa essere curato».La soluzione ipo­tiz­za­ta in pas­sato era: costru­ire un nuo­vo ospedale per acu­ti, ricor­ren­do ai 31 mil­ioni di euro stanziati dal­lo Sta­to e dal­la Regione, e al rica­va­to del­la ven­di­ta dell’edificio di Salò. Luo­go indi­vid­u­a­to: Roè Vol­ciano o Vil­la di Salò o Limone di Gavar­do. Ma dopo lunghe dis­cus­sioni l’operazione è tramontata.«Il nos­tro vec­chio ospedale — pros­egue il sin­da­co -, che ha una vol­ume­tria di 30 mila metri cubi, ora viene uti­liz­za­to soltan­to per gli ambu­la­tori medici, le anal­isi, le radi­ografie, l’ e poco altro. I repar­ti sono vuoti. Sta diven­tan­do una topa­ia. Bisogna avere il cor­ag­gio di trovare una soluzione».Giuliano Coz­za­glio, salo­di­ano, sovrin­ten­dente san­i­tario del «Cit­tà di Bres­cia» e del­la «Clin­i­ca S.Anna», apparte­nen­ti al grup­po San Dona­to, indi­ca il tra­guar­do da rag­giun­gere. «Per rispon­dere ai bisog­ni di salute del­la gente — sostiene Coz­za­glio — è nec­es­sario creare un pre­sidio inter­me­dio, che abbia il carat­tere di un poliambu­la­to­rio, con tutte le spe­cial­ità mediche e chirur­giche indis­pens­abili per inter­ven­ti sem­pli­ci. Deve essere dota­to di stru­men­ti diag­nos­ti­ci: dal­la radi­olo­gia all’endoscopia diges­ti­va alla Tac. In prospet­ti­va può diventare un day hos­pi­tal, da real­iz­zare all’interno dell’immobile attuale o altrove».La scor­sa estate Mau­ro Borel­li, ex diret­tore gen­erale dell’azienda ospedaliera di Desen­zano, ave­va det­to di vol­er vendere la strut­tura di Salò, sit­u­a­ta pro­prio in riva al lago, vici­no alla Can­ot­tieri, promet­ten­do di real­iz­zare un fab­bri­ca­to più pic­co­lo (6mila mq., 18mila metri cubi), in cui rag­grup­pare i servizi di guardia med­ica, assis­ten­za domi­cil­iare, con­sul­to­rio, ambu­la­to­rio per le vac­ci­nazioni, fisioter­apia, eccetera.La dichiarazione di Borel­li è sta­ta con­tes­ta­ta vivace­mente. Dopo il gelo dei mesi scor­si, adesso il sin­da­co Cipani riapre la por­ta alla nuo­va diret­trice gen­erale Mara Azzi. Con l’intenzione di far ripar­tire il dis­cor­so rel­a­ti­vo al recu­pero dei 30 mila metri cubi di Salò.

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