L’ultimo consiglio comunale è stato animato dalla discussione sui lavori per l’impianto. Resta solo da decidere se dotare la struttura di una copertura

Velodromo, «volata» finale

02/12/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Francesco di Chiara

«La costruzione del velo­dro­mo è fer­ma da luglio poichè non è sta­to anco­ra deciso se coprir­lo o meno»: è quan­to affer­ma­to nell’ultimo con­siglio comu­nale dal sin­da­co di Mon­tichiari Rosa, che ha poi aggiun­to: «Ma siamo alla stret­ta finale, nei prossi­mi giorni si deciderà: o com­ple­tar­lo scop­er­to oppure coprir­lo con ulte­ri­ore spe­sa, non cer­to comu­nale». Pare pro­prio che siamo dunque giun­ti in dirit­tura finale per quan­to riguar­da la real­iz­zazione del Velo­dro­mo provin­ciale a Mon­tichiari: pista da 250 metri e tri­bune per 3000 spet­ta­tori, per un cos­to sti­ma­to, sen­za cop­er­tu­ra, di oltre tre mil­ioni di euro (due a cari­co del­la Provin­cia ed uno dal Comune). L’altra sera, in fase di dis­cus­sione per l’approvazione del bilan­cio 2006 in con­siglio comu­nale, il sin­da­co Rosa ha rifer­i­to ai con­siglieri in mer­i­to al «pun­to mor­to» in cui ver­sano attual­mente i lavori per l’impianto, in via Fal­cone, accan­to al . «Il prob­le­ma non riguar­da solo il cos­to del­la cop­er­tu­ra, per la quale la Fed­er­azione ciclis­ti­ca sta cer­can­do fon­di — ha det­to il sin­da­co — ma riguar­da anche la cos­ti­tuzione del­la pista. Ciò che è già sta­to appronta­to è sta­to fat­to in pre­vi­sione di un velo­dro­mo scop­er­to, ma se l’impianto ver­rà cop­er­to bisogn­erà approntar­lo per una pista costru­i­ta non in bitume ma con un lamel­lare spe­ciale. Queste cose andran­no decise a giorni: se dal Coni non arrivano sol­di si pro­ced­erà con il prog­et­to pri­mario, quel­lo sen­za cop­er­tu­ra». Se la strut­tura, già in avan­za­to sta­to di real­iz­zazione, venisse dota­ta di cop­er­tu­ra, quel­lo di Mon­tichiari potrebbe essere il pri­mo velo­dro­mo ital­iano dove le squadre di ciclis­mo potreb­bero preparar­si ed allenar­si sem­pre e con qual­si­asi con­dizione meteo.Lo sta­to dei lavori (la pri­ma pietra risale alla pri­mav­era 2004) fu vision­a­to pri­ma dell’estate da una com­mis­sione com­pos­ta da Alessan­dro Sala, asses­sore provin­ciale allo sport, Pep­pino Boifa­va, vicesin­da­co di Mon­tichiari, Gian­ni Poz­zani, con­sigliere nazionale del­la Fci, Pietro Bre­goli neo-pres­i­dente provin­ciale del­la Fed­er­ci­clis­mo e Sil­vio Mar­tinel­lo, ex cam­pi­one del mon­do ed olimpi­oni­co di ciclis­mo, il coor­di­na­tore gen­erale incar­i­ca­to dal­la Fed­er­azione di son­dare il ter­reno e soprat­tut­to di varare il pro­gram­ma in vista delle Olimpia­di di Pechi­no 2008. Gli uomi­ni del­la com­mis­sione ave­vano potu­to con­statare che il cir­cuito mon­te­clarense era a buon pun­to, attrez­za­to di muratu­ra per tut­ti i servizi ed uffi­ci nec­es­sari. «Se la Provin­cia sarà chia­ma­ta ad inter­venire anco­ra per fare in modo che diven­ga il pri­mo velo­dro­mo ital­iano cop­er­to, non mancher­e­mo di fare la nos­tra parte», ave­va con­fer­ma­to Alessan­dro Sala, cui Boifa­va ave­va aggiun­to che «per Mon­tichiari sarebbe un bel colpo, ma anche per tut­ta la nos­tra provin­cia che in quan­to a ciclis­mo ha le migliori squadre del panora­ma ital­iano». Altre cit­tà han­no già avan­za­to al Coni ques­ta richi­es­ta (Bolzano, Tori­no, Tre­vi­so, e Roma) ma sem­bra che Mon­tichiari sia in van­tag­gio poichè la «sua» strut­tura è ormai a buon pun­to men­tre nelle altre cit­tà pre­tenden­ti non è nep­pure anco­ra sta­to scel­to il luo­go dove far­lo. «È a buon pun­to, ma in notev­ole ritar­do», dicono i con­siglieri di oppo­sizione, aggiun­gen­do che c’è «il ris­chio che il mil­ione impeg­na­to dal Comune pos­sa aumentare, per un lavoro che dove­va essere ter­mi­na­to tem­po fa ma che poi incon­trò parec­chi prob­le­mi buro­crati­ci e di appalto».

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