Dopo le grandinate del 2002 ed il caldo torrido di un anno fa, gli esperti guardano con ottimismo alla produzione. Il clima ha riportato gli standard naturali

Vendemmia: buona annata: in crescita del 10–15 per cento

19/08/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Il vigne­to bres­ciano ha ritrova­to il suo «pas­so» nat­u­rale: le pre­vi­sioni degli oper­a­tori sul­la prossi­ma cam­pagna vendem­mi­ale pre­fig­u­ra­no, in tutte le aree vitate del­la provin­cia, un pieno ritorno a quel­la «nor­mal­ità» che scan­di­va le vendem­mie dei nos­tri non­ni. Quin­di niente anticipi clam­orosi dovu­ti al cal­do ecces­si­vo, e pro­duzione des­ti­na­ta a rien­trare nei para­metri abit­u­ali dopo i «crol­li» dovu­ti alle vio­len­tis­sime grand­i­nate del 2002 e alla sic­c­ità del­lo scor­so anno. Un quadro che induce quin­di all’ottimismo, e che tut­to som­ma­to con­tribuisce anche al ridi­men­sion­a­men­to delle torve pro­fezie dei cat­a­strofisti del cli­ma, che han volu­to vedere nelle eccezion­ali con­dizioni dell’estate 2003 un pun­to di non ritorno ver­so l’autodistruzione. Basti pen­sare che in Fran­ci­a­cor­ta lo «start» del­la rac­col­ta è pre­vis­to, tranne qualche spo­rad­i­ca eccezione, dopo il 20 agos­to, e più pre­cisa­mente nel­la gior­na­ta di lunedì 23. Per fare un paragone, l’anno scor­so, nel­lo stes­so peri­o­do, la vendem­mia fran­ci­a­corti­na era già qua­si ter­mi­na­ta. «È chiaro che, a dif­feren­za del­lo scor­so anno, ci tro­vi­amo di fronte ad un’annata decisa­mente più nordi­ca, piovosa e fres­ca — con­fer­ma Sil­vano Bres­cian­i­ni, diret­tore del­la Barone Pizzi­ni di Tim­o­line, la casa delle prime bol­licine bio­logiche Docg di Fran­ci­a­cor­ta -. Nel vigne­to, questo si tra­duce in uve di media gradazione, otti­ma acid­ità e con mat­u­razione che segue i tem­pi clas­si­ci». La ripresa pro­dut­ti­va è un dato che sem­bra del resto carat­ter­iz­zare l’intera Fran­ci­a­cor­ta. A con­fer­mar­lo è il Con­sorzio di tutela, che da quest’anno tra l’altro mon­i­tor­iz­za le curve di mat­u­razione delle uve via satel­lite. «Sec­on­do i dati in nos­tro pos­ses­so la cam­pagna di quest’anno dovrebbe pre­sen­tar­si in cresci­ta del 10–15% rispet­to all’anno scor­so, e tornare quin­di sui liv­el­li pro­dut­tivi abit­u­ali — spie­ga il diret­tore del Con­sorzio, Adri­ano Baf­fel­li-. Oltre a questo, preve­di­amo anche un aumen­to delle rese pari a cir­ca il 10%, oltre ad una qual­ità sicu­ra­mente inter­es­sante. E’ la fotografia scat­ta­ta dal nos­tro sis­tema satel­litare, gra­zie al quale met­ti­amo a dis­po­sizione degli asso­ciati tramite Inter­net i dati pre­cisi sull’andamento del ciclo veg­e­ta­ti­vo in ogni sin­go­lo vigne­to. Un pro­ced­i­men­to all’avanguardia che ci sta già dan­do gran­di sod­dis­fazioni». Entran­do nel­lo speci­fi­co del pro­fi­lo qual­i­ta­ti­vo, le aziende di Fran­ci­a­cor­ta sono con­cor­di nel pre­fig­u­rare un’annata dalle carat­ter­is­tiche ide­ali per la pro­duzione di gran­di «basi» per la spuman­tiz­zazione, men­tre qualche cautela in più viene espres­sa, anche nelle aree del Gar­da e nelle pic­cole Doc del­la cin­tu­ra per­ifer­i­ca bres­ciana, per quan­to con­cerne le uve a bac­ca rossa. «La qual­ità delle uve sta tenen­do ovunque- spie­ga Pier­lui­gi Vil­la, diret­tore del Cen­tro Vitivini­co­lo e dell’Ente Vini Bres­ciani-. Sicu­ra­mente i rossi avreb­bero ora bisog­no di una sta­bi­liz­zazione cli­mat­i­ca per mat­u­rare in con­dizioni ide­ali. Ma al di là di questo par­ti­co­lare, il pro­fi­lo dell’annata non des­ta cer­to pre­oc­cu­pazione». Anche sul Gar­da non è cer­to sta­gione di anticipi. «Cre­do che per le uve rosse potrem­mo arrivare addirit­tura alla fine di set­tem­bre — spie­ga il pres­i­dente del Gar­da Clas­si­co Pao­lo Turi­na -. Le aspet­ta­tive sono comunque buone, soprat­tut­to sot­to il pro­fi­lo dei quan­ti­ta­tivi che seg­na una ripresa dopo due anni davvero dif­fi­cili. Per la qual­ità atten­di­amo di vedere come andrà agos­to: con­dizioni cli­matiche ecces­si­va­mente fred­de e piovose potreb­bero avere qualche riper­cus­sione non pro­prio felice, soprat­tut­to sui rossi». «Anche da noi l’annata si pre­an­nun­cia davvero bene — affer­ma Pao­lo Fabi­ani, pres­i­dente del Con­sorzio del Lugana -. L’uva in questo momen­to è bel­lis­si­ma, non vi sono prob­le­mi legati a patolo­gie, la mat­u­razione segue i tem­pi tradizion­ali ed anche la pro­duzione è disc­re­ta. Spe­ri­amo nel­la clemen­za del tem­po dei prossi­mi giorni». Insom­ma, nonos­tante l’ottimismo qualche cautela è d’obbligo. «In effet­ti l’annata si pre­sen­ta bene — dice Giulio Barzanò del Mosnel di Camignone — Ma per­sonal­mente preferisco par­lare di vendem­mia quan­do l’uva è tut­ta al sicuro in can­ti­na». Ciò non toglie che la situ­azione, come spie­ga Mat­tia Vez­zo­la, diret­tore di Bellav­ista, pre­mio oscar Ais come miglior enol­o­go dell’anno, si pre­sen­ti felice addirit­tura su tut­to il ter­ri­to­rio nazionale. «La vendem­mia si prospet­ta buona da nord a sud, sia per la qual­ità che per la quan­tità dell’uva — spie­ga Vez­zo­la -. Dai con­tat­ti avu­ti con Ismea e con alcu­ni col­leghi di varie zone, mi giun­gono seg­nalazioni ottimistiche da tutte le aree di pro­duzione. Nell’intera Lom­bar­dia poi le con­dizioni cli­matiche sono buone e i pro­ces­si del ciclo veg­e­ta­ti­vo sono pien­amente rispet­tati».

Claudio Andrizzi
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