Ultimi «arruolamenti» nelle aziende agricole. Il salario? Sei euro l’ora. La partenza della raccolta è prevista per lunedì prossimo. Sono soprattutto giovani studenti gli stagionali impegnati nel Bresciano

Vendemmia, lavoro per 2.500

19/08/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Fabrizio Vertua

La fine del mese di agos­to, per alcu­ni l’inizio sarà lunedì prossi­mo, tornerà ad essere tem­po di vendem­mia. Infat­ti, l’anno pas­sato, l’eccezionale cal­do ave­va colto tut­ti i viti­coltori e le aziende agri­cole in con­tropiede. Furono nec­es­sari svariati appel­li dai mezzi d’informazione per reclutare i brac­cianti a tem­po di record, per evitare che l’uva pas­sasse di mat­u­razione. La vendem­mia fu antic­i­pa­ta in alcu­ni casi addirit­tura di un mese. Con­sid­er­ate le tem­per­a­ture trop­i­cali, i brac­cianti furono costret­ti a lavo­rare nelle prime ore del mat­ti­no e nel tar­do pomerig­gio. Quest’estate invece, la situ­azione è tor­na­ta nel­la nor­ma e la vendem­mia com­in­cerà nel­la quar­ta set­ti­mana del mese, come tradizione vuole. Per i bres­ciani la vendem­mia è ormai a tut­ti gli effet­ti un rito, una prat­i­ca svilup­pa­ta da più di duemi­la anni. Dal­la zona del bas­so Gar­da alla Fran­ci­a­cor­ta, migli­a­ia di con­ta­di­ni rac­col­go­no i frut­ti del­la ter­ra e dei loro sac­ri­fi­ci di un intero anno. Ad aiu­tar­li in quest’impresa, gli sta­gion­ali: lavo­ra­tori occa­sion­ali che, sot­to la super­vi­sione di alcu­ni rac­cogli­tori esper­ti, si prestano a con­tribuire a far arrivare il vino sulle tav­ole di tut­to il mon­do. Ne saran­no nec­es­sari cir­ca duemi­lac­inque­cen­to per la vendem­mia di quest’anno. Mil­lecinque­cen­to nel­la sola Fran­ci­a­cor­ta, un migli­aio invece nel­la zona del bas­so Gar­da. Ven­gono assun­ti con un con­trat­to defini­to «avven­tizio agri­co­lo», che per­me­tte alle aziende di legar­si ai lavo­ra­tori, sola­mente durante deter­mi­nate sta­gioni dell’anno e per alcu­ni even­ti par­ti­co­lari. Il con­trat­to a liv­el­lo nazionale, prevede il paga­men­to di 6 euro lor­di all’ora, in prat­i­ca le vec­chie 10 mila lire di una vol­ta. «Si trat­ta per lo più di dis­oc­cu­pati, extra­co­mu­ni­tari, uni­ver­si­tari e stu­den­ti delle scuole supe­ri­ori — affer­ma Mile­na Bar­bi­eri, respon­s­abile dell’ufficio per­son­ale dell’Azienda Agri­co­la Barone Pizzi­ni -. Quest’anno però abbi­amo rice­vu­to una mag­giore richi­es­ta di lavoro rispet­to al soli­to. La crisi eco­nom­i­ca si fa sen­tire e c’è anche chi sfrut­ta il suo peri­o­do di ferie per cer­care d’arrotondare lo stipen­dio lavo­ran­do nei campi. Noi abbi­amo già cop­er­to tut­ti posti disponi­bili a giug­no, altre aziende han­no forse anco­ra alcu­ni posti, ma pen­so che ormai per quest’anno la mag­gior parte dei giochi siano fat­ti». La vendem­mia com­in­cerà nelle cam­pagne di Corte­fran­ca con ogni prob­a­bil­ità il 23 agos­to. «Con­sideran­do la tem­per­atu­ra media di ques­ta sta­gione, l’uva per il bian­co dovrebbe mat­u­rare entro questo ter­mine – spie­ga Mile­na Bar­bi­eri -. Sem­pre che in questi ulti­mi giorni non si ver­i­fichi­no even­ti atmos­feri­ci eccezion­ali. Ver­so la metà di set­tem­bre invece sarà il turno di rac­cogliere l’uva per il rosso». La dif­feren­za dei peri­o­di di rac­col­ta si spie­ga sem­plice­mente con il fat­to che il bian­co neces­si­ta di un gra­do d’acidità mag­giore rispet­to al rosso. Trac­cia­re un pro­fi­lo dei brac­cianti non è facile. «Ogni anno arri­va gente di tut­ti i tipi e di tut­ti generi – con­sta­ta Mile­na Bar­bi­eri -. Innanz­i­tut­to si trat­ta di una mag­gio­ran­za fem­minile, che potrem­mo quan­tifi­care intorno al ses­san­ta per ce nto. Un altro dato indica­ti­vo è quel­lo rifer­i­to alla pre­sen­za degli stu­den­ti, gio­vani che mag­a­ri vogliono pagar­si la vacan­za o il motori­no. Le moti­vazioni però var­i­ano da per­sona a per­sona. C’è chi come gli extra­co­mu­ni­tari lo fa per asso­lu­ta neces­sità e per­ché di ital­iani disponi­bili, a parte quest’anno, ce ne sono sem­pre meno». L’esperienza del­la vendem­mia è sicu­ra­mente molto fati­cosa, si trat­ta di stare sot­to il sole per otto ore al giorno con la schiena pie­ga­ta, ma il cli­ma che si crea è davvero molto par­ti­co­lare. Gli orari sono più o meno quel­li di uffci­io, soli­ta­mente si com­in­cia alle 8 e si ter­mi­na a mez­zo­giorno, per poi ripren­dere alle 13 o alle 14 e ter­minare la gior­na­ta alle 17 o alle 18, a sec­on­da delle dis­po­sizioni delle sin­gole aziende agri­cole. «Sono soprat­tut­to i gio­vani a rav­vi­vare l’ambiente; la vendem­mia, pur essendo fati­co­sis­si­ma, viene vis­su­ta in un cli­ma di goliar­dia. Spes­so si cre­ano lega­mi affet­tivi far ragazzi e ragazze che si sono conosciu­ti nei nos­tri campi. Noi poi con­sta­ti­amo se l’anno dopo torner­an­no anco­ra sul luo­go del loro pri­mo incon­tro, se la sto­ria è con­tin­u­a­ta oppure è dura­ta gius­to lo spazio di una vendem­mia — con­clude la Bar­bi­eri -. Al ter­mine di ogni sta­gione orga­nizzi­amo una cena con tut­ti i lavo­ra­tori per fes­teggia­re insieme, soli­ta­mente è parte­ci­patis­si­ma». Chi invece può anco­ra offrire posti di lavoro è l’azienda Bellav­ista di Erbus­co. Nei giorni scor­si Mat­tia Vez­zo­la ha lan­ci­a­to un appel­lo per il reclu­ta­men­to di cir­ca due­cen­to gio­vani. «Fa parte del­la nos­tra filosofia – ha affer­ma­to Vez­zo­la -. La nos­tra è una scelta moti­va­ta dal fat­to che le gio­vani gen­er­azioni vivono la vendem­mia con mag­giore entu­si­as­mo e come momen­to d’aggregazione pos­i­ti­vo. In totale sare­mo cir­ca tre­cen­to; un cen­tianio di per­sone sono quelle che defini­amo i maestri. Si trat­ta di gio­vani che han­no già comunque parte­ci­pa­to ad altre vendem­mie e che conoscono il mestiere. Il loro com­pi­to sara quin­di quel­lo di con­sigliare e inseg­nare come si lavo­ra ai novizi».

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