Il Giuramento di Pontida, celebrato dal poeta risorgimentale Giovanni Berchet, fa parte di uno dei momenti più significativi della storia medioevale italiana

Venerdì 23 agosto alle ore 21,15 nel Parco Castello Bonoris

19/08/2002 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
Montichiari

Il Giu­ra­men­to di Pon­ti­da, cel­e­bra­to dal poeta risorg­i­men­tale Gio­van­ni Berchet, fa parte di uno dei momen­ti più sig­ni­fica­tivi del­la sto­ria medio­e­vale ital­iana in cui i Comu­ni del Nord, tralas­cian­do antichi ran­cori e divi­sioni, si unirono per scon­fig­gere l’im­per­a­tore di Ger­ma­nia, espres­sione di un potere dis­poti­co, tiran­ni­co, accen­tra­tore che opprime­va le popo­lazioni. Dopo sec­oli di divi­sioni, a Pon­ti­da nei pres­si di Berg­amo, si sancì un accor­do che portò 9 anni dopo (1176) alla battaglia di Leg­nano e alla scon­fit­ta di Fed­eri­co Bar­barossa. Nel­l’am­bito del­la rasseg­na esti­va “Vivi Mon­tichiari”, ven­erdì 23 agos­to alle ore 21,15 nel Par­co Castel­lo Bonoris, andrà in sce­na “Il Giu­ra­men­to di Pon­ti­da”, spet­ta­co­lo in 5 atti ispi­ra­to alla vicen­da stor­i­ca. Il copi­one è sta­to scrit­to dal­la famiglia Muc­chet­ti, com­pag­nia le cui orig­i­ni risal­go­no alla metà del 1700, sci­oltasi nel 1957. Tut­tavia, ogni anno, gra­zie all’in­trapren­den­za di Tan­cre­di Muc­chet­ti, tor­na a riu­nir­si con par­en­ti ed ami­ci, alles­ten­do il 15 agos­to un copi­one, tra­manda­to di padre in figlio. E, pro­prio attin­gen­do a questo pat­ri­mo­nio, l’As­so­ci­azione cul­tur­ale “Il Bur­di­galense” ha prodot­to uno spet­ta­co­lo teatrale da un copi­one stori­co del­la famiglia Muc­chet­ti dal tito­lo “La Lega lom­bar­da, il Giu­ra­men­to di Pon­ti­da, ovvero la cadu­ta di Fed­eri­co Bar­barossa, sot­to le mura di Leg­nano”. Ques­ta vol­ta, però, non saran­no le mar­i­onette ad essere pro­tag­o­niste, ben­sì attori veri “in carne e ossa”, pur seguen­do l’ind­i­riz­zo degli autori, ricor­dan­do che lo spet­ta­co­lo fu recita­to per l’ul­ti­ma vol­ta il 27 feb­braio 1955 a Mon­ti­cel­li Brusati. La pre­sen­za degli attori non è tut­tavia un esor­dio: l’an­no scor­so la pri­ma rap­p­re­sen­tazione avvenne ad Erbus­co. Il suc­ces­so ripor­ta­to indusse gli orga­niz­za­tori a ripro­por­lo con la regia di Giuseppe Muc­chet­ti. Tra gli inter­preti prin­ci­pali: Gian­lui­gi Spi­ni, nelle vesti di Fed­eri­co Bar­barossa; Edy Gam­bara (l’im­per­a­trice), Luca Rubagot­ti (gio­vane guer­riero), Sara Mar­ti­ni Venos­ta (Adal­gisa, damigel­la di corte e vesti­ta da gio­van­ot­to); Luciano Bertoli (Sig­nore di Tor­tona, poi frà Jacopo), Alessan­dro Fai­ni (il guer­riero Alfre­do), Daniele Squassi­na (Arlecchi­no). Sul­la sce­na altri attori in qual­ità di dep­u­tati dei vari Comu­ni, guardie di Fed­eri­co, guardie del Reg­no e frati. Inoltre, fan­no da corol­lario alla recita: la sezione fiati del­la Ban­da musi­cale “Dino Magri” di Erbus­co e il Coro “Prealpi“di Vil­la Ped­ergnano, diret­to da Clau­dio Moret­ti. Vannno poi men­zion­ate le scul­ture di Tina Moret­ti, i cos­tu­mi di “Fal­palà” di Mon­tichiari, le armi del­la coltel­le­ria Lui­gi Maren­da di Bres­cia. Dietro le quinte, il diret­tore di sce­na, Anna Dane­si, men­tre le luci sono curate da Ser­gio Martinelli.La tra­ma par­la del Sig­nore di Tor­tona che scon­fit­to e fer­i­to, sceglie l’abito talare, diven­tan­do frà Jacopo per predi­care ed esortare le cit­tà lom­barde affinchè si cos­ti­tu­is­cano nel­la Lega lom­bar­da. Recatosi dal­l’im­per­a­tore per inti­mar­gli a las­cia­re l’I­talia, è però imp­ri­gion­a­to. Sarà la figlia Adal­gisa e la moglie, che cre­de­va morte dopo l’asse­dio di Tor­tona, a sal­var­lo. il frate e l’im­per­a­tore si affrontano nuo­va­mente nel­la battagli di Leg­nano. Fed­eri­co scon­fit­to otter­rà il per­dono dal frate. Il Giu­ra­men­to di Pon­ti­da è uno dei tan­ti copi­oni in pos­ses­so del­la famiglia Muc­chet­ti, scrit­ti in oltre 2 sec­oli e appar­tiene al filone stori­co come: Atti­la, i Cro­ciati, Ezzeli­no da Romano, La grande battaglia di S.Martino e Solferi­no, Garibal­di a Bres­cia. Inoltre, vi sono copi­oni ispi­rari alle vite dei San­ti e di genere letterario.

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