TESTE COLOSSALI DI PIETRA.UNA RISCOPERTA PER L’ANTICA BRIXIA

Venerdì 23 maggio 2008, ore 17.00, inaugurazione mostra in Santa Giulia

13/05/2008 in Mostre
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Di Luca Delpozzo

In occa­sione dell’attesissimo appun­ta­men­to per la Fes­ta di San­ta Giu­lia che dal 23 al 25 mag­gio ani­merà il cen­tro stori­co di Bres­cia, il Museo del­la Cit­tà, sit­u­a­to nel cele­bre com­p­lesso di San­ta Giu­lia, ha in ser­bo un omag­gio spe­ciale per tut­ti i suoi visitatori.Venerdì 23 mag­gio alle ore 17.00 ver­rà inau­gu­ra­ta, pres­so la cosid­det­ta Sala dell’Affresco, la mostra dal tito­lo Teste colos­sali di pietra. Una riscop­er­ta per l’antica Brix­ia che, pro­mossa dal Comune di Bres­cia e Fon­dazione CAB con UBI-Ban­co di Bres­cia e Fon­dazione Bres­cia Musei, rimar­rà aper­ta al pub­bli­co fino al 22 set­tem­bre 2008.L’evento ruo­ta attorno all’eccezionale ritrova­men­to di una mon­u­men­tale tes­ta mar­morea facente parte del­la collezione d’arte spo­leti­na di Emo Anti­nori Petri­ni, ma che i recen­ti stu­di han­no felice­mente ricon­dot­to tra le tes­ti­mo­ni­anze fig­u­ra­tive più elo­quen­ti del­la Bres­cia di età romana.Si trat­ta infat­ti di una men­so­la antropo­mor­fa del I sec­o­lo d. C. scol­pi­ta nel tipi­co mar­mo locale di Bot­ti­ci­no, nel cui volto si dis­tingue il sogget­to alle­gori­co di un Fauno. La tes­ta rap­p­re­sen­ta la terza di una serie, cos­ti­tui­ta da altre due conosciute fin dal prin­ci­pio del XIX sec­o­lo (un Giove Ammone e un prob­a­bile Pan) e attual­mente cus­todite nel Museo del­la cit­tà, pres­so la sala ded­i­ca­ta all’area dell’importante foro dell’antica Brix­ia e ai prin­ci­pali edi­fi­ci pub­bli­ci che lo completavano.Ben diverse le vicende del­la scul­tura Anti­nori Petri­ni. Pri­ma del suo riconosci­men­to, quest’opera è sta­ta ogget­to di alcu­ni illus­tri pas­sag­gi collezion­is­ti­ci, anche inter­nazion­ali, lad­dove, sebbene in modo del tut­to erra­to, per­sis­te­va l’attribuzione alla rinascen­za clas­si­ca di ambito toscano avvi­a­ta nel cor­so del XIII sec­o­lo. In ver­ità, a eccezione di una lacu­na alla piramide nasale, l’esame autop­ti­co ha con­fer­ma­to la sor­pren­dente iden­tità tipo­log­i­ca e stilis­ti­ca con gli esem­plari bres­ciani già esposti in Museo. Si può affer­mare quin­di che le tre men­sole in ques­tione, ese­gui­te cer­ta­mente sot­to l’egida di un’unica bot­te­ga di pregevoli maestri lapi­ci­di, facessero parte del­lo stes­so prog­et­to dec­o­ra­ti­vo e che potessero essere inserite nel­la medes­i­ma architet­tura. Le dimen­sioni e la sobria qual­ità del model­la­to inducono a pen­sare ad un grande edi­fi­cio pub­bli­co, fos­se esso una por­ta urbica, il foro, il teatro o altro anco­ra. Cicli dec­o­ra­tivi analoghi, dal forte val­ore sim­bol­i­co, sono noti soprat­tut­to nell’Italia nor­dori­en­tale e nel­la peniso­la istri­ana pres­so com­p­lessi foren­si pro­prio del I sec­o­lo d.C.La mostra, che cos­ti­tuirà l’occasione imperdi­bile per ammi­rare le tre Teste final­mente ricon­giunte, pro­pone per­tan­to numerose novità di grande inter­esse. Innanz­i­tut­to l’individuazione ed il recu­pero di un’opera rara di orig­i­ni sicu­ra­mente bres­ciane; in sec­on­do luo­go la sto­ria riv­ista e cor­ret­ta di due tra le ves­ti­gia più ammi­rate del Museo di San­ta Giu­lia, stret­ta­mente legate a quel­la che fu la glo­riosa sta­gione arche­o­log­i­ca bres­ciana dell’Ottocento. Infine, le tre opere riu­nite, garan­tis­cono nuovi ed ril­e­van­ti ele­men­ti di stu­dio su quel­lo che dove­va essere il dis­eg­no dec­o­ra­ti­vo di un pres­ti­gioso mon­u­men­to architet­ton­i­co del­la pri­ma età imperiale.Dal 24 al 25 mag­gio, in occa­sione dei fes­teggia­men­ti cit­ta­di­ni, il com­p­lesso muse­ale di San­ta Giu­lia resterà aper­to gra­tuita­mente al pub­bli­co con una ric­ca pro­pos­ta di con­cer­ti, altri even­ti espos­i­tivi, incon­tri sulle politiche cul­tur­ali e muse­ali, e lab­o­ra­tori didat­ti­ci des­ti­nati anche ai più piccoli.

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