Stanziati 220 milioni per i lavori urgenti. Entro la fine del mese il bando per l’affidamento del restauro e in estate l’apertura del cantiere

Venezia in aiuto della Dogana.

21/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

La salute del­la “Grande Fab­bri­ca”, sim­bo­lo delle ves­ti­gia sul Gar­da del­la Serenis­si­ma Repub­bli­ca, sta a cuore anche a Venezia. La giun­ta regionale ha asseg­na­to, su pro­pos­ta dell’assessore alla dife­sa del suo­lo e lavori pub­bli­ci Mas­si­mo Gior­get­ti, un con­trib­u­to di 220 mil­ioni come inter­ven­to urgente per il con­sol­i­da­men­to del­la . Si trat­ta di un provved­i­men­to pre­vis­to per gli inter­ven­ti in mate­ria di restau­ro e manuten­zione stra­or­di­nar­ia degli immo­bili non statali che inter­es­sano il pat­ri­mo­nio stori­co-artis­ti­co. Il con­trib­u­to con­corre, assieme a quel­lo di un mil­iar­do già des­ti­na­to dal­la Fon­dazione Cas­sa di Risparmio di Verona, a resti­tuire all’uso dei cit­ta­di­ni un bene stori­co che da oltre sette sec­oli occu­pa un ruo­lo molto impor­tante per la popo­lazione lacisiense. Sod­dis­fat­to il sin­da­co Luca Sebas­tiano, che vede sem­pre più vici­no il momen­to in cui potrà dare avvio al com­p­lesso di lavori «di un prog­et­to che l’amministrazione comu­nale da sola, con le pro­prie forze pro­dut­tive, non sarebbe mai rius­ci­ta a con­cretiz­zare». E un pri­mo pas­so, per arrivare velo­ce­mente all’assegnazione dei lavori riguardan­ti un pri­mo stral­cio degli inter­ven­ti di con­sol­i­da­men­to, è sta­to fat­to di recente dal­la giun­ta comu­nale che ha approva­to la boz­za di dis­ci­pli­nare e con­fer­ma­to all’ingegner Edoar­do Otto­boni di Vil­lafran­ca, all’architetto Gior­gio Ugoli­ni del­lo stu­dio “Architet­ti & Asso­ciati” di Verona e all’ingegnere Giuseppe Tosti di Peru­gia l’incarico per la prog­et­tazione pre­lim­inare, defin­i­ti­va e con­clu­si­va, la direzione lavori, la con­tabil­ità e le man­sioni in mate­ria di sicurez­za per i lavori di recu­pero sta­ti­co e fun­zionale del­la Dogana Vene­ta. Entro la fine del mese, appe­na com­ple­ta­to il prog­et­to defin­i­ti­vo, ver­rà effet­tua­to il ban­do di appal­to per l’assegnazione di opere per un impor­to di un mil­iar­do e 850 mil­ioni. I lavori par­ti­ran­no già in estate con inter­ven­ti alle fon­dazioni del­lo sta­bile. Il prog­et­to edilizio di recu­pero vede in pri­mo piano l’intervento che inter­es­sa in par­ti­co­lare la porzione fronte lago del­la Dogana, sogget­ta a un vis­toso disses­to sta­ti­co, e la bonifi­ca del tet­to con con­trol­lo delle con­dizioni delle par­ti lignee che risul­tano uno «stu­pen­do gio­co di travi, archi­travi e capri­ate». Sec­on­do quan­to pre­vis­to dal restau­ro, l’edificio cam­bierà fac­cia una vol­ta rimossa la grande vetra­ta fronte lago; la chiusura delle arcate del grande por­ti­ca­to gra­zie a un nuo­vo pro­fi­la­to metal­li­co e a vetrate, inoltre, per­me­t­terà di recu­per­are uno spazio con­sis­tente, utile per adibire l’antica Dogana a con­teni­tore per man­i­fes­tazioni e a fini turistici.

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