L’ispettorato di porto chiede 130 euro al Comune, il sindaco insorge: «Una vergogna, cinismo amministrativo». La Regione contesta al Gesù Bambino l’«occupazione spazio acqueo»

Venezia tassa il presepe nel lago

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il sub­ac­queo sul fon­do del Canale di Mez­zo, tra il munici­pio e la palazz­i­na stor­i­ca, deve pagare 130 euro di occu­pazione area dema­niale, addeb­i­tate dal­la Regione al Comune con una let­tera giun­ta in munici­pio dal­la seg­rete­ria regionale alle infra­strut­ture e mobil­ità, servizio ispet­tora­to di por­to. Protes­ta il sin­da­co : «È una ver­gogna asso­lu­ta. Quan­do ho vis­to la let­tera sono sob­balza­to sul­la sedia. Con che cor­ag­gio la Regione fa pagare il pre­se­pio? Las­cian­do da parte la notev­ole valen­za per gli aspet­ti reli­giosi e l’impegno che han­no pro­fu­so i volon­tari del Sub Club di Peschiera per l’allestimento del pre­sepe sub­ac­queo, che è bel­lis­si­mo ed è sta­to ripreso anche dalle tele­camere del­la tele­vi­sione tedesca, qua si arri­va al lim­ite del cin­is­mo amministrativo».La tas­sa regionale colpisce un pre­se­pio davvero spe­ciale, che da 25 anni il giorno di San Mar­ti­no viene allesti­to sott’acqua nell’area cen­trale del paese. Anche quest’anno, la vig­ilia di Natale, il Bam­bin Gesù è sta­to ada­gia­to sul fon­do da un sub­ac­queo volon­tario. Si legge nel­la let­tera dell’ispettorato regionale di por­to, ind­i­riz­za­ta al Sub Club Peschiera, al sin­da­co, al coman­do com­pag­nia dei ne alla ques­tu­ra: «In rispos­ta alla richi­es­ta di occu­pazione spazio acqueo dema­niale di com­pe­ten­za regionale per il posizion­a­men­to di un pre­sepe sub­aqueo con sagome metal­liche raf­fig­u­ran­ti la nativ­ità, si devono ver­sare 65 euro per le spese di istrut­to­ria e 65 euro per l’occupazione di area dema­niale regionale».L’episodio (vedi arti­co­lo qui sot­to) si lega al trasfer­i­men­to dal­la Regione ai Comu­ni del­la ges­tione dei por­ti e delle aree extra­por­tu­ali (trat­ti di lun­go­la­go e zone dema­niali lim­itrofe ai por­ti). Per il loro uti­liz­zo durante le man­i­fes­tazioni i Comu­ni devono chiedere autor­iz­zazione alla Regione e pagare l’occupazione del­lo spazio; con ques­ta filosofia è sta­ta appli­ca­ta la tas­sa anche al pre­se­pio di Peschiera.Protesta Chin­car­i­ni: «La Regione ci chiede di pagare per il pre­se­pio, allo­ra io chiedo loro come mai ci sono tre ville bel­lis­sime con tan­to di gia­rdi­no, sul lun­go­la­go Garibal­di, di pro­pri­età del­la Regione, che un tem­po ser­vivano come allog­gi di servizio di fun­zionari del Genio civile e ora sono abi­tate da dipen­den­ti region­ali sen­za final­ità par­ti­co­lari; sono case per le quali la Regione non ver­sa una lira di Ici al Comune. Il rap­por­to tra Regione e Comu­ni è tut­to da rivedere. Questo fat­to avviene alla vig­ilia di una delib­era di giun­ta regionale impor­tante per il trasfer­i­men­to delle com­pe­ten­ze per la ges­tione dei por­ti e delle aree extra­por­tu­ali, con pro­poste che sono solo tec­niche e non entra­no nel­la realtà delle cose e sen­za prospet­ti­va polit­i­ca».