Oggi in Provincia si aprono le buste dei progetti per l’opera che scavalcherà il Mincio un chilometro a nord dell’attuale
Darà sollievo al visconteo, che mostra crepe. Sebastiano: «È una priorità»

Venti studi per il nuovo ponte

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

S’avvicina la pos­si­bil­ità di un’alternativa all’antico ponte visconteo.Oggi infat­ti in Provin­cia s’apriranno le buste tec­niche del­la gara per asseg­nare la prog­et­tazione defin­i­ti­va del nuo­vo ponte, che dovrebbe sorg­ere ad un chilometro dall’attuale in direzione nord ver­so Monzambano.Il ponte col­legherà le province di Verona e Man­to­va, per­me­t­ten­do l’attraversamento del Min­cio, attra­ver­so la provin­ciale 55 e la 28 (fuori invece la con­giun­zione con la tan­gen­ziale). «Le offerte per­venute», affer­ma sod­dis­fat­to Luca Sebas­tiano, asses­sore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci, «sono ven­ti e sono piut­tosto com­p­lesse, per cui ci vor­rà un po’ di tem­po per la selezione. In ogni caso, la pro­ce­du­ra è par­ti­ta, così come c’è la certez­za dei finanzi­a­men­ti. Il nuo­vo ponte di Valeg­gio per la Provin­cia è una pri­or­ità. C’è una pre­cisa esi­gen­za via­bilis­ti­ca ma in questo modo diamo anche rispos­ta alle sol­lecitazioni del­la Soprint­en­den­za che con­trol­la le con­dizioni del ponte visconteo».La prog­et­tazione dovrà ten­er pre­sente il prog­et­to pre­lim­inare, che prevede una cam­pa­ta uni­ca di ottan­ta metri real­iz­za­ta ad una cur­va del Min­cio, pro­prio per ridurre l’impatto su Borghet­to. Par­ti­co­lare atten­zione sarà ris­er­va­ta alla qual­ità architet­ton­i­ca delle pro­poste vista la del­i­catez­za del­la zona (la valle del Min­cio incas­to­na­ta tra le colline moreniche e, a cir­ca otto­cen­to metri, il par­co Sig­urtà). I 10 mil­ioni di euro pre­visti per costru­ire il ponte nuo­vo sono già in gran parte disponi­bili, dis­tribuiti tra vari enti: 5 dal­la Provin­cia, 4 mil­ioni dal Cipe (Comi­ta­to inter­min­is­te­ri­ale pro­gram­mazione eco­nom­i­ca), un mil­ione dall’Autostrada Serenis­si­ma e l’ultimo (lega­to alla real­iz­zazione del­la Tir­reno-Bren­nero) da Auto­Cisa. Del resto che l’antico ponte mostri ormai i seg­ni del tem­po, come ha recen­te­mente tes­ti­mo­ni­a­to anche il World mon­u­ments fund (Wmf), un’istituzione pri­va­ta amer­i­cana che lo ha inser­i­to tra i 100 mon­u­men­ti a ris­chio a liv­el­lo mon­di­ale, sono in molti a dir­lo. Tra questi Cesare Farinel­li, appas­sion­a­to stu­dioso di sto­ria locale, che lo ripete da tem­po. «Nei giri che fac­cio in canoa sot­to il ponte», riv­ela Farinel­li, «mi sono accor­to che vi sono delle grosse crepe che paiono ingrandirsi di anno in anno e che non vor­rei ne minassero la sta­bil­ità, sen­za con­tare che il ponte di fer­ro, real­iz­za­to nel ven­ten­nio, è pieno di rug­gine e che dai pri­mi anni novan­ta c’è un’impalcatura mon­ta­ta sul­la roc­ca cen­trale, dove bisognerebbe inter­venire presto».Dalla Provin­cia sot­to­lin­eano che la situ­azione del ponte è costan­te­mente mon­i­tora­ta e che il ponte di fer­ro è in «con­dizioni dis­crete», anche se la com­pe­ten­za sul­l’in­tero man­u­fat­to è in parte statale.