Le malelingue adesso diranno che, qui al D’Annunzio, si vola a pieni giri solo quando non si vola là, al Catullo. I più ottimisti, invece, avranno buon gioco nel sostenere che, anche in casi di emergenza, qui si vola bene.

Venti voli a Montichiari

29/05/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
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. Quale che sia la cor­rente di pen­siero più accred­i­ta­ta, res­ta il fat­to che, ieri, l’aeroporto di Mon­tichiari ha vis­su­to la clas­si­ca gior­na­ta da leone. Fer­mo dalle 9.45 alle 17.45 il Cat­ul­lo di Verona (la sospen­sione dei voli s’è resa nec­es­saria per con­sen­tire il disin­nesco di una bom­ba rin­venu­ta nei pres­si del­lo sca­lo veronese), il traf­fi­co aereo da e per Verona è sta­to dirot­ta­to a Mon­tichiari. Anche se per un solo giorno, insom­ma, il D’Annunzio è tor­na­to a fun­zionare a pieni giri, pro­prio come l’anno scor­so, quan­do era sta­to chiam­a­to a sos­ti­tuire per alcu­ni mesi lo sca­lo di Verona. Ieri, infat­ti, l’aeroporto di Mon­tichiari ha con­ta­to 20 voli (20 arrivi e 20 parten­ze), invece dei soli­ti 3 domeni­cali. Il tut­to per un giro di passeg­geri supe­ri­ore alle 2.000 per­sone. Numeri, questi, che pote­vano man­dare in tilt lo sca­lo, invece… «Invece — dichiara con sod­dis­fazione il diret­tore oper­a­ti­vo Enri­co Pizzi­ni — tut­to ha fun­zion­a­to a mer­av­iglia, per­ché siamo rius­ci­ti a ripro­gram­mare gli orari in fun­zione del traf­fi­co di entram­bi gli aero­por­ti. Nat­u­ral­mente nel­la ripro­gram­mazione abbi­amo tenu­to con­to del tem­po di per­cor­ren­za dei pull­man che han­no por­ta­to i passeg­geri da Verona a Mon­tichiari e vicev­er­sa. Il risul­ta­to è che, tra le migli­a­ia di viag­gia­tori che ieri han­no fat­to sca­lo a Mon­tichiari, solo due stranieri non sono rius­ci­ti a pren­dere la coin­ci­den­za. La pro­va che non ci sono sta­ti prob­le­mi e che, in prat­i­ca, non abbi­amo avu­to alcun reclamo…». Dice bene, il diret­tore Pizzi­ni. Però, vis­to che noi siamo come Tom­ma­so, siamo andati in giro per l’aeroporto a chiedere ai passeg­geri come stan­no le cose. «Nes­sun prob­le­ma — dice un sig­nore che sta atten­den­do l’aereo -. Siamo sta­ti avvisati tre giorni fa del cam­bio… L’unica cosa che non ci han­no spie­ga­to è il per­ché del­la chiusura del Cat­ul­lo. Par­ti­co­lare, questo, che non ha min­i­ma­mente influito sul nos­tro viag­gio, dunque…». «No prob­lem — fa eco un gio­vane -. L’unico dis­a­gio che abbi­amo dovu­to sop­portare è quel­lo, inevitabile, del viag­gio da Verona a Mon­tichiari. Per il resto tut­to ok». Risposte analoghe sono arrivate anche dagli altri viag­gia­tori che abbi­amo inter­pel­la­to. Delle due, quin­di, l’una: o il caso ha volu­to che incro­ci­as­si­mo solo i passeg­geri sod­dis­fat­ti, oppure le cose stan­no pro­prio come ce le ha rac­con­tate il diret­tore oper­a­ti­vo. La con­fer­ma che tut­to è anda­to bene arri­va anche dal­la Polizia. «Nonos­tante gli oltre duemi­la passeg­geri — assi­cu­ra­no l’ispettore supe­ri­ore Mar­co Scalvi­ni e il suo vice Tom­ma­so Bel­lonese — non abbi­amo nota­to alcun dis­a­gio. Sin da ques­ta mat­ti­na è fila­to tut­to lis­cio. Alle 9.30, come pre­vis­to, sono sbar­cati i 162 bam­bi­ni bielorus­si ospi­ti di alcune famiglie locali. Da quel pri­mo arri­vo, tut­to è anda­to avan­ti nel migliore dei modi».

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