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Ventrar, un sentiero sempre più sicuro nel cuore del Baldo

24/07/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

Il 2002 ver­rà cer­ta­mente ricorda­to dai mal­cesine­si, e più in genere da tut­ti i fre­quen­ta­tori del Monte , come un anno molto par­ti­co­lare non solo per la visi­ta del pres­i­dente del­la Repub­bli­ca. Lun­go le sue pen­di­ci, nes­sun ver­sante esclu­so, la Comu­nità mon­tana del Bal­do si è data infat­ti molto da fare per ren­dere più sicu­ra, fun­zionale ed «educa­ti­va» la rete sen­tieris­ti­ca. Nel­l’am­bito del Piano di svilup­po rurale finanzi­a­to dal­la con con­tribu­ti europei ed all’in­ter­no del prog­et­to denom­i­na­to “Dal­la Val d’Adi­ge al Monte Bal­do e al Gar­da e dal­la pia­nu­ra di Capri­no e Coster­mano alla mon­tagna”, la Comu­nità mon­tana con­tin­ua a val­oriz­zare una rete di ben 50 chilometri di sen­tieri. Alcu­ni di essi sono sta­ti let­teral­mente strap­pati in extrem­is all’ab­ban­dono come, ad esem­pio, quel­lo del­la Val d’Or­sa del quale abbi­amo già par­la­to su queste pagine; altri, invece, che era­no già seg­nalati e curati dal­la preziosa opera dei volon­tari delle Sezioni verone­si del Cai nonché dalle asso­ci­azioni escur­sion­is­tiche locali, sono sta­ti invece ricon­trol­lati e risis­temati là dove vi era ris­chio di frana­men­to, nonché arric­chi­ti di nuove infra­strut­ture. Il Sen­tiero del Ven­trar, che dalle pen­di­ci del Monte La Col­ma di Mal­ce­sine (a pochi minu­ti dal­la stazione d’ar­ri­vo degli impianti) scende con spet­ta­co­lare per­cor­so sino ai Prai per rac­cor­dar­si poi alla mulat­tiera per San Michele e Mal­ce­sine è l’ul­ti­ma, ma solo in ordine di tem­po, delle tappe del cita­to prog­et­to. Molto sod­dis­fat­to dei lavori com­piu­ti lun­go questo sen­tiero, gius­ta­mente defini­to fra i più bel­li d’Eu­ropa, è il sin­da­co Giuseppe Lom­bar­di, che sot­to­lin­ea come questi lavori, per il modo in cui sono sta­ti real­iz­za­ti e per le final­ità tan­to tur­is­tiche ed escur­sion­is­tiche quan­to didat­tiche insite nel­la prog­et­tazione dei per­cor­si stes­si «rap­p­re­sen­tano cer­ta­mente un per­fet­to con­nu­bio fra natu­ra, tur­is­mo e cul­tura inseren­dosi in maniera asso­lu­ta­mente adegua­ta e lieve nel con­testo ambi­en­tale anche là dove sono state effet­tuate oppor­tune opere di con­teni­men­to». D’al­tronde Lom­bar­di, che è lui stes­so un appas­sion­a­to fre­quen­ta­tore del Monte Bal­do, da tem­po caldeg­gia una ripresa del­l’in­ter­esse escur­sion­is­ti­co ver­so ques­ta mon­tagna, da un lato per evi­tarne l’ab­ban­dono e, dal­l’al­tro, per creare un tur­is­mo alter­na­ti­vo ed ambi­en­tal­mente «cosciente» rispet­to a quel­lo squisi­ta­mente ricre­ati­vo e bal­n­eare. «Non mi dispi­ac­erebbe», aggiunge Lom­bar­di «che sul­la fal­sari­ga del Ven­trar e con la col­lab­o­razione di tut­ti gli enti e le asso­ci­azioni inter­es­sate, anche altri stra­or­di­nari per­cor­si, pri­mi fra tut­ti quel­li che attra­ver­sano tut­to il fian­co occi­den­tale del Bal­do col­le­gan­do Mal­ce­sine alle creste, vale a dire il n° 659 ed il n° 5, godessero in futuro di atten­zioni e cure analoghe a quelle riv­olte al Ven­trar». Anche il pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana, Lui­gi Castel­let­ti, ha man­i­fes­ta­to ampio apprez­za­men­to per i lavori sino ad oggi por­tati a com­pi­men­to sul Bal­do. «La nos­tra inizia­ti­va di offrire una rag­natela di pro­poste escur­sion­is­tiche», affer­ma «che unis­ca i due ver­san­ti del Monte Bal­do in un uni­co sis­tema, molti­pli­can­do così le occa­sioni di visi­ta ver­so l’en­troter­ra si sta real­iz­zan­do anche gra­zie al con­trib­u­to del­la Regione. Non ci fer­mer­e­mo, tut­tavia, alla sem­plice risis­temazione, dici­amo così, mor­fo­log­i­ca dei per­cor­si ma, come abbi­amo già inizia­to a fare, al loro arredo con pun­ti di sos­ta e di osser­vazione corre­dati da panche e tavoli, tabelle infor­ma­tive e quan­t’al­tro pos­sa ren­dere la visi­ta a questi luoghi un’oc­ca­sione sem­pre più ric­ca di conoscen­za e di appaga­men­to sia cul­tur­ale che fisi­co». Alla Comu­nità mon­tana fan­no inoltre sapere che è pre­vista anche, per venire incon­tro alle ormai già numerose richi­este, una pic­co­la pub­bli­cazione in più lingue descrit­ti­va di tut­ta la rete sen­tieris­ti­ca recen­te­mente mes­sa a nuo­vo. Un’­opera che si pre­sen­ta sicu­ra­mente utile sul piano prati­co per chi è soli­to fre­quentare il Monte Bal­do ma che nel con­tem­po potrebbe riv­e­lar­si anche un prezioso stru­men­to per pro­muo­vere un tur­is­mo diver­so ed eco­com­pat­i­bile in ques­ta porzione del ter­ri­to­rio veronese. Giu­di­ca­to dalle riv­iste spe­cial­iz­zate «uno fra i sen­tieri più bel­li d’ Europa» il Sen­tiero delle cime del Ven­trar (o, più sem­plice­mente, il Sen­tiero del Ven­trar) si tro­va cir­ca 1500 metri sopra Mal­ce­sine. Se ne rag­giunge il pun­to d’ac­ces­so uti­liz­zan­do i nuovi impianti che da Mal­ce­sine por­tano in pochi minu­ti ai 1720 metri di quo­ta di Boc­ca Trat­to Spino (o, meglio, «Tre­des Pin»). Da qui, per como­da car­rarec­cia, si scende ver­so nord aggi­ran­do il fian­co ori­en­tale de La Col­ma alla vol­ta di Boc­ca di Navene sino a quan­do, sul­la sin­is­tra, una tabel­la seg­nala l’im­boc­co del sen­tiero (ore 0.20 cir­ca dal­la stazione a monte). Ha ora inizio il trat­to più inter­es­sante del­l’es­cur­sione. Il sen­tiero, ardi­to ed espos­to ma sem­pre ben bat­tuto e seg­nala­to, com­pie una serie di salis­cen­di fra rupi e canaloni, aggi­ran­do uno dopo l’al­tro i numerosi pilas­tri roc­ciosi che la Col­ma (1750 metri) pro­tende ver­so nord. Super­ate le ultime quinte roc­ciose del­la Col­ma il sen­tiero pie­ga decisa­mente ver­so ovest e con­duce agli splen­di­di pas­coli det­ti I Prai (scen­den­do per I Prai in direzione di Mal­ce­sine si può rag­giun­gere il Rifu­gio “Kira”). Pres­so I Prai, a quo­ta 1470 metri, il sen­tiero si bifor­ca: è pos­si­bile pros­eguire a destra per Mal­ce­sine pas­san­do per il carat­ter­is­ti­co por­tale in leg­no e pietre det­to Il Sig­nore poi per San Michele (ore 2.30 cir­ca) oppure, se si vuole tornare a Boc­ca Trat­to Spino, si segue a sin­is­tra il sen­tiero che attra­ver­sa I Prai ver­so sud, rag­giunge la mulat­tiera seg­nala­ta dal Cai col n° 11 e sale sino alla stazione a monte degli impianti (ore 2 cir­ca com­p­lessive). Meri­ta sen­z’al­tro una visi­ta l’estrem­ità de “La Col­ma” (1751 metri), cioè il bor­do più occi­den­tale del Bal­do mal­cesinese. Si trat­ta di una breve (10 minu­ti dal­la stazione a monte degli impianti) passeg­gia­ta lun­go un mer­av­iglioso crinale erboso da cui lo sguar­do spazia a 360 gra­di su gran parte del­l’ar­co alpino bres­ciano, trenti­no e vene­to. L’estrem­ità set­ten­tri­onale de “La Col­ma”, recin­ta­ta per evitare che qual­cuno si avven­turi lun­go i peri­colosi dirupi che incom­bono sul Sen­tiero del Ven­trar, è quo­ta­ta 1751 metri. Da essa, ver­so destra (est) cala un ripi­do sen­tiero che si rac­cor­da alla “Via delle Vac­che” poco pri­ma del­l’im­boc­co del Sen­tiero del Ven­trar (da Boc­ca Trat­to Spino alla “Via delle Vac­che” e quin­di al Sen­tiero del Ven­trar cal­co­lare cir­ca 30 minuti).

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