Confermato il presidente e tutti i consiglieri della società che gestisce la funivia del monte Baldo. Primo impegno: ridisegnare la stazione di arrivo

Venturini ottiene la rielezione

18/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Rin­no­vo in foto­copia per il con­siglio d’amministrazione all’azienda trasporti funi­co­lari Mal­ce­sine-Monte ; l’assemblea dei soci com­pos­ta con dif­fer­en­ti quote di parte­ci­pazione dal­la Provin­cia (45%), Comune di Mal­ce­sine (30%) e Cam­era di com­mer­cio (25%) ha rielet­to pres­i­dente Giuseppe Ven­turi­ni. Ricon­fer­mati nel con­siglio d’amministrazione, per il prossi­mo quadri­en­nio, anche Pao­lo Chin­car­i­ni di Mal­ce­sine, Pao­lo For­mag­gioni di Castel­let­to, Fer­nan­do Moran­do, attuale pres­i­dente dell’Asco-Confcommercio e Alber­to Scala di Spi­azzi. «Quan­do mi è sta­to chi­es­ta la disponi­bil­ità a rican­di­dar­mi, lusin­ga­to, ho accetta­to ma a una con­dizione», affer­ma Ven­turi­ni, «sem­plice­mente che venisse ricon­fer­ma­to in toto il con­siglio d’amministrazione uscente. Insieme abbi­amo lavo­ra­to bene, con grande unione d’intenti e pren­den­do tutte le deci­sioni sem­pre all’unanimità». Sem­pre? Atti­mo di silen­zio, veloce con­fron­to con il geome­tra Bologni­ni. «Si, c’è sta­ta una vol­ta che il rap­p­re­sen­tante del Comune si è dis­so­ci­a­to», abboz­za sor­ri­den­do Ven­turi­ni. «Chiede­va lo sposta­men­to del­la sede dell’azienda da Verona a Mal­ce­sine». Un’eresia? «No, per car­ità, ma rite­ni­amo che la sede legale deb­ba rimanere in cit­tà. Siamo invece d’accordo nel creare una sede oper­a­ti­va anche a Mal­ce­sine e sarà questo uno dei pri­mi atti che pren­der­e­mo come con­siglio d’amministrazione. Ma non solo: provved­er­e­mo all’assunzione di un diret­tore d’esercizio con respon­s­abil­ità sug­li impian­tis­ti­ca, car­i­ca al momen­to ricop­er­ta con incar­i­co a tem­po deter­mi­na­to dal­l’ingeg­nere Pedrot­ti». Altri obi­et­tivi immi­nen­ti? «In cima alle nos­tre pri­or­ità c’è la real­iz­zazione del­la stazione a monte ai 1.760 metri di Trat­to Spino. Il prog­et­to è ormai pron­to e deve poi essere approva­to dal­la com­mis­sione edilizia comu­nale. I sol­di per i lavori li abbi­amo già accan­to­nati, quin­di rite­ni­amo di pot­er con­clud­ere l’opera entro l’inverno, tem­po per­me­t­ten­do. Sarà costru­ito, a fian­co dell’attuale stazione, un mod­u­lo des­ti­na­to alle attiv­ità di carat­tere tur­is­ti­co-com­mer­ciale, con un bar ris­toro self-ser­vice, una sala d’accoglienza e negozi dove pot­er acquistare del Monte Bal­do e ricor­di­ni tur­is­ti­ci». La Strut­tura ver­rà real­iz­za­ta gra­zie a finanzi­a­men­ti region­ali e statali che dovreb­bero ammontare com­p­lessi­va­mente a cinque mil­ioni di euro. L’innevamento arti­fi­ciale sul Bal­do rimar­rà un sog­no? «Direi pro­prio di no», riprende Ven­turi­ni, «è nec­es­sario per con­tribuire al salto di qual­ità e a poten­ziare il tur­is­mo inver­nale. Vogliamo con­cretiz­zare il dis­cor­so anche in col­lab­o­razione con l’associazione alber­ga­tori, il con­sorzio è e l’aeroporto Cat­ul­lo. Pochi giorni fa», con­tin­ua Venu­ti­ni, «una del­egazione rus­sa in rap­p­re­sen­tan­za d’importanti com­pag­nie tur­is­tiche di Mosca ha fat­to visi­ta ai nos­tri impianti per una futu­ra col­lab­o­razione. Le prospet­tive sono davvero buone». Teme la con­trazione dei flus­si tur­is­ti­ci reg­is­tratasi sul Gar­da nell’ultima sta­gione? «La pre­oc­cu­pazione c’è ma non tan­to per il nos­tro impianto di risali­ta a cab­ine rotan­ti; la mag­gior parte dei passeg­geri è infat­ti ital­iana e proviene dal­la provin­cia o dalle regioni lim­itrofe. Il vero nos­tro nemi­co è il mal­tem­po: se c’è sole la gente sul Bal­do non manca».

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