Con il il meglio di Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata

Verdi Opera Night” all’Arena di Verona

21/08/2018 in Attualità
Di Redazione

Una ser­a­ta even­to eccezionale a coro­n­a­men­to del 96° Opera Fes­ti­val 2018: domeni­ca 26 agos­to alle 21.30 va in sce­na il nuo­vo alles­ti­men­to del­la di Verona che pre­sen­ta il meglio di Rigo­let­to, Il Trova­tore La Travi­a­ta, con l’impegno di tutte le forze artis­tiche e tec­niche are­ni­ane, la direzione di Andrea Bat­tis­toni e 16 star del panora­ma liri­co inter­nazionale.

Ver­di Opera Night coro­nerà la 96ma edi­zione del Fes­ti­val domeni­ca 26 agos­to alle ore 21.30. La mag­i­ca ser­a­ta-even­to ded­i­ca­ta al cig­no di Bus­se­to omag­gia la grande lir­i­ca con una vera e pro­pria “para­ta di stelle” diret­ta da Andrea Bat­tis­toni, con la regia di Ste­fano Tres­pi­di, scene di Michele Olcese, luci di Pao­lo Maz­zon, il pro­jec­tion design di Ser­gio Met­al­li e le core­ografie di Luc Bouy.

«Si trat­ta di un’occasione uni­ca di vedere tre opere immor­tali in una sola ser­a­ta, attra­ver­so un atto sceni­ca­mente com­ple­to per ognuno dei tre diver­si titoli, gra­zie anche ad un nuo­vo impianto sceni­co agile che per­me­tte cam­bi rapi­di e d’effetto» spie­ga il reg­ista Ste­fano Tres­pi­di: «Questo nuo­vo alles­ti­men­to del Fes­ti­val 2018 mette insieme tutte le forze interne dell’, con regia, scene, cos­tu­mi, core­ografie, luci e proiezioni real­iz­zate apposi­ta­mente per questo even­to eccezionale».

Are­na è sinon­i­mo di Ver­di e con lo spet­ta­co­lo Ver­di Opera Night si rende omag­gio al com­pos­i­tore più rap­p­re­sen­ta­ti­vo di oltre un sec­o­lo di Fes­ti­val liri­co. La ser­a­ta si pre­an­nun­cia strepi­tosa gra­zie al cast di altissi­mo liv­el­lo impeg­na­to a resti­tuire la magia e la poten­za emo­ti­va del­la cele­bre “trilo­gia popo­lare” del cig­no di Bus­se­to. Una com­bi­nazione uni­ca e irripetibile, infat­ti, mette insieme i più affer­mati can­tan­ti a liv­el­lo mon­di­ale — come Luca Sal­si, Lisette Orope­sa, Francesco Meli, Simone Piaz­zo­la, Vio­le­ta Urmana Ser­e­na Gam­beroni – e il meglio delle voci emer­gen­ti nel reper­to­rio ver­diano – come Rame Lahaj, Maria Mudryak, Luciano Gan­ci – con com­pri­mari di lus­so e gio­vanis­si­mi tal­en­ti già apprez­za­ti dal pub­bli­co e seg­nalati dal­la crit­i­ca.

Un mix di tale liv­el­lo è sta­to pos­si­bile anche gra­zie al Sovrin­ten­dente e Diret­tore Artis­ti­co Cecil­ia Gas­dia, che affer­ma: «Sarà una vera e pro­pria “para­ta di stelle” quel­la chia­ma­ta a cel­e­brare il binomio — Are­na di Verona, che da oltre un sec­o­lo con­trad­dis­tingue le esta­ti are­ni­ane. È pro­prio dall’ del 1913, con cui ha pre­so il via il nos­tro glo­rioso Fes­ti­val, che il nome di Ver­di e le note delle sue opere immor­tali risuo­nano nel cartel­lone liri­co veronese. Vogliamo cel­e­brare questo legame e tut­ti i lavo­ra­tori, i pro­fes­sion­isti di ogni set­tore impeg­nati all’Arena».

Con l’Orches­tra, il Coro prepara­to da Vito Lom­bar­di, il Bal­lo coor­di­na­to da Gae­tano Pet­rosi­no e i Tec­ni­ci are­ni­ani sono quin­di impeg­nati non uno, ma ben tre cast, men­tre sul­la sce­na si pre­an­nun­cia uno spet­ta­co­lo per le orec­chie ma anche per gli occhi, gra­zie alla nuo­va scenografia. «Si trat­ta di un’occasione uni­ca di vedere tre opere immor­tali in una sola ser­a­ta, attra­ver­so un atto sceni­ca­mente com­ple­to per ognuno dei tre diver­si titoli, gra­zie anche ad un nuo­vo impianto sceni­co agile che per­me­tte cam­bi rapi­di e d’effetto» spie­ga il reg­ista Ste­fano Tres­pi­di«Questo nuo­vo alles­ti­men­to del Fes­ti­val 2018 mette insieme tutte le forze interne dell’Arena di Verona, con regia, scene, cos­tu­mi, core­ografie, luci e proiezioni real­iz­zate apposi­ta­mente per questo even­to eccezionale». A rimar­care l’atmosfera di fes­ta con­cor­rono i maestri accom­pa­g­na­tori dell’Arena di Verona, che accoglier­an­no il pub­bli­co a par­tire dalle 20:30 con cele­bri pagine ver­diane ese­gui­te su un pianoforte gran coda.

Alla gui­da del­la com­pagine artis­ti­ca are­ni­ana al gran com­ple­to e degli inter­preti inter­nazion­ali un gio­vane diret­tore dal­la bril­lante car­ri­era, Andrea Bat­tis­toni, che tor­na sul più ambito podio veronese da diret­tore ospite prin­ci­pale del­la Tokyo Phil­har­mon­ic Orches­tra (avrà su di sé per tut­ta l’opera le tele­camere del­la TV giap­ponese): «La Ver­di Opera Night va inte­sa come una cel­e­brazione per uno dei più gran­di geni ital­iani, cui innu­merevoli can­tan­ti, musicisti, reg­isti, tec­ni­ci e oper­a­tori del set­tore han­no dona­to ore di impeg­no, fat­i­ca e pas­sione al fine di met­tere in sce­na i sog­ni artis­ti­ci del grande mae­stro di Bus­se­to e le pagine delle sue più cele­bri opere. Non riesco ad immag­inare migliore intro­duzione all’opera ital­iana per il tur­ista curioso o i gio­vani pron­ti ad avvic­i­nar­si a ques­ta stra­or­di­nar­ia for­ma d’arte, e una gioia più grande per gli appas­sion­ati che ritro­ver­an­no, nelle romanze e nei cori più conosciu­ti di Ver­di, il bagliore orig­i­nario che li ha introdot­ti alle gioie del­la musi­ca lir­i­ca. Esi­bir­mi anco­ra su questo podio ssarà la sod­dis­fazione più sen­ti­ta tra i miei impeg­ni pro­fes­sion­ali, un ide­ale dono artis­ti­co alla mia ado­ra­ta cit­tà e a questo teatro uni­co al mon­do».

La “fes­ta dell’Opera”, con la regia di Ste­fano Tres­pi­di, le scene di Michele Olcese, il light des­gin di Pao­lo Maz­zon e il pro­jec­tion design di Ser­gio Met­al­li, si apre con una delle pagine liriche più sug­ges­tive del­la sto­ria del melo­dram­ma: la Sin­fo­nia de La Forza del des­ti­no tradot­ta in movi­men­to dai dan­za­tori del Fes­ti­val, chia­mati a trasmet­tere l’emozione del­la musi­ca attra­ver­so i cor­pi sin­u­osi, i gesti atleti­ci e la forte tec­ni­ca sul­la creazione core­ografi­ca di Luc Bouy.

Segue quin­di il pri­mo tito­lo del­la trilo­gia ver­diana, Rigo­let­to – ese­gui­to per la pri­ma vol­ta in Are­na esat­ta­mente 90 anni fa – di cui viene pro­pos­to il sec­on­do atto aper­to dal­la cele­bre aria Ella mi fu rapi­ta del gio­vane tenore Rame Lahaj, recente vinci­tore di Oper­alia, che debut­ta in Are­na nel ruo­lo del Duca di Man­to­va. Si pros­egue poi con l’invettiva più famosa di tut­to Ver­di, Cor­ti­giani, vil raz­za dan­na­ta, inter­pre­ta­ta nel ruo­lo del tito­lo da Luca Sal­si, baritono ver­diano d’eccellenza e predilet­to da Ric­car­do Muti, che van­ta anche un record uni­co come pro­tag­o­nista di 2 opere in 7 ore al Met­ro­pol­i­tan di New York. A con­clud­ere l’atto arri­va lo struggente duet­to padre-figlia con la Gil­da di Lisette Orope­sa, sopra­no statu­nitense che ha cal­ca­to i più impor­tan­ti pal­cosceni­ci al mon­do, tra cui il Met­ro­pol­i­tan di New York oltre 100 volte, e che debut­ta per l’occasione nel “tem­pio del­la lir­i­ca”. Accan­to a loro com­ple­tano il cast le voci di Bia­gio Piz­zu­ti per Marul­lo, Car­lo Bosi per Mat­teo Bor­sa, Romano Dal Zovo per il Con­te di Cepra­no, Nicolò Ceri­ani per il Con­te di Mon­terone, Gocha Abu­ladze come Usciere e la gio­vane Bar­bara Mas­saro per il Pag­gio del­la Duches­sa.

Dopo un breve inter­val­lo la sce­na si spos­ta nelle fos­che e not­turne atmos­fere de Il Trova­tore: siamo nel ter­zo atto e assis­ti­amo ai tor­men­ti e alle scon­vol­gen­ti riv­e­lazioni dei per­son­ag­gi prin­ci­pali. Si inizia con una sce­na corale nell’accampamento del Con­te di Luna, che è il nobile baritono ver­diano Simone Piaz­zo­la (debut­tante in Are­na pro­prio in questo ruo­lo solo due anni fa e prossi­mo ad inau­gu­rare la sta­gione 2019 alla Scala) e che inter­ro­ga la zin­gara Azu­ce­na, for­gia­ta dall’acciaio vocale di Vio­le­ta Urmana, reduce da suc­ces­si mon­di­ali come mez­zoso­pra­no, già ama­tis­si­ma Amner­is pro­prio a Verona. Si giunge quin­di alla cele­ber­ri­ma cabalet­ta finale di Man­ri­co, Di quel­la pira, inter­pre­ta­ta da un altro nome top del­la sce­na inter­nazionale, il tenore Francesco Meli, pro­tag­o­nista di prime scaligere e in questo ruo­lo a Sal­is­bur­go accan­to ad Anna Netre­bko e Placido Domin­go. Insieme a lui la Leono­ra uni­ca di Ser­e­na Gam­beroni, a pochi giorni dal tri­on­fo are­ni­ano come Micaela. Com­ple­tano il cast Dal Zovo per Fer­ran­do e Bosi per Ruiz.

Quin­di a con­clu­sione del­la ser­a­ta even­to, si cam­bia nuo­va­mente sce­na con l’opera più rap­p­re­sen­ta­ta al mon­do: La Travi­a­ta, di cui viene pro­pos­to l’emblematico ter­zo atto. Il ruo­lo di Vio­let­ta Valéry è qui affida­to a Maria Mudryak, gio­vane e affer­ma­to sopra­no vinci­tore dei più impor­tan­ti con­cor­si inter­nazion­ali, che ha già sostenu­to ruoli da pro­tag­o­nista in gran­di teatri; per la pri­ma vol­ta la Mudryak si esi­birà all’Arena di Verona accan­to all’Alfredo di Luciano Gan­ci, altra nota voce teno­rile che con­ta nel­la sua agen­da impor­tan­ti debut­ti in Emil­ia, Napoli, Firen­ze e Lie­gi. Coro­na il cast Simone Piaz­zo­la nei pan­ni di Gior­gio Ger­mont, suo cav­al­lo di battaglia e ruo­lo che ha sostenu­to in tut­to il mon­do per oltre 150 recite. Com­ple­tano il quadro l’Annina di Mar­ti­na Gre­sia, di soli 21 anni, la più gio­vane debut­tante del­la sta­gione are­ni­ana, e il soli­do Dot­tor Grenvil di Dal Zovo.

Una con­clu­sione che ci proi­et­ta ideal­mente ver­so il Fes­ti­val 2019, che con un nuo­vo alles­ti­men­to de La Travi­a­ta inau­gur­erà l’estate are­ni­ana nel seg­no di Giuseppe Ver­di.