Verona abbraccia la Fondazione Centri Giovanili don Mazzi

20/06/2013 in Attualità
Di Luigi Del Pozzo

Un risul­ta­to oltre ogni aspet­ta­ti­va. Questo il bilan­cio di una ser­a­ta rovente, pri­ma per il cal­do africano, poi per il calore con cui da un Teatro Romano qua­si al com­ple­to (cir­ca 1300 pre­sen­ti sui 1600 posti disponi­bili) ha salu­ta­to l’even­to “Una tremen­da voglia di vivere” pre­sen­tazione uffi­ciale del­la .

Il for­mat scel­to per l’even­to è sta­to quel­lo del­la fes­ta. Una fes­ta cal­i­bra­ta soprat­tut­to sui gusti dei gio­vani, ma che ha fini­to per coin­vol­gere tut­ti. Una fes­ta rius­ci­ta gra­zie a chi l’ha pen­sa­ta e real­iz­za­ta, a chi ha rac­colto l’in­vi­to di salire sul pal­co a dare il meglio di sé (Ren­zo Rubi­no, L’Au­ra, Jer­ry Calà, Fin­ley, Mar­co Lig­a­bue, Gio­van­ni Ver­nia, The Sun) e al pub­bli­co numeroso e caloroso.

Il “fare squadra” è infat­ti il meto­do oper­a­ti­vo del­la Fon­dazione, che non ha la prete­sa o la pre­sun­zione di pot­er fare tut­to da sola nel­l’of­frire ai gio­vani spazi di aggregazione, per­cor­si e prog­et­ti basati sulle “quat­tro ruote educa­tive” di don Mazzi: sport, musi­ca, teatro e volon­tari­a­to.

Fare squadra per arrivare pri­ma”, com­pi­en­do un salto evo­lu­ti­vo rispet­to all’in­ter­ven­to per recu­per­are situ­azioni spes­so dis­per­ate, come ha con­stata­to Exo­dus nei suoi tren­t’an­ni di attiv­ità. Per questo, oltre alle inizia­tive orga­niz­zate pres­so i pro­pri cen­tri spar­si in Italia (dal­la Val­tel­li­na fino alla Locride), la Fon­dazione Cen­tri Gio­vanili va a cer­care le situ­azioni di inter­ven­to, per esem­pio nel­la scuo­la e in ambito sporti­vo. Tan­to è già sta­to fat­to, come tes­ti­mo­ni­a­to dai video trasmes­si nel cor­so del­la ser­a­ta con­dot­ta da Max Lau­da­dio con , diret­tore del­la Fon­dazione. Moltissi­mo res­ta anco­ra da fare. I prog­et­ti sono ambiziosi e sol­lecitano la col­lab­o­razione del­la scuo­la, delle ammin­is­trazioni, del set­tore impren­di­to­ri­ale e del­la Chiesa. L’o­bi­et­ti­vo: dare ai gio­vani un seg­nale di pre­sen­za e sper­an­za, offrire loro situ­azioni in cui incanalare in modo pos­i­ti­vo energie e colti­vare tal­en­ti, fare capire che c’è qual­cuno che si prende cura di loro in un’età che sec­on­do don Mazzi cos­ti­tu­isce la vera nasci­ta del­l’in­di­vid­uo. “Gli ado­les­cen­ti non van­no las­ciati soli alle prese con cel­lu­lari e social net­work, che pure sono utili” ha det­to don Anto­nio. “L’ado­lescen­za nor­mal­mente viene iden­ti­fi­ca­ta con la ses­su­al­ità, in realtà è l’età in cui colti­vare l’am­i­cizia, che poi può trasfor­mar­si in affet­tiv­ità di cop­pia”.

Il pubblico di  Una tremenda voglia di vivere_Oltre alla tes­ti­mo­ni­an­za che è pos­si­bile “fare casi­no” sen­za far­si male e but­tar­si via (Fin­ley e The Sun), che la pas­sione e il lavoro pri­ma o poi pagano (Rubi­no), che è bel­lo donare qual­cosa di sé, con spir­i­to di grat­i­tu­dine e con­di­vi­sione (Ser­afi­no, che nel cor­so del­la ser­a­ta ha prodot­to un dip­in­to, poi scom­pos­to e dona­to a un grup­po di ami­ci), i gio­vani verone­si sono tor­nati a casa con una bel­la notizia: nel­la loro cit­tà sorg­erà un grande cen­tro gio­vanile, costru­ito sec­on­do cri­teri di sosteni­bil­ità inte­grale (ambi­en­tale, sociale ed eco­nom­i­ca), che ripro­dur­rà la fir­ma di don Anto­nio. La strut­tura sorg­erà in un’area anco­ra da indi­vid­uare, ma si farà: il sin­da­co Tosi ha con­fer­ma­to pub­bli­ca­mente l’im­peg­no del Comune di Verona nel­l’ap­pog­gio al prog­et­to.