Pareri contrastanti sul futuro dell’ente che alcuni vogliono chiudere e altri far proseguire. Al vertice sull’ente del Garda assenti Provincia e molti sindaci

Verona snobba la Comunità

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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

La riu­ni­ta ieri pomerig­gio in assem­blea gen­erale nel­lo stori­co palaz­zo Cà Mon­tagna pro­va a decidere il suo futuro. E lo fa sol­lecita­ta dal suo stes­so pres­i­dente, , in un cli­ma di con­fron­to ali­men­ta­to per cir­ca tre ore dagli inter­ven­ti di alcu­ni dei numerosi sin­daci e rap­p­re­sen­tan­ti politi­ci di comu­ni, province e regioni coin­volte più o meno diret­ta­mente nel­la Comu­nità. Tra tut­ti, non han­no volu­to man­care all’appuntamento il sen­a­tore Aventi­no Frau, ex pres­i­dente del­la Comu­nità, il sot­toseg­re­tario alle riforme isti­tuzion­ali Aldo Branch­er e l’assessore agli enti locali del­la Valdegam­beri. Uni­co neo, lassen­za pres­soché totale degli ammin­is­tra­tori del­la spon­da veronese del lago, sia comu­nali che provin­ciali, in un’assemblea che è risul­ta­ta dom­i­na­ta dal­la pre­sen­za mas­s­ic­cia di quel­li bres­ciani, tra cui anche gli asses­sori provin­ciali ai trasporti e al tur­is­mo Vale­rio Pri­gnac­chi e Ric­car­do Mini­ni. Il pres­i­dente Mongiel­lo, la cui car­i­ca ter­min­erà il prossi­mo dicem­bre dopo un quin­quen­nio di lavoro, ha aper­to la sedu­ta entran­do nel cuore del prob­le­ma sen­za mezzi termini:«Con quest’assemblea non pos­si­amo decidere lo sciogli­men­to del­la Comu­nità, ma è molto impor­tante fare chiarez­za». E ha aggiunto:«In questi cinque anni vari ele­men­ti ci han­no fat­to capire la sto­ria, i mer­i­ti e i lim­i­ti dell’ente: ora siamo giun­ti al capo­lin­ea e dob­bi­amo chieder­ci quali linee vogliamo seguire per il Gar­da. Le defezioni da parte di sin­goli Comu­ni e non da ulti­mo del­la Provin­cia di Verona devono far­ci riflet­tere e ren­der­ci pron­ti a una deci­sione riso­lu­ti­va. Questo nos­tro incon­tro deve preparare insom­ma a un pros­egui­men­to o alla fine dell’ente che anco­ra rap­p­re­sen­to». Ma delle cam­pane a mor­to nes­suno dei pre­sen­ti all’assemblea ha volu­to sen­tirne il suono. Sep­pur espri­men­do idee e pro­poste tra le più dis­parate, sin­daci e ammin­is­tra­tori han­no grida­to in coro alla neces­sità di un rin­no­va­men­to gen­erale dell’ente. Il sin­da­co di Toscolano Mader­no Pao­lo Ele­na ha rot­to il ghiaccio:«Mi rifi­u­to di pen­sare che siamo arrivati al capo­lin­ea», ha det­to. «Ci sono prob­le­mi che van­no affrontati, ma come garde­sani uni­ti dalle acque del lago e da un’economia pret­ta­mente tur­is­ti­ca bisogna ripar­tire da capo rima­nen­do insieme». Un con­cet­to rib­a­di­to più volte, anche dal pri­mo cit­tadi­no di Bren­zone Gia­co­mo Simonel­li, che ha ammes­so di aver por­ta­to all’ordine del giorno dell’ultimo con­siglio comu­nale l’uscita dal­la Comu­nità del Gar­da. «Si trat­ta di una deci­sione pre­sa non per dis­trug­gere», ha spie­ga­to, «ma per provo­care un con­fron­to costrut­ti­vo sull’odierna realtà dell’ente e sul­la sua natu­ra. Se si creer­an­no i pre­sup­posti per rimanere, sare­mo i pri­mi a decidere di restare; altri­men­ti, bisogn­erà non avere pau­ra di met­tere la paro­la fine». Una deci­sione che acco­mu­na Bren­zone al Comune bres­ciano di San Felice del Bena­co. «Dalle prospet­tive e dai bei dis­cor­si bisogna pas­sare ai fat­ti, alle azioni con­crete», ha aggiun­to il sin­da­co Gian­lui­gi Mar­silet­ti. «Si res­ta solo se si cam­bia vera­mente». «Guai a voi se fate morire la Comu­nità del Gar­da», ha dichiara­to con fer­mez­za il sot­toseg­re­tario Branch­er. Una dife­sa a spa­da trat­ta arriva­ta anche dal sen­a­tore Frau, che ha trac­cia­to la sua espe­rien­za pas­sa­ta e delin­eato il ritrat­to del­la «nuo­va comu­nità», un ente in gra­do di trattare temi di grande respiro e comu­ni a tutte le realtà garde­sane, dal traf­fi­co alla qual­ità delle acque. Viva allo­ra, ma per fare cosa? Per alcu­ni, come il sin­da­co di Salò Gian­piero Cipani, dovrà diventare soprat­tut­to «la con­feren­za dei sin­daci», per altri invece non dovran­no che con­tare mar­ginal­mente. La Comu­nità sem­bra non vedere anco­ra chiaro nel suo futuro e la des­ti­nazione finale rimane lon­tana, nonos­tante la volon­tà pre­m­i­nente sia quel­la di ten­er­la in vita. L’appuntamento per decidere cosa dovrà infine essere è fis­sato per dicembre.

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