Mentre continuano le agitazioni. Proposte dal Ministero. Il 21 sciopero

Vertenza Navigarda. Timido ottimismo per i 50 stagionali

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Verten­za : c’è qualche timi­do seg­nale di ottimis­mo per i 50 lavo­ra­tori sta­gion­ali che rischi­ano il pos­to in segui­to ai tagli del­la Finanziaria. Ma sono seg­nali sen­za riscon­tri uffi­ciali, men­tre pros­egue la lot­ta sin­da­cale. Con­tin­u­ano le agi­tazioni dei lavo­ra­tori delle linee di sui laghi, set­tore dura­mente col­pi­to dai tagli. Dopo lo sciopero del­lo scor­so 6 mar­zo, i lavo­ra­tori del trasporto pub­bli­co lacuale (com­pre­sa ovvi­a­mente la Nav­i­gar­da) fer­mer­an­no nuo­va­mente i bat­tel­li il 21 mar­zo: per il lago di Gar­da lo sciopero del per­son­ale nav­i­gante andrà dalle 11.30 alle 16, ma per gli operai e gli imp­ie­gati dur­erà tut­ta la gior­na­ta. Il fat­to che sia sta­to indet­to lo sciopero è di per sè un brut­to seg­nale: vuol dire che non ci sono novità sostanziali nel­la trat­ta­ti­va tra sin­da­cati, azien­da e Gov­er­no per recu­per­are i tagli imposti dal­la Finanziaria. Per la nav­igazione sul Gar­da man­cano all’appello tra i due e i tre mil­ioni di euro, con riper­cus­sioni che si sono già fat­te sen­tire: a casa 19 sta­gion­ali la cui assun­zione era pre­vista per i pri­mi di mar­zo; can­cel­la­to cir­ca un ter­zo delle corse; a ris­chio una cinquan­ti­na di posti; silen­zio assor­dante sug­li organi­ci e sull’orario «pieno» di eser­cizio, che dovrebbe entrare in vig­ore dal 1° aprile. «C’è un’ipotesi che tiene accese le sper­anze — ammette Clau­dio Lonati, seg­re­tario provin­ciale del­la Cisl Trasporti -: che il Min­is­tero delle Finanze, con una cir­co­lare, autor­izzi l’orario pieno e il pieno organ­i­co, rin­vian­do a una cop­er­tu­ra dei costi a pos­te­ri­ori. E’ un ipote­si più sem­plice e prat­i­ca­bile rispet­to a un decre­to cor­ret­ti­vo del­la Finanziaria. Basterebbe un po’ di buon sen­so, e in molti ci cre­dono. Ma non ci sono risposte uffi­ciali». Tra i lavo­ra­tori sta­gion­ali che atten­dono di pren­dere servizio dal 1° aprile, in effet­ti, si è sparsa la voce che tut­to andrà bene: dicono che intan­to si com­in­cia, poi i finanzi­a­men­ti arriver­an­no. Sarebbe bel­lo. Ma a Roma come a , chi di dovere non sem­bra aver com­pre­so la grav­ità del­la crisi che i tagli rischi­ano di provo­care. Scrivono Cgil, Cisl e Uil, in un comu­ni­ca­to: «Nonos­tante la pre­sa di posizione di molti sin­daci del Bena­co, con­trari ai tagli che ammon­tano a 8 mil­ioni di euro per i tre laghi di Gar­da, di Como e Mag­giore, la protes­ta dei lavo­ra­tori non ha avu­to alcu­na rispos­ta da parte del Gov­er­no e del­la Regione. Un silen­zio con il quale Milano e Roma si assumono le respon­s­abil­ità su lavo­ra­tori e cit­ta­di­ni». Ma i sin­da­cati sono inten­zionati a far­si sen­tire: in con­comi­tan­za con lo sciopero del 21 saran­no con un pre­sidio dalle 10.30 alle 14 davan­ti al Pirellone di Milano, «per denun­cia­re l’assenza dell’amministrazione regionale su una ques­tione che investe pesan­te­mente il pre­sente e il futuro di centi­na­ia di lavo­ra­tori, e indi­ret­ta­mente quel­lo dell’economia del sistema-laghi».

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